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Art. 448-bis Codice di Procedura Penale

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153 provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la congruità della pena patteggiata in secondo grado tramite un concordato in appello. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., il ricorso è possibile solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per valutarne l'adeguatezza.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha chiarito che tale impugnazione è permessa solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo o per illegalità della pena, ma non per contestare la mancata valutazione di cause di assoluzione, in quanto tali motivi si intendono rinunciati con l'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza definita con 'concordato in appello'. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo tra le parti preclude la possibilità di contestare in sede di legittimità la qualificazione giuridica del fatto, poiché tale motivo di impugnazione si considera rinunciato. Il ricorso è ammesso solo per vizi del consenso, difformità dall'accordo o illegalità della pena.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte ha chiarito che, una volta raggiunto l'accordo, l'imputato rinuncia a contestare il merito della decisione, inclusa la valutazione delle circostanze attenuanti. L'impugnazione è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso e non per riesaminare questioni di fatto o di diritto già coperte dalla rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile concordato: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello", si doleva della mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha chiarito che il ricorso inammissibile concordato preclude la possibilità di contestare la determinazione della pena, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso, salvo il caso di pena illegale.
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Ricorso inammissibile concordato: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (ex art. 599-bis c.p.p.). L'imputato, condannato per reati di droga, contestava la mancata riqualificazione del fatto in un'ipotesi meno grave. La Corte ha stabilito che, aderendo al concordato, si rinuncia ai motivi di impugnazione, inclusa la qualificazione giuridica. Il ricorso inammissibile concordato è una conseguenza diretta, e l'appello è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo, non per riesaminare il merito.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'imputato lamentava l'incongruità della pena pecuniaria, ma la Corte ha ribadito che il ricorso è ammesso solo per motivi di illegalità della sanzione e non per valutarne l'adeguatezza, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputate contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena in secondo grado implica la rinuncia a contestare nel merito le accuse, inclusa la sussistenza di circostanze aggravanti, limitando l'impugnazione ai soli vizi procedurali o all'illegalità della pena.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30700/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per rapina aggravata. La Corte ha ribadito che i motivi per un ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono il difetto di motivazione sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (proscioglimento). La decisione sottolinea la natura vincolante dell'accordo tra le parti nel patteggiamento e i ristretti margini di impugnazione.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato lamentava la mancata applicazione della pena minima, ma la Corte ha ribadito che, in caso di accordo, le uniche censure ammissibili riguardano vizi della volontà, il consenso del P.M. o una decisione difforme dall'accordo, e non la quantificazione della pena pattuita, a meno che non sia illegale.
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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da quattro imputati. Per tre di loro, l'inammissibilità deriva dall'aver stipulato un 'concordato in appello', che limita fortemente i motivi di un successivo ricorso. Per il quarto, il ricorso è stato giudicato generico, poiché si limitava a ripetere le argomentazioni del grado precedente senza confrontarsi con la motivazione della sentenza d'appello. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti di ammissibilità per i ricorsi in sede di legittimità.
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Ricorso concordato in appello: limiti e inammissibilità
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un 'ricorso concordato in appello' per reati di droga, lamentando la mancata motivazione su una circostanza attenuante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di tali sentenze è consentita solo per vizi procedurali nella formazione dell'accordo o per l'illegalità della pena, non per motivi di merito ai quali si è rinunciato con l'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato non può contestare la qualificazione giuridica del reato, avendo rinunciato ai motivi di impugnazione con l'accordo. Il ricorso è limitato a vizi della volontà o all'illegalità della pena.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per rapina aggravata. La decisione si fonda sul principio che le ipotesi per impugnare tale sentenza sono tassative, come stabilito dall'art. 448-bis c.p.p., e tra queste non figura il vizio di motivazione sull'insussistenza delle condizioni per il proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per il reato di riciclaggio. La decisione si fonda sulla tassatività dei motivi di impugnazione previsti dall'art. 448-bis c.p.p. Il motivo sollevato dal ricorrente, relativo alla mancata motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento, non rientra tra quelli consentiti, determinando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questo caso evidenzia l'importanza di rispettare i limiti imposti dalla legge per il ricorso patteggiamento.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di patteggiamento della pena, o concordato in appello. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono estremamente limitati in questi casi. Inoltre, ha respinto una questione di legittimità costituzionale sulla Riforma Cartabia, chiarendo che non esistono vuoti normativi per l'applicazione delle sanzioni sostitutive. Infine, ha precisato che l'omessa pronuncia sulla restituzione di beni sequestrati non invalida la sentenza, ma deve essere risolta tramite un incidente di esecuzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di "concordato in appello". L'imputato contestava il calcolo della pena, ma la Corte ha ribadito che l'impugnazione è limitata ai soli vizi di formazione dell'accordo, non al suo contenuto. L'inammissibilità del ricorso, basato sul concordato in appello, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione con aggravante mafiosa: i termini doppi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva di dichiarare la prescrizione per i reati di favoreggiamento e spaccio. Il punto centrale della decisione è che la contestata e ritenuta prescrizione con aggravante mafiosa (art. 416-bis.1 c.p.) impone il raddoppio dei termini ordinari e rende inapplicabile il limite massimo di interruzione, rendendo errato il calcolo su cui si fondava il ricorso dell'imputato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza di condanna emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando la mancata verifica delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di ricorso contro tale accordo sono limitati a vizi procedurali o all'illegalità della pena, escludendo questioni di merito come la responsabilità penale, ormai cristallizzata dall'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle condizioni per un proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello non è più possibile contestare la responsabilità o la qualificazione del reato, ma solo eccepire vizi legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena.
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