La Cassazione ha esaminato il caso di alcuni soggetti, gli Zii, condannati per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni personali. Essi avevano reagito violentemente a un presunto spoglio di un immobile da parte dei Nipoti, cambiando la serratura. Gli Zii hanno presentato ricorso, contestando la validità della querela, la tardività del ricorso, la mancata nomina di un interprete per un coimputato sordo e la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili, confermando le condanne e le statuizioni civili. La sentenza ribadisce che l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni si configura anche se si crede di agire per un diritto, se esiste la possibilità di adire il giudice.
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