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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

281 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Equa riparazione: lite sui tagli ai processi esecutivi
Una cittadina ha richiesto l'equa riparazione per l'eccessivo ritardo accumulato nell'esecuzione di un precedente indennizzo ottenuto contro la Pubblica Amministrazione. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto ma ha tagliato l'importo del 40%, applicando la riduzione prevista per i processi collettivi con oltre cinquanta parti. La ricorrente ha contestato il taglio davanti alla Corte di Cassazione, evidenziando che l'azione esecutiva era stata avviata in modo del tutto autonomo e individuale rispetto alla causa originaria. I giudici di legittimità hanno ritenuto la questione di massima rilevanza giuridica, disponendo il rinvio alla pubblica udienza per chiarire se la riduzione per cause collettive operi anche nelle esecuzioni promosse dal singolo creditore.
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Demanialità Stradale: Archi Contesi, Decisione Rinviata
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la `demanialità stradale` di aree sottostanti gli archi di una strada statale storica. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la natura pubblica di tali volumi. La questione principale è se un privato possa dimostrare il contrario, contestando la `demanialità` di queste aree. Vista la particolare rilevanza giuridica della questione e la necessità di garantire un'interpretazione uniforme della legge, la Cassazione ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per una discussione in pubblica udienza, posticipando la decisione finale.
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Azienda rinuncia al ricorso in Cassazione: il processo si estingue
Un'azienda, originariamente ingiunta da uno Studio Legale per compensi professionali, ha presentato ricorso in Cassazione dopo aver perso in appello. Durante il procedimento, l'azienda ha esercitato la sua facoltà di rinuncia al ricorso in Cassazione. Lo Studio Legale ha accettato la rinuncia, concordando anche sulla compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto di tale accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo la controversia senza entrare nel merito delle questioni originarie.
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Rimessione in pubblica udienza: Cassazione decide dibattito aperto
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha deciso la rimessione in pubblica udienza di un ricorso civile. L'Azienda Ricorrente aveva presentato appello contro L'Individuo Controricorrente. La Corte ha ritenuto che il caso presentasse questioni di diritto complesse, meritevoli di un dibattito approfondito. Inizialmente esaminato in camera di consiglio, il ricorso sarà ora discusso apertamente, evidenziando l'importanza della 'Rimessione in pubblica udienza' per casi di particolare complessità giuridica.
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Remissione alla pubblica udienza: lite tra Comune e cittadino
La controversia vede contrapposti un Comune, un privato cittadino e diversi enti statali quali l'Agenzia del Demanio e il Ministero competente in merito a questioni patrimoniali e diritti reali. Il Comune ha promosso ricorso per Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. I giudici di legittimità, esaminando gli atti in camera di consiglio, hanno rilevato la particolare complessità e rilevanza della fattispecie. Di conseguenza, la Corte ha disposto la remissione alla pubblica udienza per garantire una discussione orale approfondita. Il procedimento prosegue quindi senza una pronuncia definitiva immediata.
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Rinuncia al ricorso: quando l’abbandono chiude il giudizio in Cassazione
Un'agenzia ha presentato un ricorso in Cassazione contro una compagnia assicurativa. Durante il processo, l'agenzia ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La compagnia assicurativa ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza pronunciare condanna alle spese, poiché le parti avevano già concordato la compensazione. La rinuncia al ricorso, se fatta correttamente, estingue il processo e rende definitiva la sentenza precedente.
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Rinuncia al ricorso: Condominio salvo da spese in Cassazione
Una Società Immobiliare ha impugnato le delibere assembleari di un Condominio relative a consuntivi e preventivi. Dopo che i primi due gradi di giudizio avevano respinto le sue richieste, la Società ha presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Società ha quindi formalizzato la sua rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza condanna alle spese e senza l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato, dato l'accordo intervenuto e la mancata costituzione dell'intimato.
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Atto Notarile Conteso: Rinuncia al Ricorso e Estinzione del Giudizio
Un Ricorrente ha impugnato una sentenza d'Appello che aveva respinto la sua richiesta di dichiarare nulli un atto notarile e scritture private, e di ottenere la restituzione di somme. La Corte d'Appello aveva accolto l'impugnazione dei Controricorrenti Principali, ribaltando la decisione di primo grado che aveva dato ragione al Ricorrente. Giunto il caso in Cassazione, il Ricorrente ha presentato un atto di rinuncia al ricorso, accettato dai Controricorrenti Principali. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito. Questa estinzione del giudizio chiude definitivamente la questione.
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Nullità Scrittura Privata Edilizia Agevolata: Accordo Nullo o Valido?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **nullità scrittura privata edilizia agevolata**. La controversia riguardava un accordo tra una Venditrice e un'Acquirente per il trasferimento di contributi statali legati a un immobile di edilizia agevolata. L'Acquirente aveva ottenuto un decreto ingiuntivo, ma la Corte d'Appello lo aveva revocato, dichiarando nullo l'accordo perché l'Acquirente non possedeva i requisiti per i contributi, violando l'Art. 20 L. 179/1992 e l'Art. 1343 c.c. La Cassazione, rilevando la particolare complessità interpretativa della questione di diritto e la presenza di giurisprudenza contrastante, ha deciso di rimettere la causa per la discussione in pubblica udienza, posticipando la decisione finale.
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Servitù di Passaggio: Condominio vince, ma la Cassazione rinvia
Un Condominio e una società condomina hanno contestato l'esistenza di una servitù di passaggio veicolare su un'area cortilizia, chiedendo di inibire il transito a un'Azienda e altri soggetti. Il Tribunale aveva riconosciuto la servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, negando la servitù di passaggio, sia per destinazione del padre di famiglia che per usucapione, e ha vietato il transito. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando errori di valutazione. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della vicenda e nuovi fatti, ha rinviato la causa a pubblica udienza per la sua particolare rilevanza.
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Azione di rivendicazione: la Cassazione attenua l’onere della prova
L'Acquirente ha citato in giudizio la Ricorrente per accertare la proprietà di alcune aree e beni comuni, contestati dalla Ricorrente dopo l'acquisto di una casa. La Ricorrente aveva occupato spazi e impedito l'uso di parti comuni. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto le richieste dell'Acquirente. La Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'Acquirente non avesse fornito la prova rigorosa della proprietà richiesta per un'azione di rivendicazione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'onere della prova è attenuato quando i beni provengono da un comune dante causa, e l'Acquirente aveva dimostrato il suo titolo.
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Notifica del ricorso invalida: la Cassazione blocca il giudizio
Una società ha proposto ricorso in Cassazione per definire la competenza del giudice. Tuttavia, la notifica del ricorso a uno dei soggetti coinvolti presentava gravi difetti formali. L'avviso di ricevimento postale non mostrava le modalità di consegna né la firma del destinatario, mentre il tracciamento informatico allegato non offriva garanzie legali. La Corte di Cassazione ha quindi sospeso il giudizio e ordinato la rinotifica dell'atto nei termini stabiliti dalla legge.
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Equa riparazione Legge Pinto: lite sui calcoli dell’indennizzo
I Cittadini richiedono il pagamento dell'indennizzo per la durata irragionevole di un processo civile. Il Ministero della Giustizia resiste alla domanda, contestando i presupposti per la quantificazione della somma. La Corte d'Appello adotta un decreto impugnato dai ricorrenti dinanzi alla Corte di Cassazione. I Giudici di legittimità rilevano la presenza di questioni giuridiche inedite riguardanti l'art. 2-bis, comma 3, della Legge 89/2001. Tale norma definisce la misura e i limiti dell'indennizzo spettante. La Suprema Corte riconosce la necessità di fissare un principio di diritto uniforme per l'equa riparazione Legge Pinto. La causa viene quindi rimessa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Rinvio alla pubblica udienza: lite tra società e privato
Una società impugna davanti alla Corte di Cassazione una decisione della Corte di Appello. Il contenzioso oppone l'azienda a un privato cittadino. La Suprema Corte esamina la questione durante una riunione camerale non aperta al pubblico. I giudici rilevano una questione giuridica particolarmente complessa nel primo motivo di ricorso. Il Collegio ritiene opportuno approfondire il tema in modo solenne e trasparente. La Corte dispone quindi il rinvio alla pubblica udienza tramite un'ordinanza interlocutoria. La trattazione pubblica consente una discussione orale approfondita prima della sentenza definitiva.
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Fallimento transfrontaliero: la Cassazione rinvia alla pubblica udienza
Un compratore acquista un'imbarcazione da una società estera. A causa di gravi inadempimenti, l'acquirente avvia una causa in Italia per ottenere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. Nelle more del giudizio, la società venditrice subisce la dichiarazione di insolvenza in Germania. La Corte di Cassazione affronta il tema del fallimento transfrontaliero e la corretta applicazione delle norme europee sulle procedure concorsuali. I giudici devono stabilire se la causa italiana debba proseguire o arrestarsi davanti alla legge fallimentare estera. Data l'estrema rilevanza della questione giurisdizionale, la Corte non decide immediatamente in camera di consiglio ma rimette la trattazione del ricorso alla pubblica udienza per un approfondimento collegiale.
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Trattative di bonario componimento: lite sospesa in Cassazione
Una società commerciale ha promosso un ricorso in Cassazione contro la curatela fallimentare di un'altra impresa e una terza parte privata, contestando gli esiti della corte territoriale. A sua volta, la curatela ha depositato un controricorso incidentale per tutelare la massa dei creditori. Davanti alla Suprema Corte, le parti hanno presentato una richiesta congiunta: hanno dichiarato l'avvio di trattative di bonario componimento finalizzate a trovare una soluzione amichevole ed economica. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà condivisa dei contendenti e hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando momentaneamente il contenzioso per favorire il raggiungimento di un accordo transattivo.
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Accessione nel possesso e liti sui cortili tra vicini
Una complessa lite immobiliare tra vicini riguarda la comproprietà di una corte e di un'area storicamente usata per l'essiccazione dei cereali. Una residente invocava l'accessione nel possesso per usucapire una porzione di terreno occupata da un edificio, sommando il proprio utilizzo a quello dei precedenti proprietari. La Corte d'Appello ha respinto la domanda perché l'atto di compravendita non menzionava espressamente la porzione contesa, escludendo il trasferimento del possesso. Giunta la causa in Corte di Cassazione, i giudici, vista la particolare rilevanza e complessità delle questioni sollevate dai diversi ricorsi, non hanno deciso immediatamente il merito, ma hanno rinviato la controversia a una pubblica udienza per consentire un approfondimento analitico della vicenda.
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Provvigione al mediatore dopo la scadenza: clausola valida o abuso?
Un'agenzia immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione a una cliente. La cliente ha contestato la validità della clausola contrattuale che prevedeva l'obbligo di pagare la provvigione al mediatore anche per affari conclusi dopo la scadenza del mandato con suoi familiari o soggetti collegati. La cliente ha eccepito la natura vessatoria della clausola ai sensi del Codice del Consumo. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione e il potenziale contrasto con le norme europee a tutela del consumatore, ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. Con questa ordinanza interlocutoria, i giudici hanno rimesso la causa alla pubblica udienza per esaminare a fondo la compatibilità di tale clausola con i diritti dei consumatori.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
Il difensore di un cittadino ottiene una vittoria in Cassazione contro una Pubblica Amministrazione. Tuttavia, l'ordinanza finale omette di disporre la distrazione delle spese in suo favore, nonostante la specifica richiesta formulata durante il giudizio. Il difensore propone quindi ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese si risolve con la procedura di correzione materiale. Di conseguenza, la Corte ordina l'integrazione del dispositivo dell'ordinanza precedente, disponendo il pagamento diretto delle spese processuali in favore del professionista.
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Rimessione alla pubblica udienza: scontro tra Comune e autostrade
Un Comune ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di gestione autostradale e l'ente nazionale delle strade per una complessa controversia legata alle infrastrutture. Data la particolare difficoltà tecnica della materia e la presenza di recenti orientamenti delle Sezioni Unite, la seconda sezione civile ha evitato la decisione immediata a porte chiuse. I giudici hanno quindi disposto la rimessione alla pubblica udienza per consentire una discussione orale approfondita tra le parti. Il provvedimento non decide il merito della lite, ma garantisce un esame più accurato delle questioni giuridiche sollevate.
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