LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 448-bis Codice di Procedura Penale

Pagina 7 di 8

153 provvedimenti

Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di "concordato in appello". L'imputato, condannato per omicidio stradale, aveva concordato la pena in appello ma poi ha impugnato la decisione in Cassazione per il mancato riconoscimento di un'attenuante. La Corte ha stabilito che l'appello è possibile solo per vizi nella formazione dell'accordo o per illegalità della pena, non per motivi di merito come la valutazione delle circostanze, che si considerano rinunciati con l'accordo stesso.
Continua »
Concordato in appello: limiti del ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di 'concordato in appello'. La Corte chiarisce che tale ricorso è consentito solo per vizi nella formazione della volontà delle parti o per illegalità della pena, ma non per contestare la motivazione sulla sua determinazione. La decisione si fonda sulla natura del concordato in appello, che presuppone la rinuncia ai motivi di impugnazione.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche, ma la Corte ha chiarito che tali motivi sono rinunciati con l'accordo e il ricorso è possibile solo per vizi della volontà o per illegalità della pena.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una condanna per tentata truffa. La decisione si fonda sull'articolo 448-bis del codice di procedura penale, che elenca tassativamente i motivi di ricorso, escludendo il difetto di motivazione circa l'insussistenza di cause di proscioglimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale accordo processuale limita drasticamente le possibilità di impugnazione, ammettendole solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo o per l'applicazione di una pena illegale, e non per contestare la valutazione del giudice su pene accessorie o confische.
Continua »
Ricorso concordato in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza definita con un 'ricorso concordato in appello'. L'imputato chiedeva la riqualificazione del reato da spaccio di sostanze stupefacenti a fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che l'accordo in appello implica la rinuncia a contestare la responsabilità e la qualificazione giuridica del fatto, rendendo il ricorso proponibile solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non presenti nel caso di specie.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha stabilito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi di impugnazione, inclusa la richiesta di proscioglimento secondo l'art. 129 c.p.p. Il ricorso è ammesso solo per vizi nella formazione dell'accordo o per illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di condanna patteggiata in secondo grado. Il caso riguarda l'impugnazione di una pena concordata per reati legati agli stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito di un concordato in appello, non è più possibile contestare la qualificazione giuridica del reato, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso. Il ricorso è ammesso solo per vizi del consenso o per illegalità della pena.
Continua »
Remissione di querela: annulla la sentenza di patteggiamento
Un imputato, condannato per furto aggravato tramite patteggiamento, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sulla remissione di querela da parte della persona offesa, avvenuta dopo la pronuncia della sentenza ma prima che questa diventasse irrevocabile. La Corte ha ribadito che la remissione di querela estingue il reato e opera fino al passaggio in giudicato della condanna, paralizzando la stessa perseguibilità dell'azione penale.
Continua »
Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la propria responsabilità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che con il concordato in appello si rinuncia a contestare il merito della condanna, e l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena concordata, e non per rimettere in discussione la colpevolezza.
Continua »
Ricorso patteggiamento: limiti e motivi inammissibili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. I motivi, basati su reato impossibile e mancato avviso sulle sanzioni sostitutive, non rientrano nei casi tassativamente previsti dalla legge per l'impugnazione del patteggiamento, come stabilito dall'art. 448-bis, comma 2-bis, cod. proc. pen.
Continua »
Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza del GIP di Treviso. L'imputato, condannato per vari reati, aveva lamentato una carenza di motivazione. La Corte ha stabilito che i motivi addotti non rientravano nei casi tassativamente previsti dall'art. 448-bis cod. proc. pen., che limita fortemente le possibilità di impugnazione delle sentenze di patteggiamento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado per lesioni e omissione di soccorso, presenta ricorso in Cassazione sostenendo la propria innocenza. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il **concordato in appello** implica la rinuncia a contestare la responsabilità penale. L'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo o per illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'eccessiva entità della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione contro tale tipo di sentenza sono limitati a vizi del consenso o all'illegalità della pena, escludendo quindi la semplice contestazione sulla sua misura.
Continua »
Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la loro pena sulla base di un concordato in appello. La Suprema Corte ribadisce che tale accordo processuale limita drasticamente i motivi di impugnazione, escludendo censure sulla motivazione o sulla valutazione dei presupposti per il proscioglimento, in quanto tali aspetti sono implicitamente rinunciati dalle parti con l'accordo stesso.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha ribadito che, scegliendo tale procedura, si rinuncia a contestare la responsabilità penale, limitando l'impugnazione ai soli vizi dell'accordo o all'illegalità della pena.
Continua »
Ricorso inammissibile concordato: limiti e motivi
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile concordato in appello, proposto da tre imputati condannati per vari reati. Il ricorso è stato respinto perché i motivi, relativi alla determinazione della pena, non rientrano tra quelli ammessi dall'art. 599-bis c.p.p., che limita l'impugnazione a vizi della volontà o a pene illegali.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'eccessiva entità della pena patteggiata in secondo grado. La sentenza chiarisce che il concordato in appello, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., può essere impugnato solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per una valutazione di merito sulla sua congruità. La decisione conferma la natura dell'istituto come rinuncia ai motivi di appello in cambio di una pena concordata.
Continua »
Libertà controllata: pena illegale dopo la Riforma?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che sostituiva la detenzione con la libertà controllata. La decisione si basa sul fatto che, dopo la Riforma Cartabia, la libertà controllata è stata abrogata e non è più una sanzione sostitutiva legale. Di conseguenza, la pena applicata è stata ritenuta illegale, rendendo nullo l'accordo tra le parti.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di impugnazione di una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato aveva raggiunto un accordo in secondo grado sulla pena ma ha poi proposto ricorso contestando un'aggravante. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che l'accordo implica la rinuncia ai motivi di appello, e l'impugnazione è possibile solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per contestare la responsabilità penale.
Continua »