Il Tribunale di Torino ha applicato all'Imputato la pena concordata per i reati di usura ed estorsione, disponendo la confisca di 34.600 euro, pari agli interessi usurari. L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo l'illegalità della misura poiché la pena per l'usura era inferiore a due anni e la confisca sarebbe avvenuta per equivalente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la confisca di denaro, bene fungibile per eccellenza, costituisce sempre una confisca diretta del profitto. Inoltre, il limite dei due anni previsto per escludere le misure di sicurezza si riferisce alla pena complessiva finale del patteggiamento, non alla singola quota del reato continuato. Di conseguenza, la confisca nel patteggiamento per il reato di usura è pienamente legittima e obbligatoria.
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