Un dirigente medico ha citato in giudizio la propria Azienda Sanitaria per un errore nel calcolo del debito orario giornaliero durante i giorni di assenza (ferie, permessi), che lo ha costretto a svolgere lavoro supplementare per recuperare un debito inesistente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5505/2025, ha respinto la richiesta di pagamento delle ore extra. La Corte ha stabilito che la retribuzione del dirigente medico è onnicomprensiva e non oraria; pertanto, il lavoro eccedente, anche se causato da un errore del datore di lavoro, non dà diritto a un compenso aggiuntivo. La tutela corretta sarebbe stata un'azione per il risarcimento del danno alla salute o al riposo, che però non era stata richiesta.
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