LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 577 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 2 di 3

43 provvedimenti

Altri anni per Art. 577 Codice Penale

Piccolo spaccio: quando si esclude la lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti e lesioni personali. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato nella fattispecie di piccolo spaccio, sostenendo la lieve entità del fatto. Gli Ermellini hanno confermato che la valutazione sulla gravità del reato deve essere complessiva, considerando non solo la quantità della sostanza, ma anche le modalità dell'azione e la potenziale diffusione del narcotraffico, escludendo l'attenuante in presenza di attività non occasionali.
Continua »
Reati ostativi e anziani: no benefici per l’omicidio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto ultrasettantenne, condannato per omicidio aggravato, che richiedeva la detenzione domiciliare. La Corte ha confermato che l'omicidio rientra nei cosiddetti 'reati ostativi', per i quali la legge esclude esplicitamente la concessione di tale misura alternativa, anche per i soggetti anziani. La decisione ribadisce che il rinvio della norma sulla detenzione domiciliare all'elenco dei reati ostativi è assoluto e non ammette eccezioni.
Continua »
Sospensione condizionale: no se ci sono precedenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il diniego della sospensione condizionale della pena. La decisione si basa sulla corretta valutazione dei precedenti penali dell'imputato, che, sebbene datati, impedivano una prognosi favorevole sulla sua futura condotta, giustificando così la mancata concessione del beneficio.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni aggravate. I motivi sono stati ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. La Corte ha inoltre chiarito che la presentazione di un ricorso inammissibile impedisce la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: i motivi preclusi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per lesioni e minacce. La decisione si fonda su due motivi manifestamente infondati e, soprattutto, sulla preclusione di ulteriori motivi poiché proposti in appello come 'motivi aggiunti' inammissibili per mancanza di connessione funzionale. Questa pronuncia sottolinea l'importanza della corretta formulazione dei motivi d'appello originari, la cui inammissibilità si ripercuote sul successivo giudizio di legittimità, portando a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »
Remissione querela: estinzione reato e spese legali
Un individuo, condannato per lesioni aggravate nei confronti del coniuge, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Decisiva è stata la remissione di querela presentata dalla persona offesa e accettata dall'imputato durante il giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il reato estinto, annullando la condanna e le statuizioni civili sul risarcimento del danno, ma ponendo le spese processuali a carico del querelato.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato omicidio. Il motivo risiede nella genericità dell'appello, che non specificava quali elementi favorevoli fossero stati trascurati dal giudice di secondo grado nel determinare la pena. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
Un ricorso contro una condanna per lesioni e esercizio arbitrario delle proprie ragioni è stato respinto. La Corte Suprema ha stabilito l'inammissibilità del ricorso Cassazione perché i motivi presentati erano generici, non criticavano specificamente la sentenza d'appello e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per lesioni aggravate, emessa dalla Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla genericità e indeterminatezza dei motivi di ricorso presentati. In particolare, il primo motivo non specificava gli elementi a sostegno della censura, mentre il secondo, relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato ritenuto infondato poiché la motivazione del giudice di merito era logica e sufficiente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Continuazione tra reati: no a nuove istanze parziali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che, una volta rigettata un'istanza di continuazione in fase esecutiva, non è possibile riproporla, neanche se limitata solo ad alcuni dei reati precedentemente esaminati, confermando così la preclusione processuale.
Continua »
Inammissibilità ricorso concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati contro una sentenza di appello che aveva rideterminato la loro pena sulla base di un accordo tra le parti (concordato). La Suprema Corte ha ribadito che, per legge, le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non sono impugnabili, portando alla condanna degli appellanti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Riduzione pena collaboratore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la massima riduzione di pena prevista per i collaboratori di giustizia. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'entità della riduzione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale aveva legittimamente considerato la tardività delle dichiarazioni dell'imputato come motivo per non concedere il massimo beneficio. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Lesioni aggravate: quando la querela non è necessaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni aggravate. L'imputato sosteneva l'estinzione del reato per remissione di querela, ma la Corte ha stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, il reato di lesioni aggravate con specifiche circostanze è divenuto procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la volontà della persona offesa.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per lesioni aggravate. I motivi sono stati giudicati generici, ripetitivi di argomentazioni già respinte e manifestamente infondati. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche basandosi sulla gravità dei fatti e sull'assenza di pentimento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Recidiva: Cassazione conferma inammissibilità ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza di omicidio pluriaggravato. La Corte ha confermato la valutazione sulla recidiva e sull'aggravante della premeditazione, ritenendo i motivi di ricorso manifestamente infondati e meramente reiterativi di censure già esaminate e respinte dalla corte d'appello.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5427/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato omicidio. La Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p., tra i quali non rientra il generico vizio di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione ergastolo: quando è imprescrittibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5428/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un omicidio commesso nel 1999. Il punto centrale era la prescrizione del reato, originariamente punibile con l'ergastolo. La Corte ha ribadito il principio secondo cui la prescrizione ergastolo non opera per i delitti punibili in astratto con il carcere a vita, anche se, in concreto, la pena viene ridotta per la concessione di circostanze attenuanti.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per lesioni aggravate. I motivi, incentrati sulla rivalutazione delle prove testimoniali e dei fatti, sono stati ritenuti mere doglianze di fatto, non ammesse nel giudizio di legittimità, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Sequestro di persona: reato anche senza movimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per sequestro di persona, ribadendo un principio fondamentale: il reato si configura anche se la vittima è priva della capacità fisica o psichica di muoversi. La Corte ha sottolineato che il delitto protegge la libertà potenziale di movimento da ogni coercizione esterna, indipendentemente dalle condizioni del soggetto passivo.
Continua »
Procedibilità d’ufficio lesioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando la corretta applicazione della procedibilità d'ufficio per lesioni aggravate. La Corte ha chiarito che il rinvio normativo tra gli articoli 582, 585 e 576 del codice penale attiva la persecuzione da parte dello Stato anche in assenza di querela della persona offesa, quando sussistono determinate aggravanti. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »