Un uomo è stato condannato per il reato di rapina aggravata ai danni del proprio padre. L'imputato, insieme a un complice, aveva costretto i genitori ad andare in banca per un prelievo, aggredendo poi fisicamente il padre e sottraendogli 230 euro. La difesa ha contestato la credibilità della vittima e ha richiesto le attenuanti generiche e quella del danno di speciale tenuità, valorizzando una lettera di scuse e l'offerta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la ricostruzione dei fatti non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Inoltre, hanno escluso la speciale tenuità del danno, evidenziando la natura plurioffensiva della rapina, e hanno negato le attenuanti generiche a causa della gravità della condotta violenta e dello sfruttamento del legame familiare.
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