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Art. 3 Costituzione — Anno 2023

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719 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Deducibilità IRAP retroattiva: Cassazione fissa i limiti
Una società si è vista negare il rimborso per l'IRAP versata dal 1998 al 2003. La Cassazione ha confermato i limiti alla deducibilità IRAP retroattiva, ribadendo che la norma non si applica ai periodi d'imposta per cui era già scaduto il termine per la richiesta di rimborso. La decisione sottolinea l'ampia discrezionalità del legislatore in materia fiscale.
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Indennità di esproprio: la tassabilità e il ritardo
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla tassabilità dell'indennità di esproprio. Se il pagamento è ritardato ingiustificatamente dalla Pubblica Amministrazione oltre l'entrata in vigore della legge impositiva, l'indennità potrebbe non essere tassabile. Il caso è stato rinviato per determinare se un accordo transattivo costituisse un nuovo procedimento o facesse parte di quello originario, un fattore chiave per valutare il ritardo.
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Risarcimento vittime reati violenti: la direttiva UE
Un cittadino, vittima di un grave reato violento nel 1990, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento basato sulla tardiva attuazione della Direttiva europea 2004/80/CE. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il diritto al risarcimento per vittime di reati violenti, previsto dalla normativa di recepimento, spetta solo per i fatti accaduti dopo il 30 giugno 2005. La Corte ha chiarito che la direttiva stessa permetteva agli Stati membri di limitarne l'applicazione temporale, opzione legittimamente esercitata dall'Italia.
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Termine impugnazione licenziamento: la nuova legge
Un lavoratore, licenziato nel 2006, impugna il provvedimento fuori dal tribunale ma avvia la causa giudiziaria solo nel 2019. Nel frattempo, una legge del 2010, efficace dal 2011, ha introdotto un nuovo e più breve termine impugnazione licenziamento. La Corte di Cassazione ha confermato che questo nuovo termine si applica anche ai licenziamenti precedenti, facendo decorrere il tempo dalla data di entrata in vigore della nuova legge. Di conseguenza, il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza.
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Contratto misto: quando si applica la locazione
Una società immobiliare ha costruito un complesso per un ente pubblico, pattuendo un canone di locazione. A seguito dei tagli imposti dalla "spending review", il canone è stato ridotto. La società ha sostenuto che si trattasse di un contratto misto di appalto-locazione, non soggetto ai tagli. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, qualificando l'accordo come locazione di cosa futura, e ha confermato la legittimità della riduzione del canone, poiché l'obiettivo primario dell'ente era l'utilizzo dell'immobile, non la sua costruzione.
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Pena illegale: Cassazione su revoca patente e DUI
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conducente condannata per guida in stato di ebbrezza. I motivi, relativi alla mancata omologazione dell'etilometro e all'applicazione della revoca della patente, sono stati respinti. La Corte chiarisce la distinzione tra pena illegale e pena illegittima, confermando che la questione sulla revoca non poteva essere sollevata per la prima volta in Cassazione.
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Inammissibilità appello: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità appello emessa dalla Corte d'Appello. Il caso nasceva da un'opposizione all'esecuzione per il rilascio della casa coniugale. L'appellante aveva basato il suo ricorso su motivi estranei alla 'ratio decidendi' della sentenza di primo grado, rendendo il gravame inammissibile. La Cassazione ha rigettato tutti i motivi del ricorrente, giudicandoli inammissibili e manifestamente infondati, e lo ha condannato al pagamento delle spese legali.
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Risarcimento del danno: la prova è sempre necessaria
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per l'inadempimento di un accordo transattivo. Sebbene i tribunali abbiano confermato la risoluzione dell'accordo per colpa del Comune, la richiesta di risarcimento del danno del cittadino è stata respinta. La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il danno non può essere presunto (non è 'in re ipsa'), ma deve essere sempre specificamente provato da chi lo richiede. La semplice violazione di un contratto non è sufficiente per ottenere un indennizzo.
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Ricusazione giudici: quando è inammissibile?
Un ricorrente ha presentato un'istanza per la ricusazione di tre giudici della Corte di Cassazione, sostenendo una loro presunta parzialità derivante da precedenti decisioni in altri procedimenti che lo riguardavano. La Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile, stabilendo che i motivi di ricusazione giudici sono applicabili solo a pronunce emesse all'interno dello stesso procedimento e che, per legge, i giudici chiamati a decidere su una ricusazione non possono a loro volta essere ricusati.
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Rescissione del giudicato: quando si può chiedere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40824/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per ricettazione che chiedeva la rescissione del giudicato. La Corte ha stabilito che la mancata conoscenza del processo era imputabile alla sua condotta negligente, dato che era stato sottoposto a misure cautelari e a fermo di indiziato di delitto. Tali atti, secondo i giudici, costituiscono prova sufficiente della conoscenza del procedimento a suo carico, escludendo l'ignoranza incolpevole e rendendo inammissibile la richiesta.
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Addizionale IRES: Legittima per la Cassazione
Una società di gestione del risparmio ha contestato la legittimità costituzionale dell'addizionale IRES dell'8,5%, introdotta nel 2013 per il settore finanziario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del tributo. La Corte ha stabilito che l'imposta, sebbene straordinaria e temporanea, non era arbitraria, in quanto inserita in un contesto di interventi compensativi e finalizzata a finanziare l'abolizione della seconda rata IMU. La decisione si allinea a precedenti pronunce della Corte Costituzionale, escludendo la violazione dei principi di capacità contributiva, uguaglianza e dei presupposti per la decretazione d'urgenza.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un ex socio di una società di persone impugnava una serie di atti fiscali, tra cui avvisi di accertamento e cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (c.d. Rottamazione), pagando le somme dovute. La Suprema Corte, prendendo atto dell'avvenuta adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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Dividendi esteri: no esenzione senza tassa all’origine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28154/2023, ha negato il diritto a una società italiana di beneficiare dell'esenzione fiscale del 95% sui dividendi esteri provenienti da una controllata francese. Poiché la società francese era un'entità fiscalmente trasparente e i suoi utili non erano stati tassati in Francia, la Corte ha stabilito che l'applicazione dell'esenzione in Italia avrebbe generato una inammissibile doppia non imposizione, contraria alla ratio della norma, che è quella di evitare la doppia imposizione.
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Sorveglianza speciale: limiti delle prescrizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale contestava la legittimità di alcune prescrizioni ritenute generiche (come 'vivere onestamente') e la durata della misura. La Corte ha stabilito che tali prescrizioni, pur non integrando reato in caso di violazione, sono legittime come regole di condotta e possono portare a un aggravamento della misura. È stata inoltre confermata la proporzionalità della durata della sorveglianza speciale, in quanto adeguatamente motivata dalla pericolosità sociale del soggetto.
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Protezione speciale: Unilav prova il lavoro
Un cittadino straniero si vede negata la protezione speciale perché il Tribunale ritiene la sua integrazione debole, svalutando le comunicazioni di assunzione (Unilav) senza le relative buste paga. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che per la protezione speciale l'Unilav è una prova sufficiente del rapporto di lavoro, avendo un valore probatorio preminente in quanto dichiarazione ufficiale. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Opposizione cartella esattoriale privacy: i termini
Un Comune ha ricevuto una cartella esattoriale per una sanzione del Garante Privacy, relativa alla pubblicazione illecita di dati sanitari. L'opposizione del Comune è stata respinta perché i motivi di merito dovevano essere sollevati in precedenza, secondo la procedura speciale introdotta dal D.Lgs. 101/2018. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che, in assenza di nuove memorie difensive, l'atto di contestazione si converte automaticamente in un titolo esecutivo, rendendo l'opposizione cartella esattoriale privacy tardiva e infondata nel merito.
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Vaccinazione figli: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre contro la decisione che autorizzava la madre a procedere alla vaccinazione dei figli minori contro il Covid-19. La Corte ha stabilito che tali provvedimenti, emessi in caso di disaccordo genitoriale, rientrano nella volontaria giurisdizione e non hanno carattere decisorio su diritti soggettivi, pertanto non sono impugnabili con ricorso straordinario. L'unica parte potenzialmente impugnabile, quella sulle spese legali, è stata comunque rigettata nel merito.
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Indennizzo vaccino antinfluenzale: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26615/2023, ha stabilito che spetta l'indennizzo previsto dalla legge 210/1992 anche per i danni irreversibili conseguenti alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, sebbene non obbligatorio ma solo raccomandato. La decisione si fonda sul principio di solidarietà sociale, secondo cui la collettività deve farsi carico delle rare conseguenze negative subite dal singolo a tutela della salute pubblica. Di conseguenza, il diritto all'indennizzo vaccino antinfluenzale non è limitato alle sole categorie a rischio per cui la vaccinazione era primariamente indicata.
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Abuso relazioni domestiche: il cumulo di aggravanti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36011/2023, ha stabilito che l'aggravante comune per l'abuso di relazioni domestiche può concorrere con quella speciale prevista per la violenza sessuale commessa dal genitore. Il caso riguarda un padre che abusava della figlia minorenne nella casa della nonna paterna. La Corte ha chiarito che le due aggravanti hanno fondamenta diverse: la prima, di natura oggettiva, riguarda l'approfittamento di un contesto ambientale che facilita il reato; la seconda, soggettiva, punisce la violazione del legame parentale.
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