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Art. 2967 Codice Civile — Anno 2022

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32 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Riporto delle perdite fiscali: il Fisco perde contro il socio
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Contribuente il riporto delle perdite fiscali accumulate da un ramo d'azienda ricevuto in affitto. Secondo il Fisco, l'operazione violava i limiti di legge sul cambio di controllo societario. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione alla Società Contribuente. I giudici hanno stabilito che il limite al riporto delle perdite non si applica se il controllo del gruppo fa capo allo stesso soggetto, anche se questo è una persona fisica (holding personale) e non una società. La Cassazione ha quindi annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo giudizio basato su questo principio, respingendo anche il ricorso del Fisco sulla deducibilità di alcuni costi di gestione.
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Motivazione contraddittoria: l’assicurato batte la sentenza
Una società assicurata ha chiesto il risarcimento dei danni subiti dal proprio immobile a causa di un forte temporale. L'assicurazione ha rifiutato il pagamento. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta, ritenendo non provati i danni. Tuttavia, la stessa compagnia assicurativa aveva ammesso, tramite la perizia del proprio tecnico, la rottura di vetrate e finestre al primo piano dell'edificio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'assicurato, rilevando una evidente motivazione contraddittoria nella sentenza d'appello. I giudici di secondo grado hanno infatti affermato contemporaneamente che il danno era stato descritto dal perito dell'assicurazione e che non vi era prova del danno stesso. La sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione.
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Azione revocatoria ordinaria: donare la casa non salva dai debiti
Un uomo, garante per i debiti di una società, ha donato due immobili alla ex moglie e al figlio. La banca creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci queste donazioni, sostenendo che riducessero le garanzie patrimoniali. Il debitore si è difeso affermando che le donazioni servivano ad adempiere a un debito scaduto per il mantenimento dei figli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore. I giudici hanno stabilito che il trasferimento di immobili in sostituzione del denaro dovuto (la cosiddetta datio in solutum) non costituisce un adempimento diretto e obbligato, ma una scelta volontaria. Di conseguenza, tale atto non è esente da revoca. Il debitore non ha inoltre dimostrato l'assenza di altri beni idonei a soddisfare il credito della banca.
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Prescrizione delle cartelle esattoriali: stop ai limiti di tempo
Un cittadino ha impugnato un estratto di ruolo per contestare la prescrizione delle cartelle esattoriali relative a sanzioni amministrative, lamentando la mancata notifica di atti successivi al verbale originario. Il Tribunale aveva dichiarato inammissibile il ricorso per tardività. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che, se si contesta un fatto estintivo sopravvenuto come la prescrizione, non si applica il termine di decadenza di trenta giorni. L'opposizione all'esecuzione può essere proposta senza limiti di tempo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale per un nuovo esame.
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Rimessione in termini negata: il Comune perde contro la ONLUS
Un Comune ha impugnato tardivamente una sentenza d'appello in materia di ICI, chiedendo la rimessione in termini perché la cancelleria non aveva comunicato tempestivamente il deposito della decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il termine lungo per impugnare decorre automaticamente dal deposito della sentenza in cancelleria, a prescindere dalle comunicazioni di segreteria. La mancata conoscenza della sentenza dovuta a omessa verifica del difensore costituisce un errore di diritto non scusabile, escludendo così la rimessione in termini. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Accertamento analitico-induttivo: Fisco vince contro la società
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società per infedele dichiarazione dei ricavi, applicando l'accertamento analitico-induttivo. La società ha impugnato l'atto, sostenendo la regolarità delle proprie fatture. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la legittimità della ricostruzione del fisco. I giudici hanno chiarito che, qualora l'ufficio finanziario dimostri l'inattendibilità complessiva della contabilità attraverso presunzioni gravi e precise, l'onere della prova si sposta sul contribuente. La società non è riuscita a dimostrare la distinzione tra le ore di lavoro dedicate all'attività principale e quelle residuali. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il maggior imponibile accertato e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
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Inammissibilità del ricorso tributario: no al blocco se manca l’atto
Il Contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per imposte di registro. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'originario ricorso inammissibile perché il cittadino non aveva allegato copia dell'atto impugnato, impedendo la verifica della tempestività del ricorso. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la mancata allegazione dell'atto non comporta l'automatica inammissibilità del ricorso tributario. Questo rigido effetto sanzionatorio si applica solo in casi estremi. Se l'Amministrazione Finanziaria non contesta la data di notifica indicata dal contribuente, il giudice non può dichiarare il ricorso inammissibile senza prima aver ordinato l'esibizione del documento. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Rettifica valore terreno: il fisco perde contro il vincolo
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di rettifica e liquidazione contro una società di costruzioni, contestando il prezzo di acquisto di un terreno e rideterminandolo al rialzo. L'acquirente ha impugnato l'atto, sostenendo che il valore fosse fortemente deprezzato a causa di un vincolo idrogeologico. I giudici di merito hanno dato ragione all'acquirente, annullando la pretesa fiscale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del fisco. La Corte ha stabilito che l'Agenzia non ha rispettato il principio di autosufficienza, omettendo di allegare i documenti chiave, e che i giudici di merito hanno correttamente valutato il reale deprezzamento del terreno dovuto alle limitazioni urbanistiche. Di conseguenza, la rettifica valore terreno operata dall'ufficio è stata definitivamente annullata.
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Verbale di accertamento dell’INPS: il valore della fede pubblica
Il Datore di Lavoro ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali non versati, emessa a seguito di un verbale di accertamento dell'INPS. La Corte d'Appello ha confermato parzialmente la pretesa dell'ente, rilevando che due lavoratrici part-time avevano svolto ore di lavoro straordinario non registrate correttamente. Il Datore di Lavoro ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'errata valutazione delle prove e la mancata acquisizione fisica del registro delle presenze. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il verbale di accertamento dell'INPS, redatto dai funzionari ispettivi, ha efficacia probatoria privilegiata per i fatti direttamente constatati. Pertanto, la descrizione del registro delle presenze contenuta nel verbale fa piena prova, rendendo superfluo il deposito del registro stesso. Il Datore di Lavoro perde la causa e deve pagare il contributo unificato raddoppiato.
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Obbligazione solidale: quando gli eredi pagano l’intero debito
Il Professionista ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro gli Eredi per riscuotere il compenso di prestazioni professionali avviate dal loro parente defunto. Gli Eredi si sono opposti, sostenendo che il debito fosse divisibile pro quota e non un'obbligazione solidale. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che gli Eredi avevano partecipato attivamente alle attività del Professionista anche dopo la morte del familiare, agendo come committenti di fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli Eredi, confermando che la loro condotta ha dato vita a un'obbligazione solidale per l'intero importo dei lavori eseguiti. Gli Eredi sono stati condannati a pagare l'intero compenso e le spese di giudizio.
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Responsabilità scarichi idrici: Comune assolto, paga il gestore
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Comune contro una sanzione amministrativa per il superamento dei limiti di inquinanti nelle acque reflue. L'ente locale sosteneva di aver trasferito la gestione dell'impianto di depurazione a una società terza prima degli accertamenti. La Suprema Corte ha chiarito che la responsabilità scarichi idrici ricade sul gestore effettivo in caso di regolare delega di funzioni, escludendo la responsabilità solidale del titolare dell'autorizzazione (il Comune), salvo casi di omessa vigilanza o difetti strutturali originari dell'impianto. Poiché il giudice d'appello non aveva adeguatamente valutato il contratto di concessione prodotto, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei documenti.
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Ricognizione di debito: il creditore vince contro la liquidazione
L'erede di un creditore ha chiesto l'ammissione al passivo di una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa per un credito basato su cambiali e un assegno protestato. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, ritenendo che il creditore dovesse dimostrare il rapporto contrattuale originario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la cambiale e l'assegno con data certa anteriore alla liquidazione costituiscono una vera e propria ricognizione di debito. Questo documento produce l'inversione dell'onere della prova: l'esistenza del debito si presume e spetta al liquidatore dimostrare che il rapporto fondamentale non è mai esistito o si è estinto. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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