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Art. 62 Codice Penale — Anno 2026

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614 provvedimenti

Altri anni per Art. 62 Codice Penale

Concorso in resistenza: passeggero in fuga è complice
La Cassazione chiarisce il concorso in resistenza a pubblico ufficiale. Un passeggero, fuggito a piedi dopo un inseguimento, è ritenuto complice del guidatore. La condivisione del piano di fuga è sufficiente per la condanna, anche senza una condotta attiva di violenza o minaccia. Ricorso inammissibile.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per truffa, confermando che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se basato sui precedenti penali e sulla gravità del reato. La valutazione sulla lieve entità del danno (250 euro) è considerata un insindacabile giudizio di merito.
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Furto in abitazione: prova indiziaria e recidiva
Due donne ricorrono in Cassazione contro una condanna per una serie di furti in abitazione, contestando la validità delle prove indiziarie basate su dati GPS e sul riconoscimento parziale della refurtiva. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, confermando che un quadro di indizi gravi, precisi e concordanti – come la localizzazione del veicolo, il modus operandi seriale e il ritrovamento di beni sottratti – è sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza, anche in presenza di lievi discrepanze temporali. La sentenza ribadisce inoltre i criteri per il riconoscimento della recidiva.
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Attenuante art. 62 n. 4: no se il lucro è alto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione dell'attenuante art. 62 n. 4 cod. pen. è stata respinta poiché l'elevato numero di dosi (oltre 200), la presenza di bilancini e denaro sono stati ritenuti incompatibili con la 'speciale tenuità' del danno e del lucro richiesta dalla norma.
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Riconoscimento videosorveglianza: vale senza perizia?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto aggravato a due individui, stabilendo che il riconoscimento videosorveglianza effettuato da un agente di polizia che conosce personalmente l'imputato costituisce un indizio grave e preciso, senza necessità di un'analisi antropometrica. La Corte ha inoltre respinto la tesi difensiva secondo cui il luogo del furto potesse essere confuso con una discarica, valorizzando la presenza di una recinzione, un cancello e un sistema di videosorveglianza come prova della volontà di proteggere la proprietà e, di conseguenza, del dolo degli imputati.
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Risarcimento parziale: no attenuante per omicidio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per omicidio stradale, confermando che un risarcimento parziale, effettuato prima del decesso della vittima, non è sufficiente per il riconoscimento dell'attenuante della riparazione del danno. Anche una quietanza liberatoria firmata dagli eredi non può sanare l'inadeguatezza del risarcimento, che deve essere integrale ed effettivo.
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Tenuità del danno: furto di PC, no attenuante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, che chiedeva l'applicazione dell'attenuante della particolare tenuità del danno. La Corte ha stabilito che la natura intrinseca dei beni sottratti (due PC portatili, tre tablet e una carta bancomat) esclude a priori la possibilità di considerare il danno di lieve entità, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Furto consumato: quando si perfeziona il reato?
Un individuo, con numerosi precedenti, è stato condannato per furto in un ospedale pediatrico. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo la distinzione tra furto consumato e tentato. Il furto consumato si realizza nel momento in cui l'agente acquisisce, anche per breve tempo, la piena ed autonoma disponibilità della cosa sottratta. La Corte ha inoltre negato l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto a causa della gravità del contesto e dell'abitualità del comportamento dell'imputato.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. Il ricorso inammissibile è stato considerato tale perché meramente ripetitivo dei motivi d'appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva lo stato di necessità e l'attenuante del danno di lieve entità, anche a causa del danneggiamento della placca antitaccheggio.
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Falso grossolano: quando la contraffazione è reato
La Corte di Cassazione conferma una condanna per vendita di prodotti con marchi contraffatti, respingendo la tesi del 'falso grossolano'. La sentenza chiarisce che il reato sussiste ogni volta che la contraffazione abbia una capacità ingannatoria, anche minima, nei confronti del consumatore medio, tutelando così la fede pubblica. Viene inoltre negata l'attenuante del danno di lieve entità, poiché la valutazione deve considerare il pregiudizio complessivo arrecato al mercato e non solo il valore dei singoli beni.
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Furto in auto: quando scatta l’aggravante
La Corte di Cassazione conferma che il furto in auto di oggetti lasciati all'interno di un veicolo parcheggiato su suolo pubblico integra la circostanza aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. La sentenza chiarisce che tale aggravante sussiste anche se l'auto è chiusa a chiave, poiché la fiducia del proprietario è riposta nel rispetto collettivo della proprietà. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per aver sottratto beni da due autovetture dopo averle forzate, respingendo anche le doglianze relative all'applicazione della recidiva.
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Concorso in rapina: quando è pieno e non anomalo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina e tentato omicidio. La sentenza chiarisce che il concorso in rapina sussiste anche con un'intesa spontanea e un contributo causale estemporaneo, senza necessità di un accordo preventivo. Viene inoltre negata la legittima difesa a chi interviene con violenza sproporzionata durante una colluttazione nata da un'azione predatoria, e si ribadisce che l'attenuante del danno lieve nella rapina va valutata considerando anche l'offesa alla persona, non solo il valore economico del bene sottratto.
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Associazione stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di associazione a delinquere stupefacenti. Ha annullato per prescrizione le condanne per singoli episodi di spaccio, ma ha confermato la condanna di un imputato per il reato associativo, distinguendo il ruolo di partecipe da quello di mero corriere occasionale. Il caso è stato rinviato in appello per ricalcolare la pena.
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Corruzione per atto contrario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e falso in atto pubblico a carico di un imprenditore e di un'agente di polizia municipale. Il caso riguardava la redazione di un falso verbale di sopralluogo per nascondere lavori edili abusivi in cambio di una tangente. La sentenza chiarisce importanti principi sulla qualificazione del reato di corruzione, sul risarcimento del danno e sulla costituzione di parte civile nel rito abbreviato.
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