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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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780 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Permesso di costruire in sanatoria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28539/2024, ha stabilito che il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria non è sufficiente per revocare automaticamente un ordine di demolizione. Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso. Nel caso specifico, il permesso è stato ritenuto illegittimo perché mancavano i presupposti urbanistici fondamentali, come la doppia conformità e il necessario piano di lottizzazione, rendendo così l'ordine di demolizione pienamente esecutivo.
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Ordine di demolizione: no prescrizione dopo 20 anni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo, notificato oltre vent'anni dopo la sentenza di condanna definitiva. Il ricorrente sosteneva che il notevole lasso di tempo trasformasse la demolizione in una sanzione penale, soggetta a prescrizione. La Corte ha ribadito la natura amministrativa e non penale dell'ordine di demolizione, escludendone la prescrittibilità. La responsabilità del ritardo nell'esecuzione, inoltre, è stata attribuita all'inerzia del condannato stesso, che non può trarre vantaggio dalla propria inadempienza.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un imputato, detenuto in custodia cautelare, presentava personalmente ricorso alla Corte di Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito e deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità.
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Ricorso in Cassazione: obbligo firma avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La firma deve essere dell'avvocato, a pena di inammissibilità, data la complessità del giudizio.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per Cassazione perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, la sottoscrizione del difensore specializzato è un requisito fondamentale per la validità dell'atto, data la complessità tecnica del giudizio di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una sentenza di patteggiamento. La ragione è che l'imputato ha presentato l'atto personalmente, senza l'assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale, come invece richiesto dalla legge a pena di inammissibilità.
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Ricorso per cassazione: la firma dell’avvocato è obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una condanna per furto aggravato. Il motivo? L'atto era stato firmato personalmente dall'imputato e non da un avvocato cassazionista, requisito fondamentale per la validità del ricorso.
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Ricorso inammissibile: l’imputato non può firmare
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato, condannato per furto aggravato. La legge, infatti, impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale. La decisione conferma la condanna e aggiunge il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché presentato direttamente dall'interessato, senza la firma di un difensore specializzato. La decisione evidenzia l'importanza del ricorso cassazione avvocato per la validità dell'atto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso Cassazione inammissibile: firma dell’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso cassazione inammissibile perché proposto e firmato direttamente dall'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. Questa norma, modificata nel 2017, impone la sottoscrizione da parte di un avvocato abilitato. La decisione sottolinea come tale vizio formale impedisca la valida instaurazione del rapporto processuale, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: avvocato non abilitato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché il difensore dell'imputato non era iscritto all'albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un detenuto contro il diniego di liberazione anticipata. La decisione si basa sul mancato rispetto dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Questa ordinanza ribadisce l'importanza del rispetto delle forme procedurali, in particolare l'obbligatorietà della difesa tecnica specializzata per un valido ricorso in Cassazione.
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Errore di Fatto: Annullata Condanna per Prescrizione
La Corte di Cassazione corregge un proprio errore di fatto, riconoscendo che un ricorso era stato presentato prima della modifica normativa che imponeva l'assistenza di un legale. Revocata la precedente declaratoria di inammissibilità, la Corte ha esaminato il merito e annullato la condanna originaria poiché il reato si era estinto per prescrizione.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sul mancato rispetto dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato. L'esito comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un difensore abilitato. La pronuncia ribadisce che, secondo l'art. 613 c.p.p., la sottoscrizione di un avvocato cassazionista è un requisito formale indispensabile, la cui assenza comporta la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato avverso un'ordinanza di espulsione. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato avverso il diniego di affidamento in prova. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, a pena di inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: firma avvocato cassazionista
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato e non sottoscritto da un difensore abilitato. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone tale requisito a pena di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che richiedono tassativamente la sottoscrizione di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità dell'atto. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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