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Art. 2948 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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689 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Indebito contributivo: chi rimborsa il lavoratore?
Ex dipendenti pubblici a tempo determinato si sono visti negare la restituzione dell'indennità di fine servizio, che il loro datore di lavoro aveva erroneamente versato all'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in caso di indebito contributivo, l'azione del lavoratore per recuperare le somme trattenute va diretta esclusivamente contro il datore di lavoro, e non verso l'ente che ha ricevuto i versamenti. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione del diritto decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale la cui imposizione è riservata esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dall'art. 23 della Costituzione. Le casse private non possono, di propria iniziativa, introdurre trattenute di questo tipo, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una Cassa Previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, stabilendo che tali misure possono essere introdotte solo dal legislatore e non dagli enti previdenziali autonomi. L'ente è stato condannato per aver ignorato la giurisprudenza consolidata.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassa illegittima
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato in Cassazione la sentenza che lo condannava a restituire a un pensionato il contributo di solidarietà prelevato sulla sua pensione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: le Casse professionali privatizzate non hanno il potere autonomo di imporre prelievi forzosi sulle pensioni già maturate. Tale potere, che incide sul patrimonio dei cittadini, è riservato esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dalla Costituzione. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e che gli interessi sono dovuti dalla data di ogni singolo prelievo illegittimo.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che qualsiasi prelievo patrimoniale, inclusi i contributi di questo tipo, deve avere un fondamento univoco nella legge e non può essere introdotto autonomamente dalla Cassa. Inoltre, è stato confermato che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti di lavoro per un rapporto, originariamente mascherato da contratto a progetto e poi riqualificato come subordinato, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto stesso. La Corte ha respinto il ricorso di un datore di lavoro che sosteneva la decorrenza in corso di rapporto, chiarendo che la mancanza di 'stabilità reale' e il conseguente stato di soggezione del lavoratore giustificano tale posticipo. È stato inoltre confermato il principio per cui le differenze retributive vanno calcolate al lordo delle ritenute fiscali.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un professionista pensionato ha contestato la trattenuta di un contributo di solidarietà dalla sua pensione, imposto dalla Cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. È stato stabilito che le Casse privatizzate non possono imporre autonomamente tali contributi, poiché questa prerogativa spetta esclusivamente al legislatore statale. Inoltre, è stata confermata la prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Lavoro dominicale: incidenza sulla retribuzione
Una società di media ha impugnato la decisione che riconosceva a un dipendente il diritto di includere la maggiorazione per il lavoro dominicale continuativo nel calcolo degli emolumenti indiretti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la natura continuativa della prestazione era stata adeguatamente dimostrata e che l'interpretazione del contratto collettivo da parte dei giudici di merito era corretta. Di conseguenza, la maggiorazione per il lavoro domenicale deve essere considerata parte della retribuzione utile.
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Prescrizione carta docente: il dies a quo decisivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17494/2025, si è pronunciata sulla prescrizione carta docente. Ha stabilito che il termine di cinque anni per rivendicare il bonus decorre dal primo giorno utile per esercitare il diritto (data di presa di servizio, se successiva all'apertura della piattaforma), non dall'ultimo. Di conseguenza, ha dichiarato prescritto il diritto di alcuni docenti per l'annualità 2017/2018, poiché la loro diffida era stata inviata dopo la scadenza del quinquennio.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Previdenziale, confermando l'illegittimità del prelievo a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista. Il prelievo è illegittimo perché imposto senza una specifica base legale, violando la riserva di legge stabilita dalla Costituzione. La Corte ha anche confermato la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme.
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Prescrizione crediti lavoro: inammissibile in Cassazione
Un ex dirigente sindacale ha richiesto il pagamento di indennità di fine mandato. L'organizzazione sindacale si è opposta eccependo la prescrizione crediti lavoro quinquennale. Le corti di merito hanno dato ragione al sindacato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del dirigente inammissibile, poiché i motivi erano mal formulati e introducevano per la prima volta questioni legali mai discusse nei precedenti gradi di giudizio, come la natura 'associativa' anziché 'lavorativa' del rapporto.
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Riqualificazione personale giustizia: la Cassazione frena
Due dipendenti del Ministero della Giustizia avevano ottenuto in primo e secondo grado il diritto alla riqualificazione in un'area funzionale superiore. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Ministero, ha ribaltato la decisione. L'ordinanza chiarisce che la normativa sulla riqualificazione personale giustizia ha natura programmatica e non crea un diritto soggettivo automatico all'inquadramento superiore, il quale resta subordinato all'espletamento di specifiche procedure selettive e alla disponibilità di risorse.
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Trattamento di fine servizio: quando è unico?
Una dipendente pubblica, trasferita tra diversi enti senza interruzione, ha richiesto la riliquidazione del suo trattamento di fine servizio (TFS) calcolato sull'intera carriera. L'ente previdenziale sosteneva la definitività di un acconto versato anni prima e la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, stabilendo che in caso di continuità del rapporto di lavoro, il TFS è unico e il diritto a richiederlo si prescrive solo dalla cessazione definitiva del servizio, non da pagamenti intermedi.
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Anzianità di servizio: imprescrittibile per la Cassazione
Una lavoratrice del settore universitario ha richiesto la ricostruzione della sua carriera e l'adeguamento retributivo basati sulla sua anzianità di servizio maturata fin dal 1979. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'anzianità di servizio, in quanto mero fatto giuridico, non è soggetta a prescrizione. Mentre i diritti economici derivanti, come gli arretrati, possono prescriversi, il diritto all'accertamento della corretta anzianità non si estingue. La Corte ha inoltre chiarito che l'eccezione di rinuncia alla prescrizione può essere sollevata per la prima volta anche in appello.
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Contributo solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni senza una specifica base legislativa. La Corte ha ribadito che tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale riservata alla legge dalla Costituzione e non può essere introdotta da regolamenti interni dell'ente. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione di dieci anni per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
Un datore di lavoro, condannato in primo e secondo grado al pagamento di differenze retributive a una ex dipendente, ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato su tutti i fronti. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto dei requisiti formali e procedurali, come l'onere di produrre i contratti collettivi invocati e il divieto di censurare il merito in presenza di una 'doppia conforme'. Inoltre, chiarisce che contestare i calcoli del credito equivale ad ammettere l'esistenza del debito, rendendo inefficace l'eccezione di prescrizione presuntiva.
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Qualifica dirigenziale: contano le mansioni, non la forma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale contano le mansioni effettivamente svolte e non il riconoscimento formale da parte del datore di lavoro. In un caso riguardante un dipendente di un istituto bancario, la Corte ha confermato il suo diritto alla qualifica superiore e alle relative differenze retributive, basandosi sulla natura e complessità delle sue responsabilità. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione per tali rivendicazioni non decorre in costanza di rapporto se la qualifica rivendicata non è assistita da stabilità reale.
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Erroneo inquadramento: prescrizione quinquennale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva differenze retributive per un erroneo inquadramento professionale. La Corte ha confermato l'applicazione della prescrizione quinquennale, distinguendo nettamente il caso da un'ipotesi di demansionamento, che avrebbe previsto una prescrizione decennale. La decisione si fonda sulla qualificazione della domanda come rivendicazione di crediti da lavoro e non come risarcimento del danno.
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Congedo per dottorato: retribuzione e prescrizione
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato ha richiesto il pagamento della retribuzione per tale periodo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'amministrazione, rinviando alla Corte d'Appello la valutazione sulla prescrizione dei crediti. Ha però confermato un principio fondamentale: il trasferimento a un'altra amministrazione pubblica dopo il dottorato non comporta l'obbligo di restituire gli stipendi percepiti, poiché il dipendente rimane al servizio del settore pubblico. La questione centrale riguarda il diritto alla retribuzione durante il congedo per dottorato.
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Indennità di turno: quando è valida con orario spezzato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al diritto all'indennità di turno per alcuni agenti di polizia municipale con un orario di servizio spezzato. L'ente comunale sosteneva che l'interruzione del servizio facesse venir meno il diritto all'indennità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando che per il diritto all'indennità di turno è sufficiente che il servizio sia organizzato su un arco temporale complessivo di almeno 10 ore, anche se non continuative. Ha inoltre rigettato le richieste dei lavoratori per un risarcimento automatico legato al lavoro svolto oltre il sesto giorno consecutivo.
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