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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una condanna per il reato di cui all'art. 642 c.p. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone l'obbligo di proposizione del ricorso tramite un difensore abilitato. Il caso sottolinea le rigide regole formali per il ricorso per cassazione personale e le conseguenti sanzioni pecuniarie per il ricorrente.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un imputato, condannato per tentata rapina e lesioni, proponeva personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La semplice delega al deposito rilasciata al difensore non è sufficiente a sanare tale vizio formale.
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Ricorso inammissibile se proposto personalmente
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dalla parte e non tramite un avvocato iscritto all'albo speciale. La sentenza chiarisce che, a seguito delle modifiche legislative, la difesa tecnica specializzata è un requisito di ammissibilità per i ricorsi in Cassazione, pena il rigetto e la condanna alle spese.
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Ricorso personale: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso personale presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la sua pena. La decisione si basa sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. che, a seguito della legge n. 103/2017, esclude la possibilità per l'imputato di impugnare personalmente la sentenza, richiedendo l'assistenza di un difensore. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: inammissibile se firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale in materia penale, poiché sottoscritto direttamente dall'imputato anziché dal suo difensore abilitato. L'ordinanza sottolinea che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p. post-riforma 2017, la firma dell'avvocato cassazionista è un requisito essenziale, e la semplice autenticazione della firma dell'imputato non sana il vizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per ricettazione, poiché proposto personalmente dall'imputato. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 cod. proc. pen., l'atto deve essere sottoscritto da un difensore abilitato, pena l'inammissibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, tale atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un individuo, condannato in appello per truffa, falso e ricettazione, ha presentato personalmente un'impugnazione alla Corte Suprema. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, poiché la legge richiede, a pena di nullità, la firma di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla nuova formulazione dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, che il ricorso in Cassazione personale sia sottoscritto da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: firma avvocato è obbligatoria
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia penale poiché presentato personalmente dall'imputato e non sottoscritto da un difensore abilitato. L'analisi sottolinea come, a seguito della riforma del 2017, la firma di un avvocato cassazionista sia un requisito indispensabile per il ricorso in Cassazione, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44582/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione poiché proposto personalmente dall'imputato. La decisione ribadisce la regola inderogabile secondo cui tale impugnazione deve essere sottoscritta esclusivamente da un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, a pena di inammissibilità.
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Ricorso in Cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione per tentata rapina perché presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. Di conseguenza, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per ricettazione. La decisione si fonda sul principio, consolidato da una riforma del 2017, secondo cui tali ricorsi devono essere obbligatoriamente sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti, pena l'inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rescissione del giudicato: quando si può chiedere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40824/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per ricettazione che chiedeva la rescissione del giudicato. La Corte ha stabilito che la mancata conoscenza del processo era imputabile alla sua condotta negligente, dato che era stato sottoposto a misure cautelari e a fermo di indiziato di delitto. Tali atti, secondo i giudici, costituiscono prova sufficiente della conoscenza del procedimento a suo carico, escludendo l'ignoranza incolpevole e rendendo inammissibile la richiesta.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sul principio inderogabile secondo cui il ricorso per cassazione in materia penale deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto all'apposito albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un imputato ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'atto deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: è obbligatorio l’avvocato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3786/2026, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per rapina aggravata. La Corte ha ribadito che, a seguito delle modifiche legislative, il ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. È stata inoltre respinta la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non viola il diritto di difesa.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
Una persona condannata per truffa ha presentato un ricorso per cassazione personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che la legge richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato cassazionista per questo tipo di impugnazione, distinguendo tra il diritto a impugnare e le modalità tecniche per farlo.
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Custodia cautelare: ricorso inammissibile per reati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per associazione di stampo mafioso contro l'ordinanza che confermava la sua custodia cautelare in carcere. La Corte ha ribadito che l'eventuale incompatibilità di un giudice non rende nullo l'atto, ma costituisce motivo di ricusazione. Inoltre, ha sottolineato la vigenza della presunzione di adeguatezza della massima misura cautelare per i reati di mafia, non superata dagli elementi proposti dal ricorrente.
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Inammissibilità ricorso cassazione: chi può firmare?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per ricettazione, poiché sottoscritto personalmente dall'imputato. La legge, infatti, impone a pena di inammissibilità che il ricorso per cassazione sia firmato da un difensore iscritto all'apposito albo speciale, evidenziando un rigido requisito formale per l'accesso al giudizio di legittimità.
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