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Art. 340 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

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74 provvedimenti

Altri anni per Art. 340 Codice di Procedura Penale

Appropriazione indebita: la querela ritirata azzera la condanna
L'Imputato era stato condannato per il reato di appropriazione indebita aggravata dall'abuso di relazioni d'ufficio. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha rilevato che, per effetto del Decreto Legislativo numero 36 del 2018, il reato in questione è diventato procedibile solo a querela di parte, salvo la presenza di aggravanti ad effetto speciale, qui assenti. Di conseguenza, la Cassazione ha applicato la norma più favorevole e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento legate alla remissione.
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Remissione della querela: la condanna per lesioni viene cancellata
Il Tribunale di Modena aveva condannato L'Imputato per il reato di lesioni personali ai danni de La Persona Offesa. Successivamente alla condanna, La Persona Offesa si è presentata spontaneamente presso i Carabinieri per effettuare la remissione della querela. L'Imputato, per il tramite del proprio procuratore speciale, ha formalmente accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione della querela e ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla legge in assenza di diverso accordo tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per minaccia viene annullata
L'Imputato era stato condannato nei gradi precedenti per il reato di minaccia ai danni della Persona Offesa. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo che ha portato alla formale remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, annullando senza rinvio la sentenza di condanna. Il processo si conclude così con l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo fine alla vicenda penale, fermo restando l'obbligo di pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Due imputati erano stati condannati per il reato di lesioni personali in concorso. Successivamente alla condanna in appello, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dagli imputati. La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione della querela ignorata: annullata la condanna
L'Imputato era stato condannato per truffa. Nelle more del ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha presentato la remissione della querela, accettata dall'Imputato e trasmessa via PEC alla Corte. Tuttavia, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso senza rilevare l'estinzione del reato. L'Imputato ha quindi impugnato la decisione per errore di fatto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione della querela, se tempestiva e accettata, prevale sulle cause di inammissibilità e determina l'estinzione del reato. Di conseguenza, la Corte ha revocato la precedente ordinanza e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna.
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Remissione di querela: paga il querelante se c’è accordo
Il Giudice di Pace dichiarava l'estinzione del reato di lesioni personali per remissione di querela, addebitando però le spese processuali all'imputato (il querelato). L'imputato ha fatto ricorso evidenziando che le parti avevano concordato di porre le spese a carico del querelante (la vittima). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ricordando che la legge fa salvi gli accordi diversi tra le parti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente senza rinvio, ponendo le spese a carico del querelante, come pattuito.
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Remissione di querela: annullata la condanna dell’automobilista
Un automobilista era stato condannato per insolvenza fraudolenta continuata per non aver pagato ripetutamente il pedaggio autostradale. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società autostradale ha formalizzato la remissione di querela, ritualmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati.
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Remissione di querela: addio alla condanna per lesioni
Un'imputata, condannata in precedenza per il reato di lesioni personali colpose, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nel corso del procedimento, il procuratore speciale della persona offesa ha presentato la formale remissione di querela, che l'imputata ha accettato tacitamente. La Suprema Corte ha preso atto del venir meno della condizione di procedibilità e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto e sono state revocate tutte le statuizioni civili relative al risarcimento del danno, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputata.
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Remissione della querela: la truffa si estingue pur con la recidiva
Un uomo, accusato di truffa aggravata dalla recidiva per fatti commessi nel 2013, era stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha presentato la remissione della querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dovuto stabilire se applicare la legge del 2019, che rende la truffa aggravata procedibile d'ufficio, o la legge precedente, più favorevole, che richiedeva la querela. I giudici hanno stabilito che si applica la norma previgente perché più favorevole al reo. Di conseguenza, la remissione della querela ha estinto il reato. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, ponendo fine al processo.
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Remissione della querela: evita la condanna ma non le spese
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per diffamazione aggravata a mezzo Facebook. Nel ricorso in Cassazione, la difesa contestava la mancanza di accertamenti tecnici sull'effettivo utilizzo del profilo social e sull'indirizzo IP. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti civili hanno presentato la formale remissione della querela, ritualmente accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna per estinzione del reato. Le spese processuali sono state poste a carico dell'Imputato, non essendoci un accordo diverso tra le parti. La remissione della querela ha così evitato la condanna penale definitiva.
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Remissione di querela: reato estinto ma le spese restano
Nel caso in esame, l'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di minaccia. Successivamente alla sentenza di appello, la Persona Offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha formalmente accettato questa decisione. La Corte di Cassazione ha quindi pronunciato l'annullamento senza rinvio della condanna precedente. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato. Tuttavia, in mancanza di un accordo diverso tra le parti, le spese del procedimento giudiziario sono state poste interamente a carico dell'Imputato, come previsto dalla legge processuale penale.
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Remissione di querela: la pace tra le parti cancella la condanna
Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato dal difensore del Cittadino contro una sentenza di condanna emessa in appello. Durante il giudizio di legittimità, la difesa ha depositato il verbale contenente la formale remissione di querela da parte della persona offesa e la contestuale accettazione da parte dell'imputato. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto proprio in virtù della intervenuta remissione di querela, ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla normativa vigente.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Due cittadini erano stati condannati per lesioni personali reciproche. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, entrambi i contendenti, tramite i propri difensori muniti di procura speciale, hanno formalizzato la remissione di querela e la contestuale accettazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela estingue il reato. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente, ponendo a carico del ricorrente le sole spese del procedimento.
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Remissione di querela: fedina penale salva ma spese a carico
Un uomo condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la vittima ha deciso di ritirare la denuncia e l'imputato ha formalmente accettato questa decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, se accettata e presentata tempestivamente, estingue definitivamente il reato e prevale sulle cause di inammissibilità. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la condanna precedente senza disporre un nuovo processo. L'imputato è stato comunque condannato a pagare le spese del procedimento, poiché le parti non avevano concordato diversamente nell'atto di transazione.
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