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Art. 571 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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178 provvedimenti

Altri anni per Art. 571 Codice di Procedura Penale

Ricorso inammissibile: firma dell’avvocato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'interessato anziché da un difensore abilitato. L'ordinanza sottolinea la necessità della sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale per gli atti in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reclamo archiviazione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale che a sua volta aveva respinto un reclamo avverso un decreto di archiviazione. La decisione si fonda sul principio di non impugnabilità sancito dall'art. 410-bis del codice di procedura penale. La Corte ha ribadito che il provvedimento che decide sul reclamo archiviazione è definitivo e non può essere ulteriormente contestato in Cassazione, confermando una scelta legislativa precisa volta a definire i confini di questa fase procedurale.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Una donna, condannata in primo grado per detenzione di stupefacenti a seguito di patteggiamento, ha proposto personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito. L'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità.
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Ricorso in Cassazione: Inammissibile se personale
Un imputato, condannato per ricettazione, ha presentato personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: a seguito della riforma del 2017, il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, a pena di inammissibilità. La Corte ha anche respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando la piena validità della norma processuale.
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Ricorso Cassazione inammissibile: serve un avvocato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso cassazione inammissibile perché proposto personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla legge n. 103/2017. La decisione conferma che, dopo la riforma, è obbligatoria la sottoscrizione di un difensore specializzato, pena la condanna alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione personale presentato da un condannato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, escludendo la possibilità per l'imputato o il condannato di agire personalmente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione inammissibile: l’errore fatale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato e non sottoscritto da un difensore abilitato. L'ordinanza sottolinea come la normativa vigente imponga, a pena di inammissibilità, l'assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un cittadino. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per cassazione presentato personalmente da un soggetto avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: firma avvocato è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato e non sottoscritto da un avvocato abilitato. La decisione sottolinea una regola procedurale inderogabile, a seguito della quale il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Questo caso evidenzia l'importanza cruciale del patrocinio legale qualificato nel giudizio di legittimità.
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Ricorso in Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione personale poiché non sottoscritto da un avvocato abilitato. La decisione si basa sulla Legge n. 103/2017, che impone l'assistenza di un difensore iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione avvocato non abilitato: i rischi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso derivante dalla conversione di un appello, poiché l'atto originario era stato sottoscritto da un legale non iscritto all'albo speciale. La sentenza chiarisce che la qualifica del difensore è un requisito di ammissibilità essenziale che la conversione dell'atto non può sanare, soprattutto nel contesto di un ricorso per cassazione da un avvocato non abilitato.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un imputato. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, tali atti devono essere obbligatoriamente sottoscritti da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Appello penale: l’elezione di domicilio è decisiva
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata dichiarazione o elezione di domicilio nell'atto di impugnazione. La sentenza sottolinea l'importanza del principio "tempus regit actum", per cui si applicano le norme procedurali in vigore al momento del deposito dell'atto, anche se successivamente abrogate. Viene chiarito che un semplice riferimento a un'elezione di domicilio preesistente nel fascicolo non è sufficiente se non viene esplicitamente richiamato nell'atto di appello stesso, come richiesto dalla normativa all'epoca vigente.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sul principio consolidato, derivante dalla legge n. 103/2017, secondo cui il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato, condannato per estorsione in concorso. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che, a seguito della Riforma Orlando (L. 103/2017), impongono la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'autentica della firma da parte del legale non sana il vizio.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione e il tempus regit actum
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18984/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancanza di uno specifico mandato ad impugnare. La Corte ha chiarito che, in base al principio tempus regit actum, le modifiche normative più favorevoli, intervenute dopo la presentazione dell'appello, non hanno efficacia retroattiva. La richiesta del mandato è stata inoltre ritenuta costituzionalmente legittima.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un detenuto si è visto negare un permesso premio e ha presentato personalmente un ricorso per cassazione. La Corte Suprema lo ha dichiarato inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La mancanza della firma del difensore costituisce un vizio insanabile che impedisce l'esame nel merito della questione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se senza avvocato
Un detenuto ha presentato un reclamo, qualificato come ricorso per cassazione, relativo alle modalità di utilizzo di un personal computer. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal ricorrente e non da un avvocato iscritto all'apposito albo, come richiesto a pena di inammissibilità dall'art. 613 c.p.p. La Corte ha ribadito che tale requisito formale è inderogabile per qualsiasi tipo di provvedimento impugnato.
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Ricorso inammissibile: chi può firmare l’atto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la firma di un avvocato iscritto all'albo speciale per i ricorsi, le memorie e i motivi nuovi. L'imputato, condannato in appello per reati legati agli stupefacenti, è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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