L'Imputato ha concordato una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione con quattordicimila euro di multa per reati di droga. Successivamente, ha proposto un ricorso per cassazione contro il patteggiamento lamentando una generica mancanza di motivazione e violazione di legge. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge consente il ricorso contro le sentenze concordate soltanto per casi tassativi, come difetti nel consenso, errori nella classificazione del reato o pena illegale. L'Imputato non ha presentato alcuna di queste ragioni specifiche, limitandosi a contestazioni generiche. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha obbligato L'Imputato al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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