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Art. 340 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

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74 provvedimenti

Altri anni per Art. 340 Codice di Procedura Penale

Truffa e remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Un organizzatore di viaggi subisce un processo penale per il reato di truffa dopo la cancellazione di una vacanza programmata. I giudici di merito condannano l'imputato, il quale propone ricorso per Cassazione contestando la prescrizione e diversi vizi procedurali. Prima della decisione finale di legittimità, la persona offesa deposita la formale remissione di querela e l'imputato dichiara la propria accettazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del reato e annulla la sentenza impugnata senza rinvio, addebitando le spese processuali all'imputato querelato secondo la legge.
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Incidente e remissione di querela: condanna annullata
Un automobilista ha urtato un ciclista durante una manovra di immissione stradale, causandogli una contusione alla spalla guaribile in due giorni. Il Giudice di Pace ha condannato l'automobilista per lesioni colpose al pagamento di una multa. Il difensore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, eccependo la prescrizione e depositando l'accordo con la persona offesa. La vittima ha infatti formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dal conducente presso le forze dell'ordine. La Corte di Cassazione ha verificato che il termine di prescrizione non era decorso a causa di precedenti sospensioni procedurali, ma ha dichiarato estinto il reato a seguito della pace intervenuta tra le parti. I giudici supremi hanno quindi annullato la condanna senza rinvio, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: condanna annullata per accordo
Un cittadino affronta un processo penale con l'accusa iniziale di estorsione. I giudici di merito riqualificano il fatto nel reato meno grave di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo illecito richiede la condizione di procedibilità a querela di parte. La persona offesa presenta formale rinuncia e l'accusato accetta regolarmente l'atto. Nonostante la pace tra le parti, la condanna permane nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione accerta la tempestiva remissione di querela e dichiara la totale estinzione del reato, annullando la sentenza senza rinvio e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato.
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Lesioni: condanna annullata per remissione di querela
La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda di un cittadino condannato in appello per lesioni personali, dopo l'assoluzione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e l'esclusione delle circostanze aggravanti. L'imputato ha presentato ricorso dimostrando che la vittima aveva formalizzato il ritiro della querela e che lui stesso aveva contestualmente accettato tale scelta prima del passaggio in giudicato. I giudici di legittimità hanno accertato la tempestiva remissione di querela e hanno dichiarato l'estinzione del reato di lesioni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio, addebitando comunque all'imputato le spese del procedimento come previsto dalla legge penale.
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Remissione di querela: la pace cancella la condanna penale
Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per lesioni personali, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza dei termini per il ricorso, la persona offesa ha formalmente ritirato la denuncia. L'imputato ha accettato tale revoca davanti alla polizia giudiziaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del giudizio di legittimità a carico dell'imputato, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Condanna cancellata con la remissione della querela
Un cittadino, precedentemente condannato dalla Corte di Appello per il reato di appropriazione indebita aggravata, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Durante la fase di legittimità, la persona offesa ha presentato la formale remissione della querela, revocando contestualmente la propria costituzione di parte civile. L'imputato ha accettato tale revoca. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto proprio grazie alla remissione della querela. L'imputato ha ottenuto la cancellazione della condanna penale e delle statuizioni civili di risarcimento, venendo unicamente condannato al pagamento delle spese del procedimento.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese all’imputato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino accusato del reato di minaccia semplice verso la parte offesa. Nel corso del giudizio di legittimità, la vittima ha presentato formale ritrattazione dell'atto di accusa e il difensore dell'imputato l'ha regolarmente accettata. I giudici hanno riscontrato la validità dell'accordo e l'assenza di elementi evidenti di proscioglimento nel merito. Di conseguenza, i magistrati hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. La decisione ha ufficializzato l'estinzione del reato a seguito della remissione di querela. In mancanza di un diverso patto tra le parti, la Suprema Corte ha posto le spese processuali a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un allevatore viene condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di pascolo abusivo commesso su terreni altrui. L'imputato propone ricorso davanti alla Corte di Cassazione contestando l'utilizzabilità delle prove e la liquidazione dei danni alla parte civile. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa presenta formale remissione di querela, puntualmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione accoglie l'accordo tra le parti e dichiara l'estinzione del reato. La remissione di querela prevale sulle possibili cause di inammissibilità del ricorso, azzerando le sanzioni penali inflitte nei gradi precedenti. Tuttavia, non essendoci un patto diverso tra le parti, la Corte pone a carico dell'imputato le spese del processo penale.
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Remissione di querela: basta una spunta per chiudere il processo
Un uomo viene accusato di lesioni personali colpose per aver fatto cadere una porta addosso alla vittima. Successivamente, la persona offesa decide di ritirare la denuncia. Il Giudice di Pace dichiara estinto il reato compilando un modulo prestampato e sbarrando la casella relativa alla remissione di querela. Il Procuratore Generale impugna la decisione, ritenendo la motivazione insufficiente perché redatta su un prestampato. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso. I giudici chiariscono che la remissione di querela è un atto unilaterale che non richiede una formale accettazione, ma solo la mancata opposizione dell'imputato. Di conseguenza, la compilazione del modulo prestampato con la semplice spunta è pienamente valida e sufficiente a motivare la decisione.
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Remissione di querela: quando cancella la minaccia ma non le lesioni
Un uomo, condannato per minaccia grave e lesioni personali aggravate da futili motivi, ricorre in Cassazione. Il ricorrente chiede l'estinzione dei reati per intervenuta remissione di querela e l'applicazione della particolare tenuità del fatto per le lesioni. La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso: dichiara estinto il reato di minaccia proprio grazie alla remissione di querela, riducendo la pena di quindici giorni di reclusione. Tuttavia, dichiara inammissibile il ricorso per il reato di lesioni. L'aggravante dei futili motivi non era stata contestata in appello, diventando definitiva; tale aggravante impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Frode assicurativa: condanna cancellata da querela ritirata
L'Imputato era stato condannato per il reato di frode assicurativa in relazione al danneggiamento di un veicolo di sua proprietà. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione eccependo diversi vizi procedurali, tra cui la nullità delle notifiche e la mancanza di prove sull'effettivo utilizzo del mezzo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la compagnia assicurativa ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dall'Imputato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Remissione di querela: la truffa si estingue e cancella i danni
Due soggetti, condannati nei gradi precedenti per il reato di truffa, hanno presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'annullamento della condanna. Il ricorso si fonda sulla sopravvenuta remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dagli imputati prima della scadenza dei termini. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che la remissione di querela, se ritualmente accettata, estingue il reato e prevale su eventuali vizi di inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna e hanno revocato tutte le statuizioni civili relative al risarcimento del danno, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione di querela: addio condanna ma restano le spese
Un cittadino, condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di diffamazione, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha presentato una formale remissione di querela, regolarmente accettata dal difensore dell'imputato. La Suprema Corte ha rilevato che non emergevano prove evidenti dell'innocenza dell'imputato. Di conseguenza, i giudici hanno stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva, estingue il reato e prevale su eventuali vizi di inammissibilità del ricorso. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato querelato, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Furto nel carrello: esclusa l’aggravante della destrezza
Un uomo sottrae una borsa dal carrello della spesa di una cliente in un supermercato, approfittando di un suo momento di distrazione. I giudici di merito lo condannano per furto aggravato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa ed esclude l'aggravante della destrezza. I giudici chiariscono che il semplice approfittare della distrazione altrui, non provocata dal ladro, non configura questa aggravante, la quale richiede invece una speciale abilità o astuzia. Di conseguenza, il reato viene riqualificato come furto semplice. Poiché nel frattempo la vittima ha ritirato la querela, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela.
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Remissione di querela: addio condanna ma restano le spese
L'Imputato era stato condannato per il reato di truffa ai danni della Persona Offesa. Durante la pendenza del ricorso davanti alla Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo. La Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela e l'Imputato l'ha accettata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, se presentata e accettata tempestivamente durante il giudizio di legittimità, estingue il reato. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. L'Imputato ha evitato la pena, ma deve pagare le spese del processo.
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Frode assicurativa: finto incidente ma la condanna si cancella
Due soggetti sono stati condannati per concorso in frode assicurativa per aver denunciato un falso incidente stradale mai avvenuto tra un'auto e un autocarro. Dopo la condanna in primo e secondo grado, i condannati hanno proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, la società assicuratrice, vittima del reato, ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dagli imputati. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo a carico dei ricorrenti solo le spese del processo.
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Estinzione del reato per condotte riparatorie: no ai ritardi
Un autista di autobus, guidando sotto l'effetto di alcol e a velocità eccessiva, ha causato il ribaltamento del mezzo ferendo gravemente diversi passeggeri. Il Giudice di Pace ha dichiarato l'estinzione del reato per condotte riparatorie, poiché l'assicurazione aveva risarcito il danno. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parte civile. I giudici hanno stabilito che il risarcimento è avvenuto fuori tempo massimo, ossia dopo l'udienza di comparizione, termine che ha natura perentoria. Inoltre, la revoca della querela da parte di un passeggero non ha effetto se non viene notificata all'imputato, impedendogli di accettarla o rifiutarla. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Remissione di querela: l’accordo cancella la multa penale
Un uomo era stato condannato per diffamazione a causa di alcuni messaggi SMS. Durante il terzo grado di giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'imputato ha formalmente accettato questo passo. La Suprema Corte ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna, ponendo fine alla vicenda penale. L'imputato evita così la multa e la condanna penale, anche se restano da regolare le spese del procedimento in base agli accordi o alle regole generali.
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Remissione di querela: la pace social cancella la condanna
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per il reato di diffamazione aggravata, commesso tramite messaggi pubblicati su un social network ai danni della Persona Offesa. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dal difensore dell'Imputata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela estingue il reato e cancella anche le statuizioni civili di risarcimento del danno. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata, in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Condanna cancellata: la remissione di querela salva l’imputato
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di lesioni personali. Successivamente alla sentenza d'appello, ma prima della scadenza dei termini per ricorrere in Cassazione, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è ammissibile anche se proposto al solo fine di far valere la sopravvenuta remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto per intervenuta remissione di querela. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato.
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