LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 624 Codice Penale — Anno 2022

Pagina 33 di 40

2144 provvedimenti

Altri anni per Art. 624 Codice Penale

Furto di bicicletta incustodita: scatta la pena aggravata
La vicenda riguarda il furto di bicicletta lasciata incustodita sulla pubblica strada dal proprietario per una sosta temporanea. In primo grado l'imputato era stato assolto per mancanza di querela, poiché il giudice aveva escluso la circostanza aggravante dell'esposizione alla pubblica fede a causa dell'assenza di un lucchetto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il furto di bicicletta parcheggiata per strada integra sempre l'aggravante della necessità di esposizione alla pubblica fede. Non rileva la diligenza del proprietario nel chiudere il mezzo, ma l'impossibilità pratica di portarlo con sé all'interno di locali o uffici. Di conseguenza, il reato è procedibile d'ufficio e non richiede la querela di parte.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: esclusa per furto con magnete
L'imputato è stato condannato per tentato furto aggravato da violenza sulle cose dopo aver rimosso placchette antitaccheggio mediante un magnete specifico all'interno di un esercizio commerciale. La difesa ha impugnato la sentenza in Cassazione lamentando la mancata concessione della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'impiego di arnesi professionali e la presenza di precedenti penali specifici escludono l'occasionalità della condotta, evidenziando una chiara preordinazione delittuosa. Il ricorrente deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
Continua »
Condanna per furto aggravato: ricorso respinto e sanzione
La vicenda riguarda un imputato accusato del reato di furto. I giudici di merito hanno confermato la sua responsabilità penale, riducendo parzialmente la pena inflitta nel giudizio di secondo grado. L'uomo ha quindi proposto ricorso davanti alla Suprema Corte per contestare la decisione. La Corte di Cassazione ha esaminato l'atto e ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'imputato si era limitato a ripetere le stesse argomentazioni già presentate in appello, senza criticare in modo puntuale e logico i motivi espressi dalla sentenza impugnata. Di conseguenza, la Suprema Corte ha reso definitiva la condanna per furto aggravato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto Aggravato: Cassazione conferma condanna, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due individui condannati per furto aggravato. I ricorrenti contestavano l'identificazione come autori del reato, ma la Corte ha ritenuto che le loro doglianze riguardassero solo fatti, non vizi di legge o logici. La Corte d'Appello aveva correttamente evidenziato che i due erano stati sorpresi sul mezzo usato per la fuga dal cantiere, abbandonando la refurtiva durante l'inseguimento. La condanna per furto aggravato è stata quindi confermata.
Continua »
Furto di energia elettrica: la Cassazione conferma il concorso e la prescrizione
Due individui, legali rappresentanti di un'azienda agricola, sono stati condannati per furto di energia elettrica aggravato, commesso in concorso per alimentare un impianto di irrigazione tra il 2008 e il 2013. Hanno presentato ricorso lamentando la mancata specificazione del loro contributo individuale e l'estinzione del reato per prescrizione. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che per il concorso è sufficiente un contributo consapevole e volontario. Inoltre, ha chiarito che il furto di energia elettrica continuato ha un unico termine di prescrizione, decorrente dall'ultimo atto di sottrazione.
Continua »
Furto aggravato: Cassazione annulla la pena per difetto di motivazione
Due donne hanno tentato un *furto aggravato* in un supermercato, rimuovendo i dispositivi antitaccheggio da giocattoli e capi di abbigliamento. Il Tribunale le ha condannate per tentato furto aggravato. La Corte d'Appello ha escluso l'aggravante della destrezza ma ha mantenuto la condanna e la pena. La Cassazione ha confermato l'aggravante del 'mezzo fraudolento' per la rimozione dei dispositivi. Ha però annullato la sentenza limitatamente alla determinazione della pena, poiché la Corte d'Appello non ha spiegato adeguatamente perché l'esclusione di un'aggravante non avesse portato a una riduzione della pena. La questione della pena tornerà in Appello per un nuovo esame.
Continua »
Pericolo di reiterazione del reato: annullato l’obbligo di firma
Un uomo veniva sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un presunto furto d'auto avvenuto oltre tre anni prima. Il giudice del riesame aveva confermato la misura ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato sulla base dei suoi precedenti penali e del presunto inserimento in ambienti criminali. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione evidenziando che i precedenti risalivano a oltre quindici anni prima e che non vi erano prove di contatti recenti con ambienti illeciti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarito che la pericolosita deve essere attuale e ha annullato la misura senza rinvio.
Continua »
Ricorso Inammissibile: Negate le Circostanze Attenuanti Generiche
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza che aveva rideterminato la sua pena per un tentato furto pluriaggravato. Il Lavoratore contestava la ricostruzione dei fatti e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero una mera ripetizione di quelli già esaminati e che la decisione sulle circostanze attenuanti generiche fosse stata correttamente motivata dal giudice precedente, in linea con la giurisprudenza. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di 3000 euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto Aggravato: Auto in Officina è “Esposta alla Pubblica Fede”?
Un Lavoratore è stato condannato per furto aggravato di un'autovettura e possesso ingiustificato di chiavi alterate. L'auto era parcheggiata in un'area privata di un'officina, ma lasciata aperta con le chiavi inserite per riparazioni. Il Lavoratore ha impugnato la condanna, contestando l'aggravante di "esposizione alla pubblica fede", sostenendo che l'auto non era esposta al pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'auto, sebbene in un'area recintata, era comunque liberamente accessibile e affidata alla buona fede altrui, configurando l'aggravante. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Tentato furto aggravato: ricorso respinto e sanzione pecuniaria
Due imputati sono stati condannati per tentato furto aggravato dai giudici territoriali. La Corte territoriale ha ricalcolato la sanzione escludendo la circostanza aggravante della minorata difesa. I condannati hanno quindi proposto ricorso contestando la decisione e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno respinto integralmente le impugnazioni rilevando che i motivi si limitavano a ripetere le argomentazioni precedenti senza criticare la sentenza d'appello. La Corte ha inoltre ribadito che il diniego delle attenuanti richiede soltanto una motivazione logica basata sugli elementi decisivi del fatto. I ricorrenti hanno perso definitivamente il giudizio e devono pagare le spese legali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Furto al supermercato: la Cassazione conferma la particolare tenuità del fatto
Una donna ha sottratto merce per circa 200 euro da un supermercato, nascondendola e pagando solo altri articoli. In primo grado, è stata condannata per furto tentato. La Corte d'Appello l'ha assolta per la particolare tenuità del fatto, ritenendo l'offesa minima e il comportamento non abituale. Il Procuratore Generale ha impugnato, sostenendo l'illogicità della motivazione, in particolare riguardo alla presunta incensuratezza della donna e alla gravità del dolo. La Cassazione ha confermato l'assoluzione, ribadendo che l'errore sull'incensuratezza non incide, poiché per escludere la particolare tenuità del fatto è necessaria l'abitualità, ovvero almeno due precedenti reati della stessa indole, non riscontrati nel caso specifico.
Continua »
Sospensione Condizionale Pena: Reato Estinto, Effetti Non Cancellati
La Corte Suprema ha stabilito un importante principio sulla sospensione condizionale della pena. Una persona era stata condannata per furto e aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Il Procuratore Generale ha contestato questa decisione, poiché la persona aveva già beneficiato in passato di una simile sospensione per un reato poi estinto. La Corte ha chiarito che l'estinzione del reato non cancella gli effetti penali della condanna. Pertanto, un precedente beneficio di sospensione condizionale della pena, anche se relativo a un reato estinto, deve essere considerato. Il giudice deve subordinare la nuova sospensione a specifici obblighi o, in caso contrario, rigettare la richiesta. La sentenza è stata annullata per un nuovo esame da parte del Tribunale.
Continua »
Reato di furto aggravato: ricorso generico e sanzione
L'Imputato è stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di furto aggravato. La difesa ha presentato ricorso per Cassazione lamentando difetti nella motivazione della sentenza di condanna. I Supremi Giudici hanno rilevato la totale genericità delle critiche difensive, le quali non hanno spiegato in modo specifico gli errori di fatto o di diritto della decisione impugnata. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese legali e di una sanzione di quattromila euro alla Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la condanna penale.
Continua »
Furto consumato o tentato? La Cassazione decide sulla borsa schermata
Due individui sono stati condannati per furto aggravato in un negozio di lusso. Hanno usato una borsa schermata per eludere i sistemi antitaccheggio. Il personale di sicurezza, insospettito, ha allertato le forze dell'ordine, che li hanno fermati fuori dal negozio, trovando la merce rubata. I ladri hanno sostenuto si trattasse solo di un tentativo di furto, citando la sorveglianza costante. La Cassazione ha confermato la condanna per furto consumato, stabilendo che un breve ma effettivo controllo della merce, anche sotto sorveglianza, costituisce un furto completato, poiché l'intervento non è stato immediato.
Continua »
Furto aggravato di acqua: da illecito a condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per un cittadino responsabile dell'allaccio abusivo alla rete idrica. La difesa sosteneva che il prelievo integrasse solo una sanzione amministrativa. I giudici hanno invece chiarito che prelevare indebitamente risorsa idrica già incanalata nelle tubature dell'ente gestore integra il reato di furto aggravato di acqua e non una mera infrazione pecuniaria. La distinzione poggia sullo stato della risorsa: l'illecito amministrativo riguarda esclusivamente le acque naturali libere e non ancora convogliate. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto aggravato di laptop: il danno non è minimo, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato di un computer portatile e della sua custodia. L'imputato chiedeva una riduzione della pena, sostenendo che il danno patrimoniale fosse minimo. Tuttavia, la Corte ha stabilito che il valore dell'apparecchiatura elettronica non era esiguo, escludendo così la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché le censure erano ripetitive e attenevano al merito della valutazione, non sindacabile in Cassazione. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
Continua »
Continuazione del reato: furto confermato, ricorso inammissibile
Una Lavoratrice era stata condannata per furto aggravato e danneggiamento di auto. La Corte d'Appello l'ha assolta dal danneggiamento di una vettura, ma ha confermato due episodi di furto aggravato da altre due auto. La Lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione della continuazione del reato e la conseguente pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo corretta l'applicazione della continuazione del reato per i furti residui, confermando la condanna e le spese processuali.
Continua »
Ricorso in Cassazione Inammissibile: Condanna per Furto Confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una persona condannata per tentato furto aggravato. L'imputata aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la sua condanna. Il primo motivo di ricorso, relativo alla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, è stato ritenuto una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti, che avevano evidenziato numerosi precedenti ostativi. Il secondo motivo, riguardante il trattamento sanzionatorio, è stato dichiarato inammissibile perché non era stato sollevato in appello. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per il Ricorso in Cassazione inammissibile.
Continua »
Ricorso penale inammissibile: la Cassazione conferma la condanna per furto
Un individuo è stato condannato per furto aggravato (artt. 624, 625 n. 4 c.p.) dalla Corte d'Appello. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi principali erano la riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti e la richiesta di una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato furto pluriaggravato: no a ricorsi copia
La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda giudiziaria di un imputato condannato per il reato di tentato furto pluriaggravato. L'uomo aveva proposto ricorso contro la decisione della Corte di Appello, lamentando un presunto travisamento delle prove da parte dei giudici di merito e chiedendo la cancellazione dell'aggravante contestata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che le difese dell'imputato si limitavano a ripetere pedissequamente gli stessi argomenti già ampiamente respinti in appello, senza formulare una critica logica e specifica alla sentenza impugnata. La Cassazione non può riesaminare i fatti o rivalutare le prove raccolte nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna a carico del ricorrente è divenuta definitiva, con l'obbligo di pagare le spese processuali e di versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »