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Art. 309 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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402 provvedimenti

Altri anni per Art. 309 Codice di Procedura Penale

Articolazione mafiosa: la prova della sua esistenza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di partecipazione a un'associazione mafiosa. La Corte ha ritenuto che non fossero stati forniti gravi indizi di colpevolezza per dimostrare l'esistenza di una nuova articolazione mafiosa locale e il ruolo di vertice dell'indagato. Secondo i giudici, le intercettazioni erano ambigue e una precedente condanna non era sufficiente a provare il nuovo reato, rinviando gli atti per un nuovo esame.
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Misura cautelare: obbligo di motivazione per il carcere
Un individuo, accusato di estorsione con aggravante mafiosa, ha impugnato la misura cautelare della custodia in carcere. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza ma ha annullato la decisione riguardo alla scelta della misura. La Corte ha stabilito che, nonostante le presunzioni legali per i reati di mafia, il giudice ha l'obbligo di motivare specificamente perché una misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari, sia da ritenersi inadeguata, adempimento che nel caso di specie era mancato.
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Appello pubblico ministero: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per l'appello del Pubblico Ministero contro un'ordinanza cautelare parzialmente accolta decorre dalla comunicazione del provvedimento per l'esecuzione, e non da una successiva notifica formale della parte di rigetto. In un caso di misure cautelari, la Corte ha accolto il ricorso degli indagati, dichiarando inammissibile per tardività l'appello pubblico ministero e annullando senza rinvio la decisione del Tribunale. La sentenza ribadisce un principio di certezza e parità processuale.
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Interesse ad impugnare: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura cautelare per sopravvenuto difetto di interesse ad impugnare, poiché la misura era stata revocata. Senza una specifica richiesta per la riparazione per ingiusta detenzione, l'interesse a proseguire il giudizio viene meno.
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Confisca corruzione tra privati: prezzo vs profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per corruzione e autoriciclaggio a carico di due fratelli, manager di una grande cooperativa. La sentenza analizza la distinzione tra "prezzo" e "profitto" del reato ai fini della confisca per corruzione tra privati, stabilendo che per il corrotto le due nozioni coincidono. Tuttavia, la Corte annulla parzialmente l'ordinanza, rilevando un errore nella quantificazione del profitto del reato di autoriciclaggio, che non può coincidere con le somme illecite originarie, al fine di evitare una duplicazione della misura ablativa.
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Confisca per equivalente: il calcolo della quota
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro, riaffermando un principio cruciale sulla confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. La Corte stabilisce che il giudice, prima di poter dividere il profitto illecito in parti uguali tra i correi, ha il dovere di accertare concretamente la quota di profitto effettivamente percepita da ciascun individuo. La divisione paritaria è solo un criterio residuale, applicabile unicamente quando tale accertamento individuale si riveli impossibile.
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Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata contro un sequestro preventivo su un terreno. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse a impugnare, poiché la stessa ricorrente, pur contestando la natura demaniale marittima dell'area, ne ammetteva il carattere pubblico. Non avendo alcun titolo per ottenerne la restituzione, l'indagata è stata ritenuta priva della legittimazione a contestare il provvedimento cautelare, che mira proprio alla restituzione del bene.
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Testimonianza indiretta: la sua validità in fase cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare, chiarendo i criteri di validità della testimonianza indiretta. La Corte ha stabilito che, per l'applicazione di misure cautelari, sono sufficienti elementi che fondino una qualificata probabilità di colpevolezza e che la testimonianza "de relato" è utilizzabile quando la fonte primaria è identificata, anche se si tratta di un co-indagato.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di 230.000 euro, accogliendo il ricorso di un indagato. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può limitarsi a generiche affermazioni, ma deve rispondere puntualmente alle censure difensive e specificare la natura del sequestro (impeditivo o finalizzato alla confisca), rispettando la richiesta del Pubblico Ministero.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un ricercatore universitario indagato per truffa. Sebbene la Corte abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (la probabilità del reato), ha censurato la motivazione del provvedimento riguardo al 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio di dispersione del patrimonio. La sentenza sottolinea che anche nel sequestro finalizzato alla confisca, il giudice deve fornire una motivazione specifica e non generica su tale rischio.
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Sequestro smartphone: i limiti al potere degli inquirenti
La Corte di Cassazione ha annullato il sequestro probatorio di uno smartphone appartenente a un soggetto indagato per favoreggiamento. La misura è stata ritenuta illegittima poiché il decreto del pubblico ministero mancava di una motivazione specifica sulla proporzionalità e sulla necessità di acquisire l'intera mole di dati del dispositivo. Un sequestro smartphone indiscriminato, senza chiari criteri di selezione e limiti temporali, costituisce una ricerca esplorativa vietata e una violazione del diritto alla riservatezza.
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Interrogatorio preventivo: la misura cautelare è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omesso interrogatorio preventivo. La Corte ha stabilito che la deroga a tale adempimento, basata sul pericolo di inquinamento probatorio, deve essere motivata in modo specifico per la posizione di ogni singolo indagato, non essendo sufficiente un riferimento generico al rischio relativo ad altri coindagati. L'assenza di una motivazione adeguata sulla connessione tra i reati o sul collegamento probatorio rende la misura illegittima.
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Autonoma valutazione: Cassazione su nullità ordinanza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato in custodia cautelare per associazione mafiosa. L'imputato lamentava la mancanza di autonoma valutazione da parte del giudice. La Corte ha stabilito che, per la nullità, non basta una censura generica, ma occorre dimostrare come una valutazione critica avrebbe cambiato la decisione. Il ricorso è stato anche ritenuto inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo allegato prove decisive.
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Gravità indiziaria: Cassazione su mafia e ‘ndrangheta
Un individuo, sottoposto a custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, estorsione e narcotraffico, ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa ha contestato l'attendibilità di un collaboratore di giustizia e l'interpretazione delle intercettazioni. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che per la valutazione della gravità indiziaria, l'analisi logica delle conversazioni intercettate, che dimostrano un ruolo funzionale dell'indagato all'interno del clan, è preponderante. Anche in presenza di debolezze nelle dichiarazioni del collaboratore, le intercettazioni possono costituire il nucleo centrale della prova cautelare. La Corte ha inoltre confermato la possibilità di concorso tra il reato di associazione mafiosa e quello di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
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Annullamento con rinvio: effetti sulla misura alternativa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2180/2026, ha stabilito che l'annullamento con rinvio di un'ordinanza che concede una misura alternativa, come l'affidamento in prova, comporta la sua immediata cessazione. A seguito della decisione, il condannato deve tornare al regime detentivo precedente. La Corte ha rigettato la tesi del ricorrente, il quale sosteneva che la misura dovesse rimanere efficace fino al nuovo giudizio, e ha chiarito che il principio di continuità previsto per le misure cautelari non è estensibile alle misure alternative, in assenza di una specifica previsione normativa.
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Giudicato cautelare: quando può essere superato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame per vizio di motivazione. Il caso riguarda i limiti del cosiddetto giudicato cautelare e l'obbligo del giudice di valutare attentamente i 'fatti nuovi', come una decisione favorevole emessa nei confronti di un co-indagato, che potrebbero indebolire il quadro indiziario a carico di un'altra persona in custodia cautelare.
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Riesame sequestro preventivo: i termini procedurali
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dei termini nel procedimento di riesame sequestro preventivo. Con la sentenza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta tardività della decisione del Tribunale, specificando che il termine di dieci giorni per la decisione decorre dalla ricezione completa degli atti. La Corte ha inoltre ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione.
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Riesame misure cautelari reali: il termine è ordinatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro. La sentenza chiarisce un punto cruciale del procedimento di riesame misure cautelari reali: il termine di dieci giorni previsto per la decisione del Tribunale del Riesame ha natura meramente ordinatoria e non perentoria. Pertanto, il suo superamento non comporta l'inefficacia della misura. La Corte ha inoltre ribadito che in sede di legittimità non si può contestare l'illogicità della motivazione, ma solo la sua totale assenza o apparenza.
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Scambio elettorale: annullata misura cautelare
Un politico, accusato di scambio elettorale politico-mafioso per aver promesso benefici al leader di un clan in cambio di voti, si è visto annullare la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha ritenuto che il Tribunale del Riesame non avesse adeguatamente motivato la sussistenza attuale del pericolo di reiterazione del reato, soprattutto alla luce della comprovata ostilità sopravvenuta tra il politico e il suo ex referente criminale.
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Confisca del denaro: la Cassazione cambia le regole
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo un principio fondamentale sulla confisca del denaro. Contrariamente a un precedente orientamento, la Corte afferma che non basta la fungibilità del denaro per qualificarlo come profitto del reato. È necessaria la prova di un nesso di derivazione causale tra la somma sequestrata e l'illecito contestato. In assenza di tale prova, la confisca non è diretta ma per equivalente. La decisione impone un onere probatorio più stringente per l'accusa e rivaluta l'importanza della dimostrazione della lecita provenienza delle somme.
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