La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un cittadino contro una sentenza della Corte d'appello di Milano. I giudici hanno rilevato un duplice errore bloccante. In primo luogo, il ricorso è stato depositato oltre il termine di trenta giorni previsto dalla legge, risultando quindi tardivo. In secondo luogo, l'atto è stato proposto e firmato direttamente dall'imputato, violando l'obbligo di assistenza da parte di un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto l'impugnazione senza esaminarla nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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