La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26761/2025, interviene sul tema della frode carosello in materia di IVA. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la detrazione dell'IVA per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte ha stabilito che per negare la detrazione non è necessario provare il coinvolgimento attivo e doloso dell'acquirente nella frode, ma è sufficiente dimostrare, anche tramite presunzioni, che questi sapesse o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza, di partecipare a un'operazione evasiva. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver applicato correttamente questo principio, avendo richiesto un erroneo "coinvolgimento fattivo" nella frode.
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