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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione personale: la firma che costa la condanna
L'Imputato, condannato per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, ha proposto personalmente ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. A seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito. L'atto deve essere necessariamente sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: la firma fai-da-te costa cara
Un uomo, condannato per il reato di evasione, decide di impugnare la sentenza di appello presentando un ricorso per cassazione personale, firmandolo di proprio pugno senza l'assistenza di un legale abilitato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici spiegano che, a seguito delle riforme introdotte nel 2017, la legge vieta espressamente alla parte di sottoscrivere e presentare personalmente il ricorso. Questo atto deve essere necessariamente firmato da un difensore iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso firmato personalmente dall’imputato: nullo e con multa
Un uomo, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione firmando personalmente l'atto per contestare la decisione del giudice d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle riforme introdotte nel 2017, la legge vieta il ricorso firmato personalmente dall'imputato. L'atto di impugnazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle magistrature superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il fai da te costa caro
Un cittadino, condannato per il reato di furto, ha proposto personalmente un ricorso davanti alla Corte di Cassazione lamentando difetti di motivazione della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, a seguito della riforma introdotta nel 2017, il ricorso personale in Cassazione non è più consentito nel processo penale. L'atto di impugnazione deve essere firmato esclusivamente da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori (avvocato cassazionista). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: la firma dell’imputato costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto direttamente dall'imputato contro la sentenza della Corte di appello di Torino. Quest'ultima aveva ridotto la pena a seguito di concordato in appello. L'imputato ha presentato un ricorso per cassazione personale lamentando la mancata applicazione del proscioglimento immediato e l'eccessività della pena. I giudici di legittimità hanno ribadito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito: l'atto deve essere firmato da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Inoltre, i motivi proposti erano incompatibili con il concordato in appello. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: il cittadino perde e paga la multa
Il Ricorrente ha presentato personalmente un ricorso per cassazione contro un provvedimento del Tribunale della Libertà. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché, a seguito delle riforme legislative, la parte non può agire autonomamente. Il ricorso per cassazione personale è vietato: l'atto deve essere firmato da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il cittadino è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Difensore non cassazionista: ricorso nullo e sanzione di 3000 euro
Il Ricorrente ha presentato un atto di impugnazione tramite il proprio legale di fiducia. La Corte di Appello ha trasmesso l'atto alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile poiché l'atto era firmato da un difensore non cassazionista, ossia non iscritto nell'albo speciale richiesto dall'art. 613 c.p.p. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Avvocato non cassazionista firma il ricorso: condanna e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una cittadina poiché l'atto era stato firmato da un difensore non iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Il caso nasce dalla trasmissione dell'atto da parte della Corte d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che la firma di un avvocato non cassazionista rende il ricorso nullo e improcedibile, violando le norme del codice di procedura penale. Di conseguenza, la ricorrente ha perso definitivamente la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Difensore non cassazionista: la firma invalida costa tremila euro
Un cittadino, condannato per il reato di minaccia, propone appello tramite il proprio legale. Tuttavia, l'atto viene trasmesso alla Corte di Cassazione. I giudici rilevano che l'avvocato firmatario non è iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione a causa della firma da parte di un difensore non cassazionista. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: il grave errore del fai-da-te
L'Imputato, condannato in appello per il reato di furto pluriaggravato, ha proposto un ricorso per cassazione firmandolo di proprio pugno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'atto. La legge stabilisce infatti il divieto di ricorso per cassazione personale: l'atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, l'imputato perde definitivamente la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di quattromila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il cittadino perde e paga la multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto personalmente da un cittadino condannato per truffa e uso di carte di credito contraffatte. La Suprema Corte ha applicato le regole introdotte dalla riforma del 2017, che vietano il ricorso personale in Cassazione nei procedimenti penali. Il cittadino, avendo firmato l'atto senza l'assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, ha perso il diritto all'esame del proprio caso. Oltre al rigetto dell'impugnazione, la Corte ha condannato l'uomo al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Traduzione degli atti processuali: condanna valida per la Corte
Due cittadini stranieri, condannati in primo grado per furto e ricettazione, hanno impugnato la decisione lamentando la mancata traduzione degli atti processuali in lingua bulgara e chiedendo l'improcedibilità del reato per avvenuta remissione della querela. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la traduzione degli atti processuali non è dovuta se non viene dimostrato un effettivo pregiudizio alla difesa, soprattutto considerando che il ricorso per cassazione può essere presentato solo tramite un difensore abilitato. Inoltre, l'inammissibilità dell'appello ha reso la condanna definitiva prima dell'entrata in vigore della riforma Cartabia, impedendo l'applicazione delle nuove regole sulla procedibilità a querela. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso personale in Cassazione: il grave errore che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una cittadina contro la sentenza d'appello che disponeva l'interdizione dai pubblici uffici e la revoca della sospensione condizionale. Il motivo dell'inammissibilità risiede nel fatto che l'imputata ha presentato il ricorso personale in Cassazione senza la firma di un difensore abilitato. La riforma del codice di procedura penale impone infatti che l'atto sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso personale in Cassazione: il fai-da-te costa 3.000 euro
Un uomo, condannato per lesioni personali, ha presentato un Ricorso personale in Cassazione per contestare la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, l'imputato non può più firmare e presentare personalmente il ricorso, essendo obbligatoria l'assistenza di un avvocato abilitato. La Corte ha respinto anche i dubbi di costituzionalità della norma, spiegando che l'autodifesa è garantita nei processi di merito, ma non nel giudizio di legittimità davanti alla Cassazione, dove serve una difesa tecnica specializzata. L'imputato è stato condannato a pagare le spese e tremila euro alla cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione firmato personalmente: errore da 3000 euro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un uomo condannato per truffa. L'imputato aveva sottoscritto personalmente l'atto di impugnazione, delegando il proprio difensore solo per il deposito materiale. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle riforme legislative del 2017, il ricorso per cassazione firmato personalmente dal cittadino non è più ammesso. L'atto deve essere obbligatoriamente redatto e firmato da un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori (cassazionista). Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto l'istanza senza esaminare i motivi di merito e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: la difesa fai-da-te costa cara
Due imputati, condannati a Torino per tentata rapina e altri reati tramite patteggiamento, hanno presentato autonomamente ricorso alla Corte di Cassazione. I ricorrenti hanno contestato la legittimità costituzionale della norma che vieta il ricorso personale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili le impugnazioni. I giudici hanno ribadito che il Ricorso personale in Cassazione non è più consentito dalla legge, la quale impone obbligatoriamente l'assistenza di un avvocato abilitato. Tale limitazione è pienamente legittima e non viola il diritto di difesa. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il fai-da-te che costa caro
L'Amministratore di una società viene condannato a sei mesi di reclusione per l'omesso versamento dell'IVA. L'imputato propone un ricorso personale in Cassazione, lamentando l'errata applicazione delle norme sulla pace fiscale, la mancanza di dolo a causa di un'alluvione e la mancata concessione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile senza esaminare i motivi. La legge impedisce infatti il ricorso personale in Cassazione da parte dell'imputato, richiedendo obbligatoriamente la firma di un difensore abilitato. L'autentica della firma da parte del difensore non sana questo vizio. Di conseguenza, l'Amministratore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso per cassazione penale: firma del cittadino costa 4000€
Un cittadino, condannato per minaccia grave e porto abusivo di armi, ha presentato personalmente un ricorso per cassazione penale per contestare la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'atto deve essere firmato esclusivamente da un avvocato iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. La firma personale dell'imputato, anche se autenticata da un legale o accompagnata da una delega per il deposito, non è valida. Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di quattromila euro a favore della cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: l’imputato firma ma perde
Il Tribunale di Bari applicava a un soggetto la pena di un anno di reclusione per rissa, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, a seguito di patteggiamento. L'Imputato proponeva personalmente ricorso per cassazione lamentando la mancata pronuncia di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso per cassazione personale non è più consentito dalla legge. A seguito della riforma del 2017, l'atto deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: la firma fai-da-te costa cara
L'Imputato ha proposto personalmente un ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la rideterminazione della pena decisa dalla Corte di Appello. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché, a seguito delle riforme legislative del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito dall'ordinamento. L'atto deve essere obbligatoriamente firmato da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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