L'Imputato ricorre in Cassazione contro la sentenza di patteggiamento del Tribunale di Milano, che ha disposto la confisca di 1.070,00 euro e di uno smartphone a seguito di un reato di spaccio di stupefacenti. La difesa contesta la confisca del denaro per la quota di 980,00 euro, ritenendola priva di nesso con il reato contestato, e quella del telefono. La Suprema Corte accoglie il ricorso: per disporre la confisca del denaro e del cellulare occorre dimostrare un nesso pertinenziale specifico e strutturale con l'illecito. Il denaro non può qualificarsi come prezzo, prodotto o profitto del reato contestato senza prove adeguate, né il telefono come strumento indispensabile. La Cassazione annulla senza rinvio la confisca di 980,00 euro e dello smartphone, disponendone la restituzione.
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