LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 589 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Pagina 2 di 4

62 provvedimenti

Altri anni per Art. 589 Codice di Procedura Penale

Rinuncia all’impugnazione: il dietrofront costa caro al detenuto
Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo aveva respinto le richieste di misure alternative alla detenzione presentate da un detenuto. Quest'ultimo ha proposto ricorso per Cassazione ma, successivamente, ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia all'impugnazione direttamente dal carcere in cui si trovava ristretto. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende, non essendoci elementi per escludere la sua colpa nella presentazione di un ricorso poi abbandonato.
Continua »
Misure di prevenzione: citofono muto e condanna confermata
Un uomo sottoposto a misure di prevenzione con l'obbligo di rimanere in casa durante la notte non ha risposto al citofono durante un controllo della polizia. Condannato in appello a otto mesi di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che non vi fosse prova del funzionamento del citofono e che il Procuratore Generale avesse rinunciato all'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che chi è sottoposto a restrizioni domiciliari deve assicurarsi che i sistemi di controllo, come il citofono, siano sempre perfettamente efficienti. Inoltre, la richiesta verbale di conferma della sentenza in udienza non costituisce una rinuncia formale all'impugnazione. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il dietrofront costa caro
Un detenuto ha proposto ricorso contro il provvedimento che prorogava i termini della sua custodia cautelare in carcere. Successivamente, prima dell udienza, il ricorrente ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia, sottoscritta anche dal proprio avvocato difensore. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l inammissibilita del ricorso. Di conseguenza, il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende. La sentenza evidenzia come la rinuncia al ricorso per cassazione comporti l arresto del procedimento e l applicazione delle spese a carico della parte rinunciante.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: dal rinvio alla condanna
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata da un detenuto, ritenendo non idonea la sua condotta e rilevando la gravità dei reati commessi. Il detenuto ha proposto ricorso, ma ha successivamente depositato una formale dichiarazione di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione, che costituisce un atto irrevocabile e formale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Dal carcere alla dimora: rinuncia al ricorso per cassazione
Il Tribunale di Bari confermava la custodia in carcere per L'Imputato, accusato di tentato omicidio. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione. Successivamente, la misura cautelare veniva sostituita con l'obbligo di dimora grazie a una qualificazione giuridica più lieve del fatto. Di conseguenza, il difensore dell'Imputato presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza applicare sanzioni pecuniarie o spese di giustizia, determinando la chiusura definitiva del procedimento cautelare in corso.
Continua »
Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Appello Ritirato, Condanna
Un imputato, sottoposto a una misura di custodia in carcere, aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il provvedimento. Successivamente, attraverso il suo difensore, ha deciso di ritirare l'impugnazione. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro in favore della cassa delle ammende. La rinuncia ha quindi chiuso definitivamente il procedimento, ma ha comportato dei costi per l'imputato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: dal ricorso alla condanna
Un detenuto presenta ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua richiesta di liberazione anticipata. Successivamente, però, cambia idea e comunica formalmente la sua volontà di ritirarsi. La Corte Suprema, prendendo atto della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione, dichiara l'impugnazione inammissibile. Questa decisione non solo rende definitiva la precedente sentenza sfavorevole, ma comporta anche la condanna del detenuto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro.
Continua »
Rinuncia al Ricorso: Contesta il Giudice ma poi si Tira Indietro
Un imputato presenta ricorso in Cassazione contro la decisione di un giudice di trasferire il suo processo in un'altra città. Il trasferimento era stato disposto perché tra le persone offese dal reato figurava un magistrato di quel distretto. L'imputato sosteneva che tale decisione fosse un atto anomalo e illegittimo. Tuttavia, prima che la Corte potesse esprimersi, l'imputato ha presentato una formale rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato l'impugnazione inammissibile senza entrare nel merito della questione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia al Ricorso: Ottiene i Domiciliari ma Paga le Spese
Un detenuto presenta ricorso in Cassazione contro il diniego della detenzione domiciliare. Tuttavia, mentre il ricorso è pendente, ottiene la misura richiesta, perdendo così interesse alla decisione. Di conseguenza, presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile senza entrare nel merito della questione originaria. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come previsto dalla legge in questi casi.
Continua »
Rinuncia al Ricorso: Accusato di Mafia si Arrende in Cassazione
Un uomo, accusato di partecipazione ad associazione mafiosa, usura ed estorsione, si trovava in custodia cautelare in carcere. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro la misura, ha cambiato idea. L'indagato ha infatti presentato una dichiarazione formale di **rinuncia al ricorso** direttamente dal carcere. La Corte di Cassazione ha quindi preso atto di questa volontà, dichiarando il ricorso inammissibile senza neanche entrare nel merito della questione. La decisione ha reso definitiva l'ordinanza di custodia cautelare e ha condannato l'uomo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro.
Continua »
Carenza di interesse nel ricorso: appello perso, spese azzerate
Un imputato, agli arresti domiciliari per tentato omicidio, presenta ricorso in Cassazione. Nel frattempo, la sua misura cautelare viene sostituita con una meno grave, l'obbligo di dimora. A questo punto, il suo avvocato ritira il ricorso. La Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse nel ricorso. La sentenza stabilisce un principio importante: poiché la causa dell'inammissibilità non dipende dall'imputato, quest'ultimo non deve pagare le spese processuali. La decisione chiarisce che il venir meno dell'interesse a una decisione non equivale a una sconfitta processuale.
Continua »
Da carcere a domiciliari: la rinuncia al ricorso che ferma tutto
Un indagato, accusato di associazione mafiosa e detenuto in carcere, presenta ricorso in Cassazione. Durante l'attesa della decisione, ottiene la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari. A seguito di questo miglioramento, presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara quindi il ricorso inammissibile per 'sopravvenuta carenza di interesse'. Viene stabilito che la rinuncia è un diritto che estingue immediatamente il processo. Di conseguenza, l'indagato non viene condannato al pagamento delle spese processuali, poiché la rinuncia non costituisce una sconfitta nel merito.
Continua »
Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Appello Annullato e Condanna
Un imputato, dopo aver presentato appello contro una decisione del Tribunale, decide di ritirarlo. La Corte di Cassazione interviene per chiarire le conseguenze di questo gesto. La sentenza stabilisce che la rinuncia al ricorso per cassazione è un atto definitivo che provoca l'immediata inammissibilità dell'impugnazione. Questo significa che i giudici non possono più esaminare il caso nel merito. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinunzia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della sopravvenuta rinunzia al ricorso presentata dalla parte. Tale decisione comporta l'arresto del procedimento senza che i giudici possano valutarne il merito. Oltre alla declaratoria di inammissibilità, la Corte ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione presentata contro un'ordinanza del Tribunale a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. La decisione si fonda sul dettato del codice di procedura penale, che prevede la chiusura del rito senza esame del merito in caso di desistenza della parte. Oltre alla declaratoria di inammissibilità, la Corte ha disposto la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Continua »
Rinunzia al ricorso: conseguenze e costi processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della sopravvenuta rinunzia al ricorso presentata dalla parte interessata. Ai sensi del codice di procedura penale, la volontà di desistere dal giudizio comporta la chiusura del procedimento senza esame del merito. La decisione comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Continua »
Rinunzia al ricorso: effetti e costi processuali
Un soggetto condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'accesso alla detenzione domiciliare e alla semilibertà, contestando il giudizio di pericolosità sociale. Tuttavia, prima dell'udienza, il ricorrente ha presentato una formale rinunzia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinunzia, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non ravvisando l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per tentato omicidio a seguito di una violenta lite familiare avvenuta durante un pranzo festivo. Nonostante l'iniziale presentazione di un ricorso basato sulla legittima difesa e sulla richiesta di riqualificazione del reato in lesioni colpose, la difesa ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore della parte civile, la quale non era stata tempestivamente informata della decisione di desistere dal giudizio.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al **concordato in appello**, lamentava l'omesso vaglio delle cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice ai soli punti concordati e precludendo il ricorso per Cassazione su questioni di merito o relative all'art. 129 c.p.p.
Continua »
Rinuncia all’impugnazione: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un soggetto condannato per guida in stato di ebbrezza che aveva impugnato il diniego dell'affidamento in prova. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia all'impugnazione poiché la pena era stata interamente espiata. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, confermando che la rinuncia preclude l'esame del merito ma, data l'assenza di colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità, ha escluso la sanzione pecuniaria verso la Cassa delle Ammende.
Continua »