La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2351/2024, ha annullato una decisione della Corte d'Appello per un errore nel calcolo della pena. Il caso riguardava un individuo condannato per violazione della sorveglianza speciale, reato posto in continuazione con un altro precedente. Poiché il secondo reato era stato giudicato con rito abbreviato, l'aumento di pena per la continuazione reato doveva essere calcolato secondo un preciso iter che la Corte d'Appello non aveva seguito, omettendo di applicare la prevista riduzione di un terzo. La Suprema Corte ha chiarito che si deve partire dalla pena base del reato più grave, aggiungere l'aumento per la continuazione e solo alla fine applicare la riduzione per il rito sull'intera pena così calcolata.
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