La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11719/2024, ha respinto il ricorso di un titolare di tabaccheria condannato per peculato. L'imputato si era appropriato di somme incassate per conto di un Comune, restituendole in seguito. La Corte ha ribadito che il peculato d'uso non è configurabile per il denaro, data la sua natura di bene fungibile. Inoltre, ha chiarito che la successiva restituzione non diminuisce l'entità del danno ai fini del riconoscimento dell'attenuante comune, la quale va valutata al momento della consumazione del reato.
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