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Art. 448-bis Codice di Procedura Penale

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153 provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale accordo preclude la possibilità di contestare la responsabilità e la qualificazione del reato, limitando l'impugnazione a vizi specifici dell'accordo o all'illegalità della pena.
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Errore manifesto patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per ricettazione. Il ricorso si basava su un presunto errore nella qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha chiarito che il ricorso per errore manifesto nel patteggiamento è ammissibile solo se l'errore è palese e immediatamente evidente, senza necessità di alcuna valutazione interpretativa, ribadendo i rigidi limiti all'impugnazione di questo rito speciale.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’art. 448-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentata estorsione. La decisione si basa sui limiti tassativi imposti dall'art. 448-bis c.p.p., che non includono la carenza di motivazione su cause di non punibilità, portando alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per spaccio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato con patteggiamento per la detenzione di oltre 1kg di eroina. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché contestava la valutazione delle prove sulla destinazione allo spaccio, una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità, specialmente dopo un patteggiamento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio e ricettazione, la cui pena era stata rideterminata tramite un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso avverso tale tipo di sentenza è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, escludendo doglianze sulla valutazione della colpevolezza o sulla quantificazione della sanzione, poiché l'adesione al concordato implica una rinuncia a tali motivi.
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Ricorso Patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava la mancata verifica delle cause di proscioglimento, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono il presunto difetto di motivazione su questo punto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Concordato in appello e ricorso: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'accordo prevedeva la sostituzione di una pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità. Il ricorrente lamentava l'errata applicazione delle modalità del lavoro sostitutivo, ma la Corte ha stabilito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso contro il concordato in appello è consentito solo per vizi relativi alla formazione della volontà delle parti o per un contenuto della sentenza difforme dall'accordo, motivi non presenti nel caso di specie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso proposto da tre imputati contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). La Corte ribadisce che tale accordo implica la rinuncia ai motivi di impugnazione relativi alla colpevolezza e alla qualificazione giuridica dei fatti. Il ricorso è ammissibile solo per vizi specifici, come quelli relativi alla formazione della volontà, o per la mancata declaratoria di prescrizione maturata prima della sentenza. I motivi sollevati, riguardanti la determinazione della pena e la valutazione dei fatti, sono stati ritenuti non consentiti.
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Espulsione cittadino italiano: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del GIP di Monza nella parte in cui disponeva l'espulsione di un condannato. La Corte ha stabilito che la misura di sicurezza dell'espulsione di un cittadino italiano è illegale ai sensi dell'art. 235 del codice penale, poiché la cittadinanza italiana dell'imputato, provata in giudizio, costituisce un divieto assoluto all'applicazione di tale misura. La decisione è stata di annullamento senza rinvio, eliminando direttamente la misura illegittima.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
Un imputato per riciclaggio e ricettazione ha proposto ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dall'art. 448-bis c.p.p. e non includono la presunta violazione dell'obbligo di proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per patteggiamento, sottolineando che i motivi di appello sono tassativi e non possono riguardare il merito della prova o un calcolo della pena non conforme alle aspettative, se la riduzione è 'fino a un terzo'. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile 599-bis: quando è possibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di condanna per furto aggravato, emessa a seguito di concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Corte chiarisce che l'accordo processuale comporta la rinuncia a contestare la responsabilità dell'imputato, rendendo il ricorso inammissibile 599-bis se basato su tali motivi. L'impugnazione è consentita solo per vizi dell'accordo o per illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione ribadisce che tale accordo processuale, basato sulla rinuncia ai motivi di impugnazione, preclude la possibilità di contestare la responsabilità penale o chiedere l'assoluzione, ammettendo il ricorso solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o all'illegalità della pena.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un soggetto ha impugnato per cassazione una sentenza di patteggiamento per il reato di rapina, lamentando che il giudice non avesse verificato a fondo la possibile sussistenza di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che i motivi per presentare un ricorso patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge e, tra questi, non rientra il presunto vizio di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo preclude la possibilità di contestare la sentenza per motivi non attinenti alla formazione della volontà, al consenso del PM o all'illegalità della pena, rendendo il motivo della "mancanza di motivazione" non consentito.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), aveva impugnato la sentenza contestando la qualificazione giuridica del reato. La Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia a contestare la responsabilità penale e la natura del reato, rendendo il ricorso proponibile solo per vizi procedurali specifici o per illegalità della pena.
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Ricorso inammissibile post-concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di 'concordato in appello'. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare la sua misura, salvo i rari casi di pena illegale, confermando la condanna e sanzionando i ricorrenti per l'appello infondato.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' per un reato in materia di stupefacenti. La Corte ha chiarito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a contestare la responsabilità e può impugnare la sentenza solo per vizi specifici, come quelli relativi alla formazione della volontà o all'illegalità della pena, escludendo la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (obbligo di proscioglimento).
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Concordato in appello: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello' per un reato di droga. L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, escludendo contestazioni sulla responsabilità o sulla motivazione, implicitamente rinunciate con l'accordo stesso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. L'imputato si lamentava della motivazione e del mancato riconoscimento delle attenuanti. La Corte ha ribadito che, dopo un accordo di questo tipo, il ricorso è possibile solo per vizi specifici come l'illegalità della pena, e non per motivi che si considerano rinunciati con l'accordo stesso.
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