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Art. 2967 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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65 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Revoca finanziamento pubblico: quando è legittima?
Un'associazione di categoria si è vista revocare un contributo regionale a causa di una rendicontazione basata su fatture false. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca del finanziamento pubblico nella sua interezza, ritenendo la condotta una grave violazione degli obblighi previsti dal bando. L'ordinanza ha inoltre convalidato la condanna per responsabilità processuale aggravata, data la pretestuosità del ricorso.
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Successione nel contratto: quando si trasferiscono gli oneri
Una società di gestione stradale ha citato in giudizio un'azienda agricola per canoni di concessione non pagati. L'azienda, avendo acquistato l'attività da un precedente proprietario, ha negato la propria responsabilità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che in un caso di successione nel contratto di concessione, l'obbligo di pagamento è personale e non si trasferisce automaticamente senza un formale atto di subentro, rigettando così il ricorso della società stradale.
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Indennità di espropriazione: chi è il proprietario?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato un caso di determinazione dell'indennità di espropriazione per la realizzazione di un'opera ferroviaria. La società espropriante aveva contestato la decisione della Corte d'Appello su diversi punti, tra cui la titolarità di una strada vicinale e la valutazione dei terreni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave: nei procedimenti di esproprio, fa fede l'intestatario catastale per garantire la celerità della procedura, senza che ciò configuri un litisconsorzio necessario con altri potenziali proprietari. Inoltre, la valutazione dei terreni, anche se soggetti a vincoli, deve considerare il loro potenziale economico effettivo, e tale valutazione di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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Data Certa: Prova del Credito nel Fallimento
Una società creditrice ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento per un credito derivante da un accordo commerciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La motivazione principale è la mancanza di una prova della 'data certa' dell'accordo anteriore alla dichiarazione di fallimento. La Corte ha ribadito che, nei confronti della massa dei creditori, la prova non può basarsi su elementi provenienti dalla sola parte creditrice (come fatture o registri contabili non vidimati), ma richiede fatti oggettivi e incontestabili.
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Omologazione concordato: inammissibile il ricorso
Un creditore ha impugnato l'omologazione di un concordato preventivo, contestando la certezza del proprio credito, l'affidabilità del garante e la copertura dei costi di ripristino ambientale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le valutazioni sulla fattibilità del piano e sulla capienza patrimoniale del garante sono accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità, se sorretti da motivazione adeguata. L'omologazione concordato preventivo è stata quindi confermata.
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