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Art. 2948 Codice Civile

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1552 provvedimenti

Prescrizione tributi locali: il termine è di 5 anni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione tributi locali per imposte come ICI e TARSU, incluse le relative sanzioni, rimane quinquennale anche dopo la notifica della cartella esattoriale. I giudici hanno accolto il ricorso di un contribuente contro un'intimazione di pagamento, chiarendo che tali tributi costituiscono obbligazioni periodiche soggette al termine breve previsto dall'art. 2948 c.c. e non a quello ordinario decennale, in assenza di una sentenza definitiva passata in giudicato.
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Prescrizione tributi locali: guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione tributi locali, come ICI e TARSU, mantiene un termine quinquennale anche dopo la notifica della cartella esattoriale. Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su numerosi carichi pendenti. Mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la prescrizione per i tributi locali, avevano omesso di pronunciarsi sulla prescrizione dei tributi erariali e avevano erroneamente dichiarato tardiva l'eccezione sulla mancanza dei criteri di calcolo degli interessi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, confermando che i tributi locali sono obbligazioni periodiche soggette a prescrizione breve e rinviando la causa per un nuovo esame sulla trasparenza dei calcoli e sui termini di prescrizione dei tributi statali.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti di una società di trasporti a percepire una **retribuzione feriale** comprensiva delle indennità di condotta e di riserva. La decisione si fonda sul principio europeo secondo cui il lavoratore, durante le ferie, deve trovarsi in una situazione economica analoga a quella dei periodi di servizio. Escludere tali voci, che pesano significativamente sullo stipendio mensile, creerebbe un effetto dissuasivo rispetto alla fruizione del riposo. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei macchinisti ferroviari a includere nella **retribuzione feriale** le indennità di condotta e di riserva. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equivalente a quello ordinario per non scoraggiare il lavoratore dal fruire del riposo annuale. La Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, data la mancanza di stabilità garantita dalle riforme legislative del 2012 e 2015.
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Retribuzione feriale: calcolo e indennità incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità fisse e ricorrenti legate alle mansioni ordinarie, come l'incentivo per attività di condotta e l'indennità di riserva per i macchinisti ferroviari. La decisione si basa sul principio europeo secondo cui il lavoratore non deve subire perdite economiche che possano dissuaderlo dal fruire delle ferie. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro per i contratti privi di stabilità reale, in linea con le riforme legislative degli ultimi anni.
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Retribuzione feriale: guida al calcolo delle indennità
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di una società ferroviaria a includere specifiche indennità, come l'incentivo di condotta e l'indennità di riserva, nel calcolo della retribuzione feriale. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello percepito durante i periodi di lavoro ordinario, per evitare che una riduzione economica scoraggi il lavoratore dal fruire del riposo. Inoltre, la Corte ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data l'attuale assenza di un regime di stabilità reale nel settore privato.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità variabili
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve comprendere non solo la paga base, ma anche tutte le indennità variabili percepite abitualmente dal lavoratore durante il servizio ordinario. Il caso riguardava alcuni macchinisti di una società di trasporti che rivendicavano l'inclusione di indennità di scorta e riserva nel calcolo dello stipendio durante le ferie. La Suprema Corte ha stabilito che una riduzione significativa del compenso durante il riposo annuale violerebbe il diritto dell'Unione Europea, agendo come deterrente al godimento delle ferie stesse. Inoltre, è stato ribadito che la prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Prescrizione crediti retributivi: Sezioni Unite 2023
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la prescrizione crediti retributivi nel pubblico impiego contrattualizzato decorre durante il rapporto di lavoro, sia esso a tempo determinato o indeterminato. La Corte ha respinto l'ipotesi di applicare al settore pubblico il regime del settore privato, dove la prescrizione è sospesa fino alla cessazione del rapporto per mancanza di stabilità. Nel pubblico impiego, la tutela garantita dall'Art. 97 della Costituzione e dalle procedure di reintegrazione esclude il metus (timore) del dipendente, rendendo superflua la sospensione del termine prescrizionale.
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Prescrizione tributaria: i termini della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato i termini di prescrizione tributaria applicabili a un preavviso di iscrizione ipotecaria. Il contribuente contestava il decorso dei termini per diverse cartelle esattoriali relative a IRPEF, IVA, IRAP e sanzioni. La Corte ha stabilito che, mentre per le imposte erariali principali vige la prescrizione decennale ordinaria, per le sanzioni amministrative tributarie si applica il termine più breve di cinque anni, a meno che il debito non sia stato accertato con sentenza passata in giudicato.
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Canone depurazione: guida al rimborso decennale
Un gruppo di utenti ha citato in giudizio il gestore del servizio idrico per ottenere la restituzione del canone depurazione versato negli ultimi dieci anni. La richiesta nasceva dal mancato funzionamento del depuratore, che rendeva la prestazione inesistente. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso, rigettando il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che il gestore è obbligato a effettuare un trattamento secondario delle acque e che, in assenza di prova dell'adempimento, l'utente ha diritto alla ripetizione dell'indebito. Inoltre, è stata confermata l'applicazione della prescrizione decennale anziché quella quinquennale.
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Servizio idrico integrato: rimborso canone depurazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un utente a ottenere il rimborso della quota di canone relativa alla depurazione nell'ambito del servizio idrico integrato. La decisione nasce dalla constatazione che il gestore non aveva fornito un trattamento secondario delle acque, come richiesto dalla normativa ambientale. La Corte ha stabilito che la prescrizione per tale rimborso è decennale e che la responsabilità della restituzione grava sul gestore attuale, anche in caso di subentro per cessione d'azienda.
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Estratto di ruolo: guida all’impugnabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità dell'impugnazione di un **estratto di ruolo** in assenza di un pregiudizio concreto e immediato. Una società aveva contestato un debito TARSU eccependo la prescrizione dopo aver consultato l'estratto. Tuttavia, secondo la normativa vigente, l'impugnazione diretta del ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra che l'iscrizione gli impedisce di partecipare a gare d'appalto o blocca pagamenti della Pubblica Amministrazione. Non avendo la società provato tali circostanze, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione tributaria: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha analizzato la prescrizione tributaria distinguendo tra i termini applicabili ai tributi erariali e quelli relativi alle sanzioni. Il provvedimento ha accolto parzialmente il ricorso di una contribuente, rilevando che la Corte d'Appello aveva erroneamente omesso di esaminare eccezioni legittimamente riproposte in secondo grado, come l'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, dopo che erano rimaste assorbite nel giudizio di primo grado.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità e ferie
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a includere nella retribuzione feriale le indennità di condotta e di riserva. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equivalente a quello ordinario per non dissuadere il dipendente dal fruire del riposo. Inoltre, è stato stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data la mancanza di stabilità garantita dalle riforme legislative recenti.
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Irriducibilità della retribuzione e contratti
La Corte di Cassazione ha confermato il principio dell'irriducibilità della retribuzione in favore di una lavoratrice che reclamava un premio di collaborazione. Nonostante un accordo sindacale aziendale successivo avesse reso tale premio condizionato al raggiungimento di obiettivi di bilancio, la Corte ha stabilito che la clausola del contratto individuale, essendo più favorevole e incondizionata, prevale sull'accordo collettivo peggiorativo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, data la mancanza di un regime di stabilità reale dopo le riforme del 2012 e 2015.
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Retribuzione feriale: quali indennità spettano?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni macchinisti ferroviari a percepire una retribuzione feriale comprensiva delle indennità di condotta, riserva e assenza dalla residenza. La decisione ribadisce che il compenso durante le ferie deve essere equiparabile a quello ordinario per non dissuadere il lavoratore dal fruire del riposo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro qualora non vi sia una tutela reale contro il licenziamento, garantendo così una maggiore protezione ai lavoratori.
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Irriducibilità della retribuzione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a percepire un premio di collaborazione previsto dal contratto individuale, ribadendo il principio dell'irriducibilità della retribuzione. Nonostante un accordo sindacale successivo avesse introdotto condizioni peggiorative, la Corte ha stabilito che le clausole individuali più favorevoli non possono essere modificate unilateralmente. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti lavorativi, per i rapporti privi di stabilità reale dopo la Legge Fornero, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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TARSU: validità cartella senza accertamento
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TARSU per gli anni 2005-2009, lamentando la mancata notifica del preventivo avviso di accertamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per la tassa rifiuti l'ente può procedere direttamente all'iscrizione a ruolo se i dati non sono variati rispetto all'anno precedente. La decisione chiarisce che l'invio di un invito al pagamento bonario è sufficiente a interrompere la prescrizione, rendendo legittima la successiva cartella esattoriale anche in assenza di un formale atto di accertamento preventivo.
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Retribuzione feriale: calcolo indennità macchinisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale dei macchinisti ferroviari deve includere le indennità di condotta e di riserva. La decisione si fonda sulla necessità di non scoraggiare il lavoratore dal godere delle ferie attraverso una riduzione dello stipendio. Inoltre, è stato confermato che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro per i contratti privi di stabilità reale.
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Prescrizione crediti retributivi e limiti giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che invocava l'estensione di un precedente giudicato per bloccare la prescrizione crediti retributivi relativi a un periodo successivo. Nonostante il riconoscimento definitivo di un inquadramento superiore per gli anni 1988-1998, la Corte ha stabilito che tale decisione non interrompe la prescrizione per le differenze salariali maturate tra il 1999 e il 2011. L'effetto sospensivo della prescrizione previsto dall'art. 2945 c.c. opera esclusivamente per i diritti specificamente azionati nel processo e non si estende a crediti diversi, seppur derivanti dallo stesso rapporto di lavoro.
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