L'Imputato è stato condannato per traffico illecito di sostanze stupefacenti a tre anni di reclusione e tredicimila euro di multa, dopo il sequestro di duecentosessanta grammi di cocaina, materiale per il confezionamento e oltre duemilaseicento euro in contanti. La difesa ha presentato ricorso per ottenere la qualificazione del fatto come lieve entità nello spaccio, contestando inoltre la mancanza di una perizia chimica quantitativa e qualitativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il quantitativo rilevante, gli strumenti per dosare la droga e il denaro denotano un'attività criminale stabile e strutturata, incompatibile con la fattispecie attenuata. Inoltre, la Corte ha ribadito che il solo esito del narcotest è sufficiente per accertare la natura della sostanza.
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