Due soggetti, padre e figlio, hanno aggredito violentemente un concorrente per costringerlo a rinunciare alla richiesta di concessione comunale per una pista di pattinaggio. La vittima ha rinunciato per paura. La difesa sosteneva si trattasse di violenza privata o esercizio arbitrario delle proprie ragioni, escludendo il danno patrimoniale poiché la concessione era gratuita. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per tentata estorsione. I giudici hanno chiarito che costringere qualcuno a rinunciare a una legittima aspettativa (perdita di chance) configura un danno patrimoniale futuro, poiché la gestione della pista avrebbe generato profitti. Inoltre, la semplice presenza del padre durante il pestaggio ha rafforzato l'azione del figlio, determinando il concorso nel reato. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »