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Art. 445-bis Codice di Procedura Civile

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92 provvedimenti

Assegno di invalidità: onere della prova medica
Un lavoratore si oppone al risultato della perizia medica che nega il suo diritto all'assegno di invalidità. Il Tribunale rigetta il ricorso, confermando la valutazione del perito al 55%. La sentenza sottolinea come la mancata presentazione di documentazione medica cruciale da parte del ricorrente sia stata determinante per la decisione, ribadendo il principio dell'onere della prova a carico di chi richiede il beneficio.
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Spese di lite telematiche: quando non spetta l’aumento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21365/2023, ha stabilito un principio importante in materia di spese di lite telematiche. Un cittadino aveva richiesto l'aumento del 30% sui compensi legali, sostenendo che l'utilizzo del processo telematico fosse sufficiente. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale aumento è giustificato solo quando gli atti processuali sono redatti con specifiche tecniche informatiche, come indici e link ipertestuali, che ne agevolano la consultazione. La semplice trasmissione telematica degli atti non dà diritto all'aumento.
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Soccombenza virtuale: quando l’ente paga in ritardo
Un cittadino ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere il pagamento di un'indennità di accompagnamento. L'ente ha saldato il dovuto solo dopo l'avvio della causa. Il Tribunale aveva compensato le spese, ma la Corte d'Appello ha riformato la decisione applicando il principio di soccombenza virtuale. Poiché il ritardo dell'ente era ingiustificato e ha costretto il cittadino ad agire legalmente, l'ente è stato condannato al pagamento di tutte le spese legali di entrambi i gradi di giudizio.
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Ricorso inammissibile: i termini per impugnare
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato contro una sentenza di primo grado ben oltre i termini di legge. La parte ricorrente aveva precedentemente esperito un appello, anch'esso dichiarato inammissibile, consolidando la definitività della prima decisione. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini perentori nel processo civile.
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Sentenza 445-bis: ecco perché è inappellabile
La Corte d'Appello di Napoli dichiara inammissibile un appello riguardante la decorrenza di una prestazione assistenziale. La decisione si fonda sul principio di inappellabilità della sentenza 445-bis c.p.c., emessa a seguito di un procedimento di accertamento tecnico preventivo. La Corte ribadisce che la legge ha voluto concentrare la valutazione del merito sanitario nel primo grado di giudizio per garantire celerità e deflazione del contenzioso, lasciando aperta solo la via del ricorso in Cassazione per motivi di legittimità.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e tariffe minime
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino contro una decisione del Tribunale che aveva liquidato le spese legali in misura inferiore ai minimi tariffari in una causa previdenziale. La Suprema Corte ha ribadito che la corretta liquidazione spese legali deve basarsi sul valore della causa, calcolato su due annualità della prestazione richiesta, e deve rispettare i parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova determinazione degli onorari.
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Notificazione all’ente: indirizzo PEC è vincolante
La Corte di Cassazione ha dichiarato nulla una notifica di ricorso contro un ente previdenziale. La ragione è che la notificazione all'ente è stata inviata a un indirizzo PEC non corretto. L'atto doveva essere inviato esclusivamente a uno degli indirizzi presenti in un apposito elenco ministeriale. La Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica.
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Procedimento ex art. 445-bis: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti del procedimento ex art. 445-bis, stabilendo che il giudice può solo accertare la sussistenza del requisito sanitario per una prestazione previdenziale, ma non può dichiarare il diritto alla prestazione stessa. Nel caso di specie, un tribunale aveva erroneamente riconosciuto il diritto a una pensione di vecchiaia anticipata, andando oltre il thema decidendum del giudizio, che è limitato alla sola valutazione medico-legale. La sentenza è stata cassata in parte qua.
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Esonero spese legali: basta l’autocertificazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esonero dalle spese legali nelle cause di previdenza, è sufficiente presentare un'autodichiarazione che attesti di avere un reddito inferiore ai limiti di legge, anche senza specificare l'importo esatto. La sentenza ha annullato la decisione di un tribunale che aveva condannato una cittadina al pagamento delle spese processuali, ritenendo non valida la sua dichiarazione perché incompleta. La Corte ha chiarito che, a differenza del gratuito patrocinio, l'esonero spese legali non richiede formalismi rigidi, ma la semplice attestazione del requisito reddituale.
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Interessi legali: la guida della Cassazione
Una società fiduciaria si opponeva a un precetto sostenendo l'errato calcolo degli interessi di mora. Il Tribunale, incerto su quale tasso applicare in caso di generica dicitura "interessi legali" in una sentenza, ha sollevato la questione alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno stabilito che, in assenza di una specifica motivazione nel titolo esecutivo, per "interessi legali" si deve intendere il tasso base previsto dall'art. 1284, comma 1, c.c. e non quello maggiorato per le transazioni commerciali.
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Errore di fatto spese legali: Cassazione revoca
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza a causa di un errore di fatto sulle spese legali. Una cittadina, pur avendo diritto all'esenzione, era stata condannata al pagamento. La Corte ha riconosciuto la svista, annullando la condanna e ribaltando la decisione sulle spese a carico dell'ente previdenziale.
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Esenzione spese processuali: la prova documentale
Una cittadina si è vista negare l'esenzione dalle spese processuali in una causa contro l'Ente Previdenziale, nonostante avesse presentato la documentazione necessaria. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che un giudice non può ignorare la prova documentale che attesta i requisiti di reddito per l'esenzione. La sentenza ha annullato la condanna al pagamento delle spese e ha condannato l'Ente a rimborsare i costi del giudizio di legittimità.
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Indennità di accompagnamento: diritto dal 121° giorno
Un cittadino, a cui era già stato riconosciuto il requisito sanitario, ha citato in giudizio un ente previdenziale per il mancato pagamento dell'indennità di accompagnamento. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda, condannando l'ente al versamento della prestazione a partire dalla data della domanda amministrativa, maggiorata di interessi e rivalutazione per il ritardo, sottolineando l'inadempimento dell'ente oltre il termine legale di 120 giorni.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e tariffe minime
Una cittadina ha contestato l'importo delle spese legali riconosciutele in una causa previdenziale, ritenendolo inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la liquidazione spese legali deve rispettare i parametri tariffari inderogabili. La Corte ha annullato la decisione precedente e ha ricalcolato il compenso secondo le tariffe più recenti, vigenti al momento della decisione finale.
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Esonero spese processuali: la dichiarazione è valida
Una cittadina con un reddito basso è stata erroneamente condannata al pagamento delle spese legali in una controversia previdenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la dichiarazione iniziale per l'esonero spese processuali è sufficiente e valida per l'intera durata del procedimento, garantendo così il diritto all'esenzione.
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Ricorso per Cassazione: l’assemblaggio di atti è errore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché redatto tramite "assemblaggio di atti", ovvero la semplice riproduzione di documenti processuali senza una sintesi chiara. Questa tecnica viola il principio di autosufficienza, rendendo il ricorso incomprensibile e addossando alla Corte il compito, non suo, di ricostruire le censure. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Esonero spese processuali: la Cassazione chiarisce
Un cittadino era stato ingiustamente condannato a pagare le spese legali a un ente previdenziale, nonostante avesse dichiarato un reddito basso. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto all'esonero spese processuali, specificando che una semplice dichiarazione firmata nell'atto iniziale del processo è sufficiente, senza bisogno di moduli specifici o di ripeterla nei gradi di giudizio successivi.
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Inammissibilità appello ATP: la via è il merito
Un lavoratore si vede negare l'assegno di invalidità. Il Tribunale dichiara inammissibile il ricorso ATP per carenza del requisito contributivo. La Corte d'Appello conferma l'inammissibilità, ma dell'appello stesso, chiarendo che dopo un ATP negativo il rimedio non è l'appello ma un giudizio di merito. La nostra analisi spiega questa importante regola procedurale sull'inammissibilità appello ATP.
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Domanda esenzione ticket: no senza richiesta all’ASL
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha stabilito l'inammissibilità di un ricorso volto a ottenere il riconoscimento dell'invalidità ai fini dell'esenzione dal ticket sanitario. La Corte ha chiarito che la preventiva domanda esenzione ticket all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) è un requisito di procedibilità indispensabile. Senza questo passaggio amministrativo, l'azione giudiziaria non può essere avviata, poiché il giudice non può accertare un diritto in astratto ma deve pronunciarsi su una pretesa specifica avanzata nei confronti dell'ente erogatore.
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Legittimazione passiva INPS: esclusiva per ticket
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20415/2024, ha respinto il ricorso dell'Istituto previdenziale, confermando la sua esclusiva legittimazione passiva nei procedimenti di accertamento sanitario per l'esenzione dal ticket. La Corte ha ribadito che, per legge, l'Istituto è l'unico interlocutore giudiziario del cittadino per tutte le questioni relative all'invalidità civile, anche quando la prestazione finale non è erogata direttamente dall'ente stesso.
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