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Art. 571 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 571 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione difensore: l’inammissibilità
Un individuo ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione da un istituto penitenziario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito di una riforma legislativa, il ricorso per cassazione difensore è obbligatorio. L'atto deve essere sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La mancanza di tale requisito comporta l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un condannato ha presentato personalmente un ricorso per cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la legge n. 103/2017 impone che tale atto sia sottoscritto da un avvocato cassazionista, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La Legge 103/2017 richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità del ricorso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che impone l'obbligo della firma di un avvocato cassazionista. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: obbligatoria la difesa tecnica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Il motivo risiede nel fatto che l'atto è stato presentato personalmente dall'interessato e non, come richiesto dalla legge, da un difensore iscritto nell'albo speciale, comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: ecco l’inammissibilità
Un condannato presenta personalmente appello in Cassazione per una decisione sulla liberazione anticipata. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La legge richiede obbligatoriamente un ricorso per cassazione avvocato, ovvero la firma di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso in Cassazione: firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione perché presentato personalmente dall'interessato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale. La Corte sottolinea l'obbligatorietà della difesa tecnica qualificata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un condannato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, a seguito della riforma introdotta con la Legge n. 103/2017, tali ricorsi devono essere obbligatoriamente sottoscritti da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligo di avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità, eliminando la facoltà per l'imputato di agire personalmente.
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Ricorso in Cassazione: il ruolo dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione perché proposto personalmente dall'interessato anziché da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione si basa sulla normativa che impone la sottoscrizione di un legale abilitato, pena l'inammissibilità dell'atto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso Cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla necessità che il ricorso cassazione difensore sia sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. L'inosservanza di questa regola ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligo di avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si basa sulla Legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché sottoscritto personalmente dall'imputata e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione conferma che la firma dell'imputato, anche se autenticata da un avvocato non cassazionista, non sana il vizio procedurale, comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per tentato furto pluriaggravato. Il primo ricorso è stato giudicato generico e basato su una riesamina dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il secondo, e più rilevante, è stato dichiarato inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato, mentre la legge richiede che il ricorso in Cassazione sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un detenuto avverso un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La decisione ribadisce il principio, consolidato dalle Sezioni Unite, secondo cui l'atto di impugnazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato, a pena di inammissibilità, senza che la nomina di un legale possa sanare il vizio.
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Ricorso per cassazione avvocato: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un individuo contro la revoca del suo affidamento in prova. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso per cassazione da parte di un avvocato iscritto all'apposito albo speciale. La Corte ha chiarito che la normativa non ammette eccezioni, rendendo irrilevante la delega a un legale per il solo deposito dell'atto.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
Un detenuto ha presentato personalmente un ricorso per cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava la liberazione anticipata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017 (art. 613 c.p.p.), tali ricorsi devono essere sottoscritti esclusivamente da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione firmato dall'imputato personalmente, anche se con firma autenticata. A seguito della riforma del 2017, la legge richiede tassativamente la firma di un avvocato cassazionista, a pena di inammissibilità e condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: obbligo di firma del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si basa sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 4.000 euro.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se firmato da te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19422/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché proposto personalmente dall'imputato e non da un difensore iscritto all'albo speciale. La decisione conferma la rigorosa applicazione dell'art. 613 c.p.p., che impone il patrocinio di un avvocato cassazionista a pena di inammissibilità. L'appellante, condannato per tentato furto, è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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