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Art. 2967 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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72 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Iscrizione cassa geometri: quando è obbligatoria?
Un geometra, lavoratore dipendente e già iscritto all'INPS, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla cassa geometri sorge non dalla mera iscrizione all'albo, ma dall'effettivo utilizzo delle competenze professionali nell'ambito dell'attività lavorativa, anche se subordinata. La decisione si è fondata su prove documentali che attestavano lo svolgimento di mansioni riconducibili alla professione di geometra.
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Contratto a progetto: quando è lavoro subordinato
Una società è stata condannata per aver utilizzato contratti a progetto che, secondo i giudici, mascheravano veri e propri rapporti di lavoro subordinato a causa della mancanza di un progetto specifico e definito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che in assenza di un progetto genuino, il contratto si converte automaticamente in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Questa situazione, inoltre, configura l'ipotesi di evasione contributiva e non una semplice omissione, con conseguenze sanzionatorie più gravi per il datore di lavoro.
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Licenziamento carta carburante: quando è legittimo?
Un dipendente pubblico è stato licenziato per l'uso improprio della carta carburante aziendale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, dichiarando inammissibile il ricorso del lavoratore. La decisione sottolinea che, una volta provato l'abuso, non è possibile contestare in Cassazione la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito, né appellarsi a presunte prassi aziendali non dimostrate come decisive.
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Licenziamento mancato scontrino: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per mancato scontrino. Un dipendente, responsabile di omesse registrazioni di cassa, è stato licenziato per giusta causa. La Corte ha stabilito che tale condotta, anche per importi modesti, lede irrimediabilmente il rapporto fiduciario con il datore di lavoro, giustificando il recesso, a prescindere dalla prova di un'effettiva appropriazione indebita delle somme.
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Contratto collettivo operai forestali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agenzia regionale contro un proprio dipendente, un operaio forestale. La Corte ha confermato che al lavoratore, trasferito dalla Regione all'Agenzia, spetta l'indennità per il tragitto casa-lavoro prevista dal contratto collettivo operai forestali di settore. È stato stabilito che, nonostante la natura pubblica dell'ente, specifiche leggi nazionali e regionali legittimano l'applicazione della contrattazione collettiva privata per questi lavoratori, data la peculiarità storica del settore.
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Contratto operai forestali: quale si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che al rapporto di lavoro degli operai idraulico-forestali dipendenti da un ente pubblico regionale si applica il contratto collettivo nazionale (CCNL) di settore, di natura privatistica, per gli aspetti economici. La Corte ha rigettato il ricorso di un'agenzia regionale che si opponeva al pagamento di un'indennità di percorso a un dipendente, sostenendo che dovesse applicarsi la disciplina del pubblico impiego. Secondo la Suprema Corte, una normativa speciale, sia nazionale che regionale, prevale sulle regole generali, legittimando l'applicazione del contratto operai forestali per la determinazione del trattamento economico.
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Riconoscimento titolo: diploma valido se scuola paritaria?
Un lavoratore contesta l'esclusione da graduatorie scolastiche per un diploma ottenuto da un istituto la cui qualifica di 'scuola paritaria' è stata riconosciuta solo retroattivamente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rileva un vizio nella notifica del ricorso all'Avvocatura dello Stato. Dispone quindi la rinnovazione della notifica e rinvia la causa a pubblica udienza, sottolineando l'importanza della questione per l'uniforme interpretazione della legge (valenza nomofilattica).
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Indennità sostitutiva ferie: onere della prova del datore
Un dirigente si è visto negare in appello il pagamento dell'indennità sostitutiva ferie non godute, poiché ritenuto in grado di organizzarsi autonomamente il riposo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che spetta sempre al datore di lavoro l'onere di provare di aver messo il lavoratore, anche se dirigente, nelle condizioni effettive di fruire delle ferie, invitandolo formalmente e avvisandolo della possibile perdita.
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Cassa Geometri: iscrizione all’albo obbliga al minimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un geometra iscritto all'albo professionale è tenuto a versare i contributi minimi alla Cassa Geometri, anche se la sua attività principale è quella di amministratore di una società. La sola iscrizione all'albo è considerata condizione sufficiente per l'obbligo contributivo, basato su un principio di solidarietà, a prescindere dalla continuità dell'esercizio professionale o dal reddito prodotto. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Requisito dimensionale e licenziamento: la Cassazione
Una lavoratrice, licenziata per presunta condotta irrispettosa, otteneva in Appello un'indennità basata su un licenziamento sproporzionato. La Corte di Cassazione ha però annullato la decisione, evidenziando che il giudice di merito non aveva correttamente verificato il requisito dimensionale dell'azienda, ovvero il numero esatto di dipendenti. Tale accertamento è fondamentale per determinare la tutela applicabile. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Obbligo di repêchage: no a un nuovo contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'azienda, invece di adempiere all'obbligo di repêchage cercando una ricollocazione interna, aveva proposto al dipendente una nuova assunzione a termine con mansioni e retribuzione inferiori. Secondo la Corte, questa offerta non costituisce un valido tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ma ne conferma anzi la disponibilità, rendendo il recesso ingiustificato.
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Abuso contratti a termine: la stabilizzazione non sana
La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione di un lavoratore pubblico, avvenuta tramite una procedura concorsuale, non sana il precedente abuso di contratti a termine. L'assunzione a tempo indeterminato derivante dal superamento di una selezione basata sul merito non elimina il diritto del lavoratore a ricevere un'indennità risarcitoria per l'illegittima reiterazione dei rapporti di lavoro precari. L'ente pubblico è stato quindi condannato a risarcire il danno, poiché la stabilizzazione non è stata considerata una misura sanzionatoria diretta per l'abuso commesso.
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