La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21175/2024, ha stabilito che non esiste continuità normativa tra il reato di millantato credito, abrogato nel 2019, e quello di traffico di influenze illecite. Un soggetto condannato per millantato credito aveva chiesto la revoca della pena, ma il Tribunale aveva respinto l'istanza. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che si tratta di una vera e propria 'abolitio criminis' e che, pertanto, la condanna deve essere revocata e l'esecuzione della pena interrotta.
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