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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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819 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Ricorso per saltum D.Lgs. 231/01: inammissibile
Una società, colpita da una misura interdittiva basata sulla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001), ha presentato un ricorso diretto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il cosiddetto ricorso per saltum non è consentito in questa materia. La legge impone un passaggio intermedio di appello cautelare davanti al tribunale competente, prima di poter adire la Cassazione, confermando un sistema di impugnazione a due gradi.
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Frode in pubbliche forniture: la Cassazione chiarisce
Una società è stata oggetto di una misura interdittiva per presunta frode in pubbliche forniture, legata a un contratto di manutenzione di ascensori per un ente pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, sottolineando che per configurare il reato di frode in pubbliche forniture non basta un semplice inadempimento, ma è necessario un comportamento malizioso e ingannevole volto a mascherare la non conformità della prestazione. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Eccezionali esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro il rinnovo della custodia cautelare in carcere. La sentenza chiarisce che le eccezionali esigenze cautelari, necessarie per ripristinare una misura annullata per vizi procedurali, non richiedono fatti nuovi, ma un grado di pericolosità sociale prossimo alla certezza, desumibile anche dagli elementi originari come la spiccata propensione a commettere reati violenti.
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Aggravante mafiosa: la Cassazione richiede il dolo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare, stabilendo un principio chiave sull'aggravante mafiosa. Il caso riguardava un individuo accusato di spaccio, ricettazione e detenzione di armi. Secondo la Corte, per contestare l'aggravante di agevolazione mafiosa non è sufficiente dimostrare l'esistenza di rapporti con una famiglia legata a un'associazione criminale, ma è necessaria una prova rigorosa del 'dolo intenzionale', ovvero la specifica volontà di commettere il reato per favorire il sodalizio. La motivazione generica basata solo su tali rapporti è stata ritenuta insufficiente, portando all'annullamento con rinvio per una nuova valutazione.
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Gravi indizi di colpevolezza e misure cautelari
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa. La Corte ha ribadito che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, basata su dichiarazioni di collaboratori e riscontri, è compito del giudice di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi dei fatti in sede di legittimità. Anche lo stato di detenzione prolungato non è sufficiente, da solo, a far venir meno le esigenze cautelari per reati di questo tipo.
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Gravità indiziaria: quando le prove non bastano
La Corte di Cassazione annulla parzialmente un'ordinanza di custodia cautelare, stabilendo che la gravità indiziaria non può basarsi su congetture o interpretazioni ambigue delle intercettazioni. La Corte ha ritenuto insufficienti le prove per singoli episodi di spaccio, ma ha confermato la misura per la partecipazione all'associazione a delinquere, basata su elementi concreti come il ruolo dell'imputato in una piantagione e in attività corruttive.
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Annullamento con rinvio: i doveri del giudice
La presidente di una cooperativa scolastica, sottoposta a misura cautelare per estorsione, ottiene l'annullamento definitivo del provvedimento. La Cassazione, dopo un primo annullamento con rinvio disatteso dal Tribunale del riesame, interviene nuovamente per chiarire il principio dell'annullamento con rinvio: il giudice a cui viene rimandato il caso ha l'obbligo di effettuare una valutazione completamente nuova e autonoma, senza limitarsi a confermare la decisione precedente.
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Gravità indiziaria: non basta essere visti insieme
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per porto d'armi e detenzione di droga. Secondo la Corte, per la gravità indiziaria non è sufficiente che l'indagato sia stato visto accovacciarsi con un complice nel luogo del ritrovamento, se manca la prova certa della sua consapevolezza riguardo al contenuto illecito di un borsello nascosto. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Reiterazione del reato: Cassazione su misure cautelari
Un ex funzionario pubblico, accusato di un sistema illecito di assegnazione di alloggi popolari, ha impugnato l'ordinanza di arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili i motivi sulla colpevolezza ma ha accolto quello sulle esigenze cautelari. La Corte ha stabilito che, essendo l'indagato andato in pensione, il tribunale avrebbe dovuto motivare specificamente sul perché persistesse un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, annullando l'ordinanza con rinvio per una nuova valutazione.
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Corruzione atti giudiziari: reato escluso prima del sì
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza aggravata dal metodo mafioso. La Corte ha stabilito che il reato di corruzione non è configurabile se l'accordo illecito avviene prima che la persona acquisisca formalmente la qualifica di testimone. Ha inoltre rinviato il caso per una nuova valutazione sull'aggravante mafiosa, richiedendo una prova rigorosa della volontà di agevolare l'associazione criminale e non solo il singolo affiliato.
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Ricorso per cassazione tardivo: conseguenze e analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti. La decisione si fonda esclusivamente sulla tardività della presentazione del ricorso. Nonostante i motivi sollevati dalla difesa, che includevano la violazione del diritto alla traduzione degli atti per l'imputato straniero, la Corte ha stabilito che il deposito dell'impugnazione oltre il termine perentorio di dieci giorni impedisce qualsiasi esame nel merito della questione. Il caso evidenzia l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali, la cui inosservanza preclude la possibilità di far valere le proprie ragioni.
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Corruzione in concorso pubblico: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un dirigente universitario accusato di corruzione in concorso pubblico. L'indagato era accusato di aver fornito le domande di un esame a un complice per venderle ai candidati. La Corte ha confermato la validità degli indizi e la misura cautelare, ritenendo irrilevante il mancato superamento della prova da parte dei candidati ai fini della configurabilità del reato.
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Giudicato cautelare: quando la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per associazione mafiosa che chiedeva la revoca della custodia in carcere. La decisione si fonda sul principio del giudicato cautelare, stabilendo che le questioni già valutate in sede di riesame, come il cosiddetto 'tempo silente', non possono essere riproposte senza elementi di novità. La Corte ha inoltre chiarito che decisioni favorevoli a coindagati non si estendono automaticamente se basate su motivi personali.
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Tempo silente: annullata custodia cautelare dopo 5 anni
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa cinque anni dopo i fatti contestati. La decisione sottolinea l'importanza del cosiddetto 'tempo silente' e del comportamento positivo dell'indagato nel valutare l'attualità delle esigenze cautelari, superando la presunzione di pericolosità legata al reato associativo in materia di stupefacenti.
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Custodia cautelare: annullata per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di partecipazione a un'associazione di tipo camorristico. La decisione si fonda sulla carente motivazione del Tribunale del riesame riguardo alle concrete ed attuali esigenze cautelari, non potendo la gravità del reato da sola giustificare la misura detentiva, specialmente a fronte di un ruolo marginale dell'indagato e del notevole tempo trascorso dai fatti.
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Misure cautelari: necessarie nuove esigenze
La Corte di Cassazione ha stabilito che, dopo la scarcerazione di un imputato per scadenza dei termini massimi di custodia cautelare, l'applicazione di nuove e più lievi misure cautelari è legittima solo se emergono esigenze cautelari nuove e diverse da quelle che avevano giustificato la detenzione originaria. La semplice persistenza delle vecchie ragioni non è sufficiente. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che imponeva a un imputato il divieto di dimora e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria basandosi sulle esigenze iniziali, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
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Sequestro del cellulare: la Cassazione e il Diritto UE
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21311/2025, ha rigettato il ricorso di un indagato contro il sequestro del cellulare disposto dal Pubblico Ministero. La Corte ha stabilito che, sebbene il diritto dell'Unione Europea richieda un controllo giudiziario preventivo per l'accesso ai dati, l'assenza di tale controllo può essere sanata da garanzie successive, come il riesame e l'incidente probatorio, che tutelano efficacemente il diritto di difesa dell'indagato.
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Interrogatorio preventivo: diritto individuale dell’indagato
La Corte di Cassazione ha annullato una misura cautelare in carcere per un indagato per spaccio, poiché non era stato effettuato l'interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che tale diritto è strettamente personale e non può essere negato a un indagato solo perché il suo procedimento è connesso a quello di altri accusati di reati più gravi, per i quali tale interrogatorio non è previsto. La mancata effettuazione, quando dovuta, determina la nullità dell'ordinanza cautelare.
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Misura Cautelare: Valutazione solo sui fatti del caso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la custodia in carcere per un professionista accusato di peculato. Sebbene la Corte abbia riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio e di recidiva), ha stabilito che la scelta della specifica misura cautelare non può basarsi su elementi esterni al procedimento, come altre indagini a carico dell'indagato, o su generiche supposizioni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione sulla misura più idonea, che sia ancorata esclusivamente ai fatti oggetto della provvisoria imputazione.
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Gravità indiziaria: Cassazione annulla misura cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per traffico di stupefacenti, sottolineando la mancanza di una solida gravità indiziaria. La decisione del Tribunale del riesame è stata giudicata congetturale e carente, poiché non ha valutato adeguatamente le intercettazioni, le ipotesi alternative della difesa e l'esito negativo delle perquisizioni, violando i principi per l'applicazione delle misure cautelari.
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