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Art. 348-bis Codice di Procedura Civile

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573 provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
Un ex coniuge presenta ricorso in Cassazione per una disputa sulla proprietà della casa coniugale. Successivamente, deposita un atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa interamente le spese legali tra le parti, chiudendo definitivamente la controversia.
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Appello elettorale e termine: notifica o albo pretorio?
Un consigliere comunale, dichiarato decaduto dalla carica, impugnava la decisione. La Corte d'Appello dichiarava il gravame inammissibile per tardività. Il consigliere ricorreva in Cassazione sostenendo che il termine per l'appello elettorale dovesse decorrere dalla pubblicazione del provvedimento sull'Albo Pretorio e non dalla sua notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado, il termine per impugnare decorre dalla notifica o comunicazione della sentenza, mentre la regola della pubblicazione sull'Albo Pretorio vale solo per gli altri cittadini o elettori interessati.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi, formatisi dopo il 1991 ma prima del 2006, ha richiesto una remunerazione più alta, allineata a quella introdotta dal D.Lgs. 368/1999. La Corte di Cassazione ha respinto le loro istanze, dichiarando l'appello inammissibile. La Corte ha stabilito che la migliore remunerazione per i medici specializzandi si applica solo a chi si è iscritto a partire dall'anno accademico 2006-2007. Il precedente sistema di borsa di studio (D.Lgs. 257/1991) è stato ritenuto un'adeguata attuazione degli obblighi europei per il periodo in questione, confermando la non retroattività delle norme più favorevoli.
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Assegno ad personam: il giudicato lo rende intoccabile
Una lavoratrice si è vista negare il pagamento di un assegno ad personam dalla Corte d'Appello, nonostante un precedente giudizio le avesse riconosciuto il diritto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il 'giudicato esterno', formatosi nel frattempo, rende il diritto intoccabile e non più discutibile. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione alla luce del diritto ormai accertato in via definitiva.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici specialisti ha citato in giudizio lo Stato italiano per il risarcimento dei danni derivanti dalla tardiva attuazione delle direttive UE sulla loro retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il termine decennale di prescrizione per i medici specializzandi decorre dall'entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto non contestava efficacemente la giurisprudenza consolidata in materia.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per una frode perpetrata da un suo dipendente. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che i ricorrenti non possono introdurre nuove argomentazioni o prove in modo non conforme alla procedura, il che ha portato alla declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito. Il caso verteva sulla presunta violazione degli obblighi informativi da parte della banca nella vendita di quote di un fondo. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", secondo cui, se le sentenze di primo e secondo grado concordano sulla ricostruzione dei fatti, il ricorso in Cassazione per omesso esame di un fatto decisivo è inammissibile. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma giudicare la corretta applicazione della legge, sancendo così l'inammissibilità ricorso Cassazione.
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Gettone di presenza: spetta per ogni riunione?
Alcuni consiglieri comunali hanno ricevuto un gettone di presenza per la partecipazione a conferenze dei capigruppo e altri organi. Il Comune ne ha chiesto la restituzione. Il Tribunale ha dato ragione al Comune, interpretando restrittivamente la legge che limita il gettone a 'consigli e commissioni'. La Cassazione, data la rilevanza della questione, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Uso cortile comune: limiti e prove in giudizio
La Corte di Appello di Napoli rigetta sia l'appello principale su un presunto sconfinamento di un garage, sia quello incidentale per il risarcimento danni da occupazione di area comune. La sentenza chiarisce il valore probatorio limitato delle mappe catastali e sottolinea che, per ottenere un risarcimento per l'illegittimo uso del cortile comune, è necessario dimostrare un pregiudizio concreto, superando la logica del danno 'in re ipsa' a favore di quella del 'danno presunto'.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1982 e il 1990. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Le incertezze giurisprudenziali invocate dai ricorrenti non sono state ritenute idonee a posticipare tale termine.
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Remunerazione medici specializzandi: no a risarcimenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per l'inadeguatezza della loro remunerazione nel periodo 1991-2005. Secondo la Corte, lo Stato italiano aveva già adempiuto agli obblighi europei con il D.Lgs. 257/1991. La normativa successiva più favorevole (D.Lgs. 368/1999) è stata una scelta discrezionale del legislatore e non può essere usata come parametro retroattivo per il calcolo dei danni. È stato inoltre confermato come legittimo il blocco degli adeguamenti inflazionistici imposto da leggi successive per ragioni di finanza pubblica.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione fa il punto
Un gruppo di medici ha richiesto il risarcimento danni per la mancata retribuzione durante la specializzazione prima del 1993. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto è soggetto a un termine di dieci anni. Il caso ruota attorno alla prescrizione per i medici specializzandi, che secondo la Corte decorre dal 27 ottobre 1999, data in cui la situazione giuridica si è sufficientemente chiarita per consentire l'esercizio del diritto.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la mancata attuazione di direttive UE. Il punto centrale è la prescrizione medici specializzandi. La Corte ha confermato che il termine decennale per l'azione di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/99, respingendo le tesi sulle incertezze giurisprudenziali come causa di sospensione del termine.
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Remunerazione medici specializzandi: no agli aumenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4082/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un adeguamento economico delle loro borse di studio per il periodo successivo al 2006. La Corte ha confermato la sua giurisprudenza consolidata, stabilendo che la legislazione nazionale, pur recependo il principio di una remunerazione adeguata imposto dalle direttive UE, ha legittimamente bloccato gli adeguamenti automatici per ragioni di bilancio. Pertanto, la richiesta di adeguamento della remunerazione medici specializzandi è stata respinta, ribadendo la discrezionalità del legislatore nazionale in materia.
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Prescrizione e processo estinto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della prescrizione e processo estinto. Una professionista ha perso il diritto all'iscrizione a un albo perché, dopo aver iniziato una causa davanti a un giudice non competente (T.A.R.), non ha riassunto il processo davanti al giudice corretto (Tribunale Civile) nei termini previsti. La Corte ha stabilito che, in questi casi, l'atto iniziale interrompe la prescrizione solo momentaneamente, non in modo permanente. Di conseguenza, il diritto si è estinto per prescrizione prima dell'inizio della nuova causa.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1993 e il 2009, ha richiesto un adeguamento economico della propria borsa di studio, ritenendola non conforme alle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la migliore remunerazione per i medici specializzandi, introdotta da una normativa del 1999, si applica solo a partire dall'anno accademico 2006-2007. La Corte ha escluso la possibilità di applicare retroattivamente tali benefici, confermando la legittimità del trattamento economico ricevuto dai ricorrenti.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
L'ordinanza 3230/2023 della Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione medici specializzandi. Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per il mancato pagamento dell'indennità durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per tali richieste di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/99. Secondo la Corte, da quella data i medici avevano la 'ragionevole certezza' della posizione dello Stato e avrebbero dovuto agire per interrompere la prescrizione.
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Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
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Assegno divorzile: cura figlia disabile e impossibilità
La Cassazione conferma l'assegno divorzile a una donna che per anni si è dedicata alla cura della figlia gravemente disabile. La Corte ha ritenuto oggettiva la sua impossibilità di procurarsi redditi, valorizzando il suo contributo familiare e rigettando il ricorso dell'ex marito.
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