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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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508 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Appalto illecito di manodopera: Cassazione conferma
Un'importante società di servizi ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato con alcuni lavoratori, formalmente dipendenti di cooperative, a causa di un appalto illecito di manodopera. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'azienda inammissibile, stabilendo che i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge, ma tentavano di ottenere un riesame dei fatti e delle prove, compito che non spetta alla Suprema Corte. Di conseguenza, la decisione che ha accertato l'esistenza di un rapporto di lavoro diretto è stata definitivamente confermata.
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Notifica preavviso revoca assegni: vale a mano?
Un correntista ha citato in giudizio una banca per l'illegittima iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria (CAI), sostenendo che la notifica del preavviso di revoca assegni, avvenuta a mano, fosse invalida. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la legge non esclude forme di comunicazione diverse dalla raccomandata, purché garantiscano l'effettiva conoscenza del destinatario. La consegna a mano è stata ritenuta una modalità valida.
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Accertamento saldo conto corrente: la Cassazione decide
Una società cita in giudizio la propria banca per addebiti illegittimi su un conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9756/2024, interviene su un punto cruciale: l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca. La Suprema Corte stabilisce che la banca ha un interesse meritevole a eccepire la prescrizione anche nel caso in cui il cliente richieda il solo accertamento saldo conto corrente, senza una domanda di restituzione. Questo perché gli addebiti prescritti, sebbene non più restituibili, incidono sulla quantificazione finale del saldo e devono essere considerati nel conteggio.
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Interessi moratori usurari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un mutuatario che contestava la natura usuraria degli interessi moratori del proprio contratto. La decisione conferma che l'appello non può mirare a un riesame dei fatti e che, in caso di superamento della soglia usura, sono dovuti gli interessi corrispettivi. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per abuso del processo.
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Onere della prova conto corrente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9727/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di onere della prova nel contenzioso bancario. Il caso riguardava una richiesta di restituzione di somme indebitamente pagate su conti correnti. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda del cliente per la mancata produzione del contratto. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che il cliente può dimostrare le proprie ragioni anche senza il contratto scritto e con estratti conto incompleti, utilizzando prove alternative. La Suprema Corte ha inoltre valorizzato il principio di acquiescenza, derivante dalla richiesta subordinata della banca in appello, che di fatto riconosceva un debito parziale.
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Riconoscimento anzianità: no se il ricorso è generico
Un gruppo di dipendenti pubblici, trasferiti da enti locali al Ministero dell'Istruzione, ha richiesto il pieno riconoscimento anzianità di servizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La motivazione principale risiede nella genericità e nella mancanza di allegazioni specifiche nel ricorso iniziale, che non dettagliava per ogni singolo lavoratore il danno economico subito.
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Carenze sistemiche e asilo: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato il suo trasferimento in Slovenia, previsto dal Regolamento Dublino, denunciando carenze sistemiche nel sistema di accoglienza di quel paese. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9535/2024, ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a definire un paese 'sicuro' ma ha l'obbligo di esaminare concretamente le prove fornite dal ricorrente riguardo tali deficienze. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, che aveva ignorato la documentazione presentata, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Specificità motivi appello: Cassazione su IVA e anatocismo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due debitori contro un pignoramento immobiliare. La Corte ha confermato la corretta qualificazione delle doglianze su IVA e vizi di accatastamento come opposizione agli atti esecutivi, soggetta a un termine perentorio. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo di appello sull'anatocismo per difetto di specificità, in quanto le argomentazioni erano generiche e teoriche, non confrontandosi con la decisione del primo giudice. La sentenza ribadisce l'importanza della specificità dei motivi d'appello e del principio dell'apparenza nelle impugnazioni.
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Assegno ad personam: bonus produttività escluso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9368/2024, ha stabilito che il compenso per la produttività collettiva non rientra nel calcolo dell'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti. Tale compenso, essendo di natura eventuale e legato al raggiungimento di obiettivi, non possiede il carattere di fissità e continuità necessario per essere considerato parte del trattamento retributivo stabile da salvaguardare.
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Commissione Riscossione Tributi: Obbligo di pagamento
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della commissione riscossione tributi richiesta da un fornitore di servizi postali a un agente della riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'agente, stabilendo che la posizione di monopolio del fornitore non implica la gratuità del servizio in assenza di una legge specifica. I motivi di ricorso, basati su presunte violazioni di norme nazionali e comunitarie, sono stati dichiarati inammissibili in quanto proceduralmente errati o basati su questioni già decise in precedenti sentenze.
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Danno diritto d’autore: risarcimento anche senza prova
Un'emittente televisiva trasmetteva un film senza possederne i diritti, venendo citata in giudizio dalla società titolare dei diritti di sfruttamento economico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, stabilendo un principio fondamentale: in caso di violazione del copyright, il danno diritto d'autore si considera esistente 'in re ipsa', ovvero per il solo fatto dell'illecito. Di conseguenza, anche in assenza di una prova specifica sull'ammontare del pregiudizio, il giudice può procedere alla sua liquidazione in via equitativa. L'ordinanza ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'emittente, ribadendo la consolidata giurisprudenza in materia.
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Commissione incasso tributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente della riscossione, confermando la sua condanna al pagamento della commissione incasso tributi a un fornitore di servizi postali. La controversia riguardava il pagamento di una commissione per ogni versamento di imposta comunale effettuato tramite bollettino postale. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi del ricorso, in quanto sollevavano questioni nuove non discusse nei precedenti gradi di giudizio o si basavano su argomentazioni già respinte in casi identici, consolidando il diritto del servizio postale a ricevere tale compenso.
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Ricorso per cassazione: requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione in una controversia commerciale. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali, come la chiara esposizione dei fatti e la corretta indicazione dei documenti, per evitare che l'atto venga rigettato per motivi procedurali.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha esaminato i ricorsi riuniti di numerosi medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive comunitarie da parte dello Stato. La Corte ha rigettato gran parte dei ricorsi, confermando il suo orientamento consolidato sulla prescrizione decennale del diritto, decorrente dal 27 ottobre 1999. Ha inoltre chiarito le regole sull'intervento in causa di altri medici, ritenendolo ammissibile in quanto il diritto di tutti i ricorrenti deriva dal medesimo inadempimento statale. Infine, ha ribadito i criteri per la quantificazione del danno, qualificandolo come obbligazione di valuta.
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Usura bancaria: commissioni e interessi moratori
Un cliente ha contestato un contratto di mutuo per presunta usura bancaria, sostenendo che la commissione di estinzione anticipata dovesse essere sommata agli interessi moratori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la commissione di estinzione non è un costo del credito, ma un corrispettivo per la chiusura anticipata del rapporto. Pertanto, non può essere inclusa nel calcolo del tasso soglia dell'usura. Il ricorrente è stato inoltre condannato per abuso del processo.
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Obblighi informativi intermediario: nessuna nuova informativa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9069/2024, ha stabilito che gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario si esauriscono con l'operazione di acquisto del prodotto. Di conseguenza, la banca non è tenuta a fornire nuove e ulteriori informazioni all'erede che subentra nella titolarità dei titoli per successione. Il ricorso dell'erede, che lamentava un danno per mancata informazione post-successione, è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata per abuso del processo.
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Accertamenti bancari: come difendersi in Cassazione
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento fondato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che in materia di accertamenti bancari, il contribuente ha l'onere di fornire prove specifiche per superare la presunzione legale. L'ordinanza ribadisce inoltre i rigorosi requisiti di specificità e autosufficienza del ricorso, dichiarando inammissibili le censure generiche e non documentate.
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Revocatoria pagamento terzo garante: la Cassazione
Una società creditrice riceve pagamenti da un fideiussore per un debito di una società poi fallita. Il fideiussore si rivale sulla società, depauperandone il patrimonio. La Cassazione, confermando la decisione di merito, ha chiarito che tale operazione rientra nell'ambito della revocatoria pagamento terzo garante, rendendo il pagamento inefficace nei confronti del fallimento. Il ricorso della creditrice è stato dichiarato inammissibile perché, pur con una errata classificazione giuridica da parte della Corte d'Appello, la sostanza della decisione era corretta: la creditrice era a conoscenza dello stato di insolvenza del debitore.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8715/2024, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante i loro corsi negli anni '80. La Corte ha confermato il principio della prescrizione medici specializzandi, stabilendo che il termine decennale per l'azione risarcitoria è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Ha inoltre chiarito i criteri di calcolo per l'aumento delle spese legali in cause con più parti.
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Risarcimento tardiva attuazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di una direttiva UE sulla remunerazione degli specializzandi. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il termine di prescrizione decennale per tale diritto decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza di tale termine, il diritto al risarcimento è stato ritenuto prescritto.
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