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Art. 36 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

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248 provvedimenti

Deduzione IRAP: quando si applica alle public utility?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2270/2025, ha stabilito che una società di trasporti pubblici operante in regime di concessione non è automaticamente esclusa dalla deduzione IRAP sul costo del lavoro. L'esclusione si applica solo se la tariffa praticata è 'remunerativa', ossia già calcolata per coprire i costi fiscali. La Corte ha cassato la sentenza precedente perché non aveva verificato questa cruciale condizione, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la natura della tariffa.
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Giudicato esterno: come una sentenza precedente decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per la mancata dichiarazione di attività estere, sostenendo di risiedere in Svizzera. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso non esaminando il merito, ma applicando il principio del giudicato esterno. La questione della residenza del contribuente per lo stesso anno d'imposta era già stata decisa in via definitiva in un altro procedimento tra le stesse parti, rendendo quella decisione vincolante e precludendo un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: quando è illegittimo? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3199/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'illegittimità di un accertamento sintetico. La Corte ha stabilito che se il contribuente dimostra, anche per uno solo degli anni contestati, che lo scostamento tra reddito dichiarato e capacità di spesa non supera il 25% grazie ad altri redditi percepiti (come i dividendi), viene a mancare il requisito legale della discordanza per almeno due annualità, rendendo nullo l'intero accertamento.
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Deducibilità TFM amministratori: limiti non applicabili
Una società ha contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per i suoi amministratori, applicando le stesse regole del TFR per i dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti quantitativi dell'art. 2120 c.c. previsti per i lavoratori subordinati. La Corte ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza solo se previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità integrale degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, poiché l'Agenzia delle Entrate applicava i limiti previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, confermando la piena deducibilità TFM amministratori, a condizione che il diritto a tale trattamento risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha ribadito che non esiste alcuna norma che equipari fiscalmente il TFM al TFR.
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Accertamento bancario: la prova spetta al socio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, socio e legale rappresentante di una società, contro un avviso di accertamento basato su versamenti bancari non giustificati. L'ordinanza chiarisce che in caso di accertamento bancario, l'onere di provare la natura non imponibile delle somme versate sul proprio conto corrente ricade interamente sul contribuente. Non è sufficiente affermare che i fondi provengano da prelievi societari; è necessaria una prova analitica e specifica che superi la presunzione legale di reddito prevista dalla normativa fiscale.
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Accertamento catastale: la motivazione dell’Agenzia
Un proprietario di immobile, dopo aver aggiornato la planimetria catastale su richiesta del Comune, ha impugnato il successivo accertamento catastale dell'Agenzia delle Entrate che aumentava la rendita. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la motivazione dell'atto è sufficiente se basata sui dati forniti dal contribuente stesso e ha annullato la precedente sentenza d'appello per 'motivazione apparente', in quanto priva di una spiegazione logica sulla rideterminazione della categoria e della rendita.
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Motivazione apparente: Cassazione cassa la sentenza
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento IRPEF basato sul "redditometro". La Commissione Tributaria Regionale respingeva il suo appello con una giustificazione ritenuta troppo generica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, cassando la sentenza per "motivazione apparente". Secondo la Suprema Corte, una motivazione che non permette di ricostruire il ragionamento del giudice equivale a una motivazione assente, violando così un principio fondamentale del giusto processo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è valida?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente. In un caso di presunta sottofatturazione, l'Agenzia Fiscale ricorreva sostenendo che la decisione dei giudici di merito fosse priva di una reale motivazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che una motivazione, seppur sintetica, che spieghi chiaramente le ragioni della decisione (nella specie, la mancata produzione di prove decisive da parte dell'amministrazione) non può essere considerata apparente o nulla.
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Accertamento sintetico: vale anche con anno prescritto
Un contribuente ha contestato un accertamento sintetico per il 2008, sostenendo l'illegittimità dell'atto poiché l'anno di riferimento precedente (2007) era prescritto. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la decadenza dei poteri impositivi per un'annualità non inficia la legittimità dell'accertamento sintetico, a condizione che l'atto motivi la non congruità del reddito per entrambi gli anni. La Corte ha anche censurato la motivazione del giudice d'appello sulla prova fornita dal contribuente, ritenendola apparente.
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Area edificabile pertinenza: quando è soggetta a IMU?
Una società impugnava avvisi di accertamento IMU sostenendo che un terreno edificabile fosse pertinenza del proprio fabbricato e quindi non tassabile autonomamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per qualificare un'area edificabile pertinenza non basta una mera dichiarazione o una recinzione. È necessaria una modifica oggettiva e permanente dello stato dei luoghi che annulli di fatto il diritto di costruire, prova che in questo caso mancava, anche alla luce della richiesta di permessi a costruire avanzata dalla stessa società.
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Deduzione costi figli: non ammessa per professionisti
Un professionista, a seguito di un accertamento fiscale per omessa dichiarazione dei redditi, si era visto riconoscere dal giudice di merito il diritto a dedurre dal reddito il 50% delle spese per il mantenimento dei figli. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la deduzione costi figli non è ammissibile per i redditi da lavoro autonomo. Queste spese, infatti, sono di natura personale e non rispettano il principio di inerenza all'attività professionale, requisito fondamentale per la deducibilità di un costo. La Corte ha distinto nettamente tra deduzione di un costo e detrazione per carichi di famiglia.
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Accertamento induttivo: onere della prova e donazioni
Una contribuente giustificava somme non dichiarate come una donazione paterna per contrastare un accertamento induttivo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il giudice deve prima valutare la gravità, precisione e concordanza degli indizi del Fisco e solo dopo considerare la prova contraria del contribuente. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Amministratore di fatto: la Cassazione fa chiarezza
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA nei confronti di due soci, ritenendoli amministratori di fatto di una S.r.l. I contribuenti hanno impugnato l'atto, sostenendo di essere estranei alla gestione. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che per qualificare una persona come amministratore di fatto non bastano indizi generici, ma occorre la prova rigorosa di un'attività gestoria svolta in modo continuativo, significativo e percepibile da terzi. Poiché tale prova mancava, la Corte ha annullato la sentenza precedente, rinviando il caso alla Commissione di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
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Proventi illeciti: motivazione apparente annulla tutto
Un contribuente viene accusato di aver percepito proventi illeciti da reato. La Cassazione, con l'ordinanza n. 17388/2025, chiarisce due principi: i proventi illeciti sono tassabili anche senza una condanna penale definitiva e i vizi di notifica sono sanati dall'impugnazione. Tuttavia, annulla la decisione dei giudici di merito perché la loro motivazione era solo apparente, limitandosi a copiare le accuse dell'Agenzia delle Entrate senza una valutazione autonoma e comprensibile dei fatti.
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Litisconsorzio necessario società: nullità del giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'intero procedimento giudiziario relativo a un accertamento fiscale emesso nei confronti di due soci di fatto di una società di persone. La decisione si fonda sulla violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché non tutti i soci della compagine sociale erano stati coinvolti nel giudizio sin dal primo grado. Questo vizio procedurale ha reso nulle le sentenze precedenti, con rinvio della causa al giudice di primo grado per un nuovo esame a contraddittorio integro.
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Atto di contestazione: motivazione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che un atto di contestazione è sufficientemente motivato anche se fa riferimento a documenti già noti al contribuente. Il caso riguardava sanzioni per omessa dichiarazione di attività finanziarie all'estero. La Corte ha chiarito che un eventuale errore nel calcolo dell'imposta non invalida l'atto per vizio di motivazione, ma riguarda il merito della pretesa, che il giudice tributario ha il potere e il dovere di riesaminare e, se necessario, ricalcolare.
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Valutazione avviamento: limiti al Fisco dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di accertamento per l'imposta di registro su una cessione di ramo d'azienda. Il Fisco contestava la valutazione dell'avviamento e di un immobile, proponendo valori basati su medie nazionali. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano ritenuto più congrua la valutazione dei contribuenti, basata su elementi concreti come la durata residua di un contratto di locazione. È stato stabilito che la valutazione dell'avviamento è un giudizio di fatto che, se motivato in modo logico e aderente alla realtà aziendale, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Definizione agevolata soci: non estesa alla società
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di definizione agevolata soci. È stato chiarito che l'adesione alla sanatoria fiscale da parte dei singoli soci per le proprie imposte personali (IRPEF) non comporta l'estinzione automatica del contenzioso relativo all'accertamento fiscale emesso nei confronti della società di persone (per IVA e IRAP). La Corte ha dichiarato estinto il giudizio solo per le posizioni personali dei soci, mentre ha cassato con rinvio la decisione di merito relativa alla società per vizio di 'motivazione apparente', in quanto generica e non aderente alle specifiche contestazioni mosse dall'Agenzia delle Entrate.
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Vendita fabbricato da demolire: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19953/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: la vendita di un fabbricato da demolire non può essere riqualificata come vendita di terreno edificabile ai fini dell'imposta di registro. La tassazione deve basarsi sulla natura giuridica dell'atto al momento della stipula, senza considerare elementi futuri o esterni come i permessi di costruire o le intenzioni dell'acquirente. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'Agenzia delle Entrate, uniformando l'interpretazione per imposte dirette e indirette.
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