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Art. 3 Costituzione — Anno 2023

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719 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Impedimento avvocato: i limiti dell’art. 81 bis cpc
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24631/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato tardivamente da un avvocato impegnato in un affidamento preadottivo. I giudici hanno chiarito che il legittimo impedimento dell'avvocato previsto dall'art. 81 bis disp. att. c.p.c. non sospende automaticamente i termini per le impugnazioni, ma si applica solo alla gestione del calendario del processo. Per i termini perentori scaduti, resta necessaria la richiesta di rimessione in termini, provando una causa non imputabile e di carattere assoluto.
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Addebito separazione: la Cassazione chiarisce i limiti
Una donna ricorre in Cassazione dopo il rigetto della sua richiesta di addebito separazione e di mantenimento. Adduce l'esistenza di procedimenti penali contro il marito e vari vizi procedurali. La Corte Suprema respinge il ricorso, ribadendo che il giudice civile deve valutare autonomamente la causa della crisi coniugale. È stato accertato che i comportamenti del marito erano una conseguenza, e non la causa, di una crisi già in atto, escludendo così l'addebito.
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Confisca allargata: inammissibile il riesame nel merito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso straordinario presentato da un condannato per usura e dai suoi familiari avverso una sentenza che aveva confermato la confisca allargata dei loro beni. La Corte ribadisce che tale misura è una misura di sicurezza basata su una presunzione relativa di illecita provenienza, e che il ricorso per errore di fatto non può essere utilizzato per ottenere un riesame nel merito della valutazione del giudice, ma solo per correggere sviste materiali.
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Sequestro preventivo profitto: nesso causale obbligato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo del profitto per il reato di sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.). La Corte ha stabilito che non è sufficiente basarsi su un nuovo e maggiore calcolo delle retribuzioni non versate, ma è indispensabile dimostrare il nesso di causalità diretto tra il profitto sequestrato e le specifiche condizioni di sfruttamento che costituiscono il reato, le quali vanno oltre il semplice inadempimento contrattuale.
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Concorso morale: la Cassazione e l’omicidio premeditato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 24 anni per un imputato accusato di concorso morale in un omicidio premeditato. La sentenza stabilisce che il ruolo di istigatore è fondamentale e non marginale, anche se l'imputato non ha partecipato materialmente all'esecuzione. La premeditazione è stata confermata nonostante il lasso di tempo di circa due mesi tra la pianificazione e l'omicidio, in quanto il proposito criminale è rimasto unico e stabile.
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Pena proporzionata: Cassazione su recidiva e droga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la pena minima di sei anni prevista per questo reato è una pena proporzionata e conforme ai principi europei. Inoltre, ha confermato la legittimità costituzionale del divieto di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, ritenendo che il giudizio di equivalenza tra le circostanze sia sufficiente a garantire un trattamento sanzionatorio adeguato.
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Indennità fine rapporto agente e pensione anticipata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17235/2023, ha stabilito che l'indennità di fine rapporto agente non è automaticamente dovuta in caso di dimissioni per accedere alla pensione anticipata di vecchiaia. Il diritto sorge solo se esplicitamente previsto dall'Accordo Economico Collettivo applicabile al momento della cessazione del rapporto. La Corte ha chiarito che la pensione anticipata, basata su un requisito contributivo, è una scelta dell'agente e non rientra nelle cause di forza maggiore come l'età per la pensione di vecchiaia standard, previste dall'art. 1751 c.c.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13851/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico specializzando volto a ottenere una maggiore quantificazione del risarcimento per la mancata attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato che il credito ha natura di 'debito di valuta' e non di 'valore', escludendo quindi la rivalutazione monetaria e stabilendo che gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Questo consolida l'orientamento giurisprudenziale sul tema del risarcimento medici specializzandi.
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Giudicato interno: Cassazione e la causa dei medici
Tre medici chiedevano un'indennità per la specializzazione basata su direttive UE. Vittoriosi in primo grado, la loro domanda veniva rigettata in appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la corrispondenza dei corsi alle direttive, accertata in primo grado e non specificamente appellata, era coperta da giudicato interno, rendendo illegittima la revisione da parte della Corte d'Appello.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la decisione di rigetto di un reclamo contro la dichiarazione di fallimento di una società. Il caso verteva su un complesso tentativo di concordato preventivo, che prevedeva il conferimento dell'azienda in una nuova società (newco). La Corte ha ritenuto infattibile il piano, azzerando il valore della partecipazione nella newco poiché questa, per legge, rispondeva dei debiti dell'azienda conferita. Questo ha reso inammissibili gli altri motivi di ricorso, confermando la legittimità della sentenza di fallimento.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha promosso un'azione legale per l'annullamento di diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su una nuova normativa. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è permessa solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Imposta regionale concessioni: quando si applica?
Una società energetica ha contestato un'imposta regionale su una concessione demaniale per una centrale termoelettrica. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta regionale concessioni demaniali è dovuta, poiché il presupposto è l'occupazione di un bene statale, a prescindere dall'ente concedente. Tuttavia, ha annullato le sanzioni per l'omesso versamento, riconoscendo una situazione di "incertezza normativa oggettiva" che rendeva scusabile l'errore del contribuente.
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Deducibilità costi accertamento: la Cassazione decide
Un imprenditore individuale, a seguito di un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, si è visto negare la deduzione dei costi. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha stabilito un principio fondamentale sulla deducibilità costi accertamento: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, il contribuente ha sempre il diritto di provare, anche in via presuntiva, i costi sostenuti per produrre i ricavi non dichiarati. La Corte ha cassato la sentenza di merito, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Rendimento fondi pensione: la tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha negato un rimborso fiscale agli eredi di un ex dirigente, stabilendo che la tassazione agevolata sul rendimento fondi pensione si applica solo alla quota che rappresenta un effettivo profitto da investimenti sul mercato. In assenza di tale prova, che spetta al contribuente fornire, l'intera somma è tassata come TFR. La sentenza della commissione tributaria è stata annullata per motivazione contraddittoria.
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Indennità di esproprio: la Cassazione e la legge speciale
Un proprietario terriero contesta un'indennità di esproprio ridotta, calcolata secondo una legge speciale per la realizzazione di un'opera ferroviaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del criterio di calcolo riduttivo in virtù del perseguimento di un interesse pubblico superiore. La Corte ha inoltre stabilito che, in caso di concessione traslativa, l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'indennità è il concessionario dell'opera.
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Indennità di accompagnamento e assegno di mantenimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10423/2023, ha stabilito che l'erogazione dell'indennità di accompagnamento in favore del figlio disabile non costituisce una circostanza idonea a giustificare la riduzione dell'assegno di mantenimento a carico del genitore. Tale prestazione ha natura assistenziale e non reddituale, essendo finalizzata a coprire le spese straordinarie legate alla disabilità e non a sollevare i genitori dai loro obblighi di mantenimento ordinario.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi in anni accademici successivi al 1992, ha richiesto un trattamento economico superiore, basandosi sulla normativa più favorevole introdotta per i corsi iniziati dal 2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10352/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la borsa di studio percepita all'epoca era adeguata e conforme alle direttive europee. La Corte ha ribadito che il nuovo e più vantaggioso regime del contratto di formazione non ha efficacia retroattiva e rappresenta una scelta discrezionale del legislatore, non un'attuazione tardiva di obblighi comunitari.
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Autodichia: ricorso inammissibile contro il Senato
Una società, esclusa da una gara d'appalto indetta da un organo costituzionale, ha impugnato la decisione davanti agli organi di giustizia interna (autodichia). Dopo la conferma dell'esclusione, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le decisioni degli organi di autodichia, espressione dell'autonomia costituzionale, non sono sindacabili dalla giurisdizione ordinaria.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha promosso un'impugnazione estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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