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Art. 571 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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178 provvedimenti

Altri anni per Art. 571 Codice di Procedura Penale

Revisione sentenza: inammissibile senza procura speciale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per la revisione di una sentenza di condanna per estorsione. La decisione si fonda su un vizio procedurale dirimente: il difensore del ricorrente non era munito della necessaria procura speciale. La Corte sottolinea inoltre come le 'nuove prove' addotte, tra cui una consulenza tecnica su un'intercettazione, non fossero idonee a ribaltare il giudicato e che il ricorso si limitava a una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti. La decisione si basa sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso per cassazione, l'assistenza di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. La Corte ha inoltre ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non lede il diritto di difesa.
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Ricorso inammissibile: l’imputato non può agire da solo
Un individuo, condannato con patteggiamento per spaccio e detenzione di armi, ha presentato ricorso in Cassazione. L'appello, che contestava la qualificazione giuridica del reato di spaccio, è stato dichiarato un ricorso inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che l'imputato non può presentare personalmente l'atto, essendo obbligatoria la difesa tecnica di un avvocato. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato da un detenuto avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Il motivo dell'inammissibilità risiede in un vizio di forma: il ricorso era stato sottoscritto personalmente dal ricorrente e non, come richiesto a pena di inammissibilità dalla legge, da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: serve sempre l’avvocato
Un cittadino straniero, destinatario di un provvedimento di espulsione come sanzione alternativa alla detenzione, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per Cassazione inammissibile, ribadendo che, per legge, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'invalidità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un condannato ha presentato personalmente un ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che, a seguito di una riforma del 2017, un ricorso per cassazione personale non è più consentito. L'atto deve essere obbligatoriamente redatto e firmato da un avvocato iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha abolito la facoltà per l'imputato di proporre personalmente tale ricorso, richiedendo a pena di inammissibilità la sottoscrizione di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione difensore: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone l'obbligo di sottoscrizione da parte di un avvocato abilitato. Questo caso evidenzia come la mancanza della firma di un legale specializzato renda nullo l'atto, comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria, confermando la necessità del ricorso cassazione difensore.
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Ricorso in Cassazione: ruolo del difensore è cruciale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma introdotta con la legge n. 103 del 2017, che ha reso obbligatoria, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione difensore: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla riforma introdotta dalla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatorio l'ausilio di un legale abilitato. L'ordinanza sottolinea come per un ricorso cassazione difensore specializzato sia una condizione essenziale, la cui mancanza comporta non solo il rigetto dell'istanza ma anche la condanna a spese e sanzioni pecuniarie.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato cassazionista. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando l'impossibilità di presentare un ricorso in Cassazione personale.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità appello: la regola del tempus regit actum
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una declaratoria di inammissibilità di un appello. Il caso riguarda un appello presentato durante la vigenza della Riforma Cartabia, che richiedeva un mandato specifico per l'imputato assente, non allegato dal difensore. La Corte ribadisce che, in tema di successione di leggi processuali, vige il principio 'tempus regit actum': l'atto di impugnazione è regolato dalla legge in vigore al momento del suo deposito, e le modifiche normative successive, anche se più favorevoli, non hanno effetto retroattivo. Di conseguenza, la sanzione dell'inammissibilità dell'appello è stata correttamente applicata.
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Ricorso Cassazione firmato dall’imputato: Inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3527/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso firmato personalmente dall'imputato. La decisione ribadisce la regola inderogabile, introdotta dalla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità, senza la quale il ricorso non può essere esaminato nel merito.
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Ricorso in Cassazione: chi può firmarlo? La parola alla Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per lesioni. La decisione si fonda su un vizio formale insuperabile: il ricorso in Cassazione è stato firmato personalmente dall'imputato anziché da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La Corte ribadisce che questa mancanza non è sanabile e impedisce l'instaurazione di un valido rapporto processuale, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Patrocinio a spese dello Stato: diritto del difensore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava al difensore il diritto di opporsi al rigetto di un'istanza di patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha ribadito che l'avvocato possiede un potere di impugnazione autonomo, parallelo a quello del suo assistito, e ha chiarito che la competenza a decidere sull'opposizione spetta a un giudice monocratico e non al collegio.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sulla necessità della difesa tecnica specializzata, come previsto dall'art. 613 c.p.p., respingendo anche la sollevata questione di legittimità costituzionale.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in Cassazione inammissibile perché proposto personalmente dall'interessato e non sottoscritto da un difensore abilitato. Questa violazione procedurale, stabilita dal Codice di Procedura Penale, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricorso Cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso Cassazione personale poiché non sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale. La decisione conferma la necessità della difesa tecnica qualificata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione ribadisce che tale atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale, comportando per il ricorrente la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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