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Art. 393-bis Codice Penale — Anno 2024

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105 provvedimenti

Altri anni per Art. 393-bis Codice Penale

Ricorso inammissibile in Cassazione: il fatto
Un individuo, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi sollevati, relativi alla reazione ad atti arbitrari e alla richiesta di attenuanti, sono stati considerati mere critiche sulla ricostruzione dei fatti, non ammesse nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha confermato che non può riesaminare il merito della vicenda, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso generico in Cassazione: inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione, ritenendolo un ricorso generico. Gli appellanti avevano invocato la legittima difesa e contestato l'attendibilità di un testimone, ma la Corte ha stabilito che tali motivi costituivano un tentativo di riesaminare il merito dei fatti, compito non spettante al giudice di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Atto arbitrario pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19693/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sentenza della Corte d'Appello di Bari. Il caso verteva sulla presunta reazione a un atto arbitrario del pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti è di competenza esclusiva dei giudici di merito e ha confermato la corretta distinzione, operata dalla Corte d'Appello, tra atto meramente illegittimo e atto arbitrario, quest'ultimo unico presupposto per una causa di giustificazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione atti arbitrari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La difesa, basata sulla scriminante della reazione atti arbitrari (art. 393-bis c.p.), è stata rigettata poiché la versione dei fatti dell'imputato era stata giudicata inattendibile dalla corte di merito con una motivazione logica e completa, non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: no a fatti alternativi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza. La ricorrente ha proposto una versione alternativa dei fatti, senza però contestare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma verificare la corretta applicazione della legge, condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'ordinanza sottolinea che i motivi di ricorso non possono essere una mera riproposizione di argomentazioni già respinte e che la violenza usata per impedire l'identificazione da parte degli agenti integra il reato di resistenza. La Corte ha escluso sia la scriminante della reazione ad un atto arbitrario, non ravvisando alcuna arbitrarietà nell'operato degli agenti, sia la particolare tenuità del fatto per le lesioni, a causa delle gravi modalità della condotta.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un dipendente della Polizia Municipale è stato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nei confronti di un superiore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo un punto fondamentale: per configurare il reato, l'offesa deve avvenire in presenza di almeno due persone. La Corte ha specificato che anche altri pubblici ufficiali presenti possono essere considerati come 'pubblico' ai fini della norma, a meno che non si dimostri che la loro presenza fosse strettamente legata all'atto d'ufficio che ha generato la condotta oltraggiosa.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e sulla genericità dei motivi d'appello, i quali non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile art. 336 c.p.: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13435/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile art. 336 c.p. (violenza o minaccia a un pubblico ufficiale) contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi del ricorso sono stati ritenuti manifestamente infondati e generici, poiché i giudici di merito avevano già fornito una motivazione logica e coerente sulla responsabilità penale dell'imputato, escludendo implicitamente l'applicabilità della causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi presentati, che includevano vizi procedurali sanati, richieste di rivalutazione delle prove non consentite in sede di legittimità e questioni sollevate per la prima volta in Cassazione. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per la temerarietà dell'impugnazione, evidenziando l'importanza di presentare censure specifiche e tempestive.
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Reazione ad atti arbitrari: quando è giustificata?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, rinviando il caso alla Corte d'Appello. Il motivo è la mancata valutazione della causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari, sollevata dall'imputato. La Corte d'Appello aveva erroneamente discusso un'altra causa di non punibilità, non pertinente al caso, omettendo di pronunciarsi sul punto cruciale della difesa. La sentenza sottolinea l'obbligo del giudice di esaminare tutte le specifiche doglianze difensive.
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Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi dell'appello sono stati giudicati generici, in quanto si limitavano a riproporre censure già esaminate senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di liquidazione delle spese legali della parte civile, stabilendo un importante principio sull'attività difensiva in caso di ricorso inammissibile.
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Ricorso Inammissibile: Cassazione su Art. 337 c.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e riproducevano censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi con le argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione ad atto arbitrario: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per resistenza a pubblico ufficiale durante controlli per assembramenti Covid-19. La Corte ha stabilito che l'appello era una mera ripetizione di argomentazioni già respinte e basato su una rivalutazione dei fatti, non su vizi di legge. L'intervento degli agenti è stato ritenuto legittimo, escludendo così l'applicazione della causa di non punibilità per reazione ad atto arbitrario.
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Accompagnamento coattivo: non è atto arbitrario
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo che l'accompagnamento coattivo presso un ufficio di polizia per l'identificazione di un soggetto non costituisce un atto arbitrario. La decisione sottolinea che le valutazioni sui fatti e sulle prove sono di competenza esclusiva dei giudici di merito e che l'inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reazione a un atto arbitrario: quando è legittima?
Un cittadino minacciava dei pubblici ufficiali durante l'arresto del figlio. Assolto in primo grado sulla base della scriminante della reazione a un atto arbitrario putativa, veniva poi condannato in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale causa di giustificazione si applica solo in caso di errore su un fatto e non per una mera errata interpretazione della legittimità dell'operato degli agenti. La sentenza chiarisce i limiti e i presupposti per invocare questa difesa.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza e minaccia. I motivi, incentrati su una diversa valutazione dei fatti e sulla presunta reazione a una condotta arbitraria, sono stati ritenuti estranei al giudizio di legittimità, confermando così la decisione dei giudici di merito.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di generalità a due persone fermate per un controllo durante l'emergenza Covid-19. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché le loro accuse di abusi da parte degli agenti sono state ritenute infondate e contraddette dalle prove, come le testimonianze e i referti medici. La Corte ha chiarito che la reazione violenta non è giustificata se l'operato delle forze dell'ordine è legittimo, come in questo caso di controllo per la salute pubblica.
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Convalida dell’arresto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo contro la convalida dell'arresto per resistenza e lesioni. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso tale provvedimento non può contestare la ricostruzione dei fatti, ma solo sollevare questioni di legittimità, come l'assenza dello stato di flagranza o la mancanza di un titolo di reato. Le censure relative all'asserita arbitrarietà dell'azione dei pubblici ufficiali sono state considerate una richiesta di riesame del merito, non consentita in tale sede.
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Ricorso inammissibile: genericità e nesso teleologico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, condannandola al pagamento delle spese e di una sanzione. Il ricorso è stato giudicato generico e aspecifico, in quanto si limitava a riproporre tesi già respinte. È stato inoltre chiarito che il reato di lesioni non necessitava di querela, essendo aggravato dal nesso teleologico con il reato di resistenza, rendendolo così procedibile d'ufficio. Questa decisione sottolinea l'importanza di presentare ricorsi specifici e ben motivati.
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