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Art. 445-bis Codice di Procedura Civile

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92 provvedimenti

Valore indeterminabile: il calcolo delle spese legali
In una causa per l'esenzione dal ticket sanitario, la Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia è di valore indeterminabile. Di conseguenza, ha annullato la liquidazione delle spese legali effettuata dal tribunale, ritenuta inferiore ai minimi tariffari. La Corte ha precisato che per questo tipo di cause si deve fare riferimento allo scaglione da 26.001 a 52.000 euro, rinviando al giudice di merito per una nuova e corretta determinazione dei compensi professionali.
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Dichiarazione di esonero: i requisiti secondo la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, ai fini della dichiarazione di esonero dalle spese di lite nei giudizi previdenziali, non è necessario specificare l'importo numerico del reddito. È sufficiente che il cittadino dichiari di rientrare nei limiti di legge, firmando personalmente l'autodichiarazione. La Corte ha accolto il ricorso di una cittadina, la cui dichiarazione era stata rigettata in appello per mancanza di dettagli, riaffermando il principio di semplificazione dell'accesso alla giustizia.
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Termine lungo impugnazione: calcolo e sospensione
La Corte di Cassazione chiarisce il metodo per calcolare il termine lungo impugnazione. In un caso tributario, una commissione aveva dichiarato tardivo un appello. La Corte ha stabilito che al termine di sei mesi, valido per sentenze non notificate, va sempre aggiunto il periodo di sospensione feriale di 31 giorni, rendendo così l'appello tempestivo.
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Dichiarazione sostitutiva reddito: non serve l’importo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino, stabilendo che la dichiarazione sostitutiva reddito, richiesta in alcuni procedimenti, è valida anche se non specifica l'esatto ammontare del reddito familiare. Secondo la Corte, per semplificare l'accesso alla giustizia, sono sufficienti la data, la firma e l'impegno a comunicare future variazioni. La sentenza del tribunale, che aveva rigettato la domanda per questo vizio formale, è stata annullata con rinvio.
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Liquidazione spese legali: il giudice deve motivare
Un avvocato si è rivolto alla Cassazione dopo che un giudice tributario ha ridotto drasticamente i suoi compensi legali senza alcuna spiegazione e al di sotto dei minimi tariffari. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali deve essere sempre motivata e non può violare i parametri minimi inderogabili, cassando la decisione e rinviando per una nuova valutazione.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un avvocato, dopo aver ottenuto la liquidazione dei compensi per un patrocinio a spese dello Stato, si è visto compensare le spese dei giudizi di impugnazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che la compensazione spese legali è un'eccezione applicabile solo in casi tassativamente previsti dalla legge, come l'assoluta novità della questione, e non una scelta discrezionale del giudice. La Corte ha quindi rinviato la causa per una nuova pronuncia sulle spese.
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Opposizione accertamento tecnico preventivo: il caso
Una cittadina ha proposto opposizione ad un accertamento tecnico preventivo (ATP), lamentando sia una valutazione peritale incompleta sia un successivo aggravamento delle sue condizioni di salute. Il Tribunale ha rigettato il ricorso. La motivazione principale risiede nel fatto che la limitazione dell'indagine peritale era stata richiesta proprio dal legale della ricorrente. Inoltre, una successiva perizia sull'aggravamento ha concluso che l'intervento chirurgico subito aveva migliorato la condizione preesistente, non integrando i requisiti per l'handicap grave. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Opposizione ATP: il ricorso generico è inammissibile
Il Tribunale di Milano ha rigettato l'opposizione a un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) per il riconoscimento dell'invalidità civile. Il ricorso è stato giudicato generico perché non specificava i vizi tecnico-giuridici della consulenza tecnica (CTU), limitandosi a contestarne le conclusioni. La sentenza sottolinea che, in una opposizione ATP, è necessario argomentare in modo dettagliato le ragioni della contestazione, non potendosi limitare a chiedere un rinnovo della perizia.
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Assegno d’invalidità: prova e peggioramento sanitario
Un lavoratore si vede inizialmente negare l'assegno ordinario di invalidità. Durante il processo di appello, presenta nuove prove mediche che dimostrano un significativo peggioramento della sua salute. Il Tribunale, basandosi su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), accoglie il ricorso, riconoscendo che la capacità lavorativa del ricorrente è scesa a meno di un terzo. La sentenza stabilisce che il diritto all'assegno decorre dalla data dell'evento clinico che ha causato il peggioramento, e non dalla domanda amministrativa iniziale.
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Liquidazione spese legali: quando si esclude la fase?
Un lavoratore si è visto riconoscere un assegno di invalidità. Il tribunale ha condannato l'ente previdenziale a pagare le spese legali, escludendo però il compenso per la fase istruttoria. Il lavoratore ha proposto appello, ma la Corte d'Appello ha confermato la decisione. La sentenza chiarisce che per la liquidazione spese legali della fase istruttoria è necessario lo svolgimento di attività di raccolta prove effettive, non essendo sufficiente il mero scambio di note scritte o la produzione di documenti in altre fasi.
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Assegno di invalidità: perché il 60% non è sufficiente
Il Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di una cittadina per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. Nonostante le patologie riscontrate, tra cui un disturbo bipolare, la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha quantificato l'invalidità al 60%, una percentuale inferiore alla soglia minima di legge (74%) necessaria per accedere al beneficio. La sentenza sottolinea il valore probatorio della CTU quando basata su un rigoroso criterio medico-legale.
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Contributi figurativi invalidità: la guida completa
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di un'invalidità superiore al 75% per ottenere i contributi figurativi. L'ente previdenziale si è opposto sollevando eccezioni di decadenza. Il Tribunale di Ancona, basandosi su una perizia medica che ha confermato l'invalidità al 75%, ha accolto la domanda del lavoratore. La sentenza stabilisce che il diritto ai contributi figurativi per invalidità può essere accertato anche prima della domanda di pensione, riconoscendo al lavoratore il beneficio richiesto.
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