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Art. 2946 Codice Civile

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1577 provvedimenti

Indebito previdenziale: la Cassa può recuperare?
Un professionista ha ricevuto per anni una pensione superiore al dovuto a causa di un errore di calcolo. La Cassazione ha confermato il diritto della Cassa di previdenza a richiedere la restituzione dell'indebito previdenziale, anche se trasformata in ente privato. La Corte ha chiarito i limiti temporali per l'azione di recupero, rigettando il ricorso dell'erede che si opponeva alla restituzione.
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Diritto di usufrutto: quando si estingue per non uso?
Un padre, dopo aver venduto la nuda proprietà di un'azienda agricola e aver trattenuto per sé il diritto di usufrutto, è stato citato in giudizio dalla figlia e dalla società acquirente, che sostenevano l'estinzione del diritto per non uso ventennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che anche atti di godimento parziali o sporadici, come visitare la proprietà, mantenere la residenza, accedere ai locali o costituire un'ipoteca sul diritto stesso, sono sufficienti a interrompere la prescrizione e a conservare il diritto di usufrutto.
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Restituzione frutti revocatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito importanti aspetti legati all'azione revocatoria fallimentare. In particolare, ha stabilito che l'acquirente di un immobile, il cui atto di acquisto sia stato dichiarato inefficace, ha l'obbligo di procedere alla restituzione frutti revocatoria, ovvero dei canoni di locazione percepiti, a decorrere dalla data della domanda giudiziale. La Corte ha inoltre precisato che il termine di prescrizione decennale per tale azione restitutoria decorre non dalla domanda, ma dal momento in cui la sentenza di revoca passa in giudicato. Rigettate anche le eccezioni di compensazione e di deduzione delle spese per mancanza di prova.
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Prescrizione ICI: 5 anni anche senza opposizione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per debiti ICI risalenti agli anni '90, eccependo la prescrizione. L'agente della riscossione sosteneva un termine decennale, data la mancata opposizione alla cartella esattoriale originaria. La Corte di Cassazione ha rigettato tale tesi, confermando la prescrizione ICI quinquennale. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa impugnazione della cartella rende il credito non più contestabile, ma non trasforma il termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.
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Onere della prova estratti conto: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27378/2024, ha respinto il ricorso della banca, chiarendo importanti principi sull'onere della prova estratti conto. È stato confermato che, anche in assenza di una serie completa di estratti conto, il cliente può agire per la ripetizione dell'indebito. Il giudice può disporre una CTU per ricostruire il saldo partendo dal primo estratto conto disponibile, anche se ciò può risultare svantaggioso per il correntista. La Corte ha inoltre ribadito la validità della notifica via PEC anche senza la procura allegata, se questa è presente nel fascicolo telematico.
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Vittima del Dovere: lo status è imprescrittibile
Un agente di Polizia, aggredito in servizio nel 1992, ha richiesto nel 2018 il riconoscimento dello status di Vittima del Dovere. L'Amministrazione ha respinto la domanda per prescrizione. Il Tribunale di Venezia ha stabilito che lo status di Vittima del Dovere è un diritto imprescrittibile, in quanto attiene a una qualità della persona. Tuttavia, i singoli benefici economici che ne derivano, come l'elargizione una tantum, sono soggetti alla prescrizione decennale. Di conseguenza, il giudice ha riconosciuto lo status al ricorrente, ma ha dichiarato prescritta la pretesa economica principale, ammettendo solo i benefici non ancora prescritti.
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Prescrizione garanzia: quando inizia a decorrere?
Una società assicurativa ha contestato l'attivazione di una polizza fideiussoria, sostenendo l'avvenuta prescrizione della garanzia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre se l'adempimento dell'obbligazione principale è impedito da un sequestro penale. Il diritto di escutere la garanzia sorge solo quando l'inadempimento diventa definitivo, ovvero dopo la rimozione del sequestro, momento in cui la prestazione torna ad essere esigibile.
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Impugnazione intimazione pagamento: facoltà o onere?
Una società ha impugnato un pignoramento basato su cartelle di pagamento, eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa, in particolare se la mancata impugnazione dell'intimazione di pagamento precluda la possibilità di far valere vizi delle cartelle sottostanti. Ritenendo necessario un approfondimento, la Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza senza decidere nel merito, per chiarire se l'impugnazione intimazione di pagamento sia una mera facoltà o un onere per il contribuente.
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Onere della prova: chi deve provare il saldo del conto?
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo per un finanziamento, lamentando anomalie su un conto corrente collegato e danni per investimenti non autorizzati. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova per dimostrare le presunte illegalità sul conto e un saldo diverso ricade sul correntista. Inoltre, ha chiarito che una domanda di risarcimento danni non può essere accolta se formulata in modo generico, senza specificare la natura e l'esistenza del danno stesso.
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Clausola penale: risarcimento senza risoluzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26915/2024, ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno previsto da una clausola penale è autonomo e non richiede la preventiva risoluzione del contratto. Il caso riguardava una società che, avendo violato un accordo transattivo omettendo di assumere dei lavoratori, è stata condannata a pagare la penale pattuita, a prescindere dalla continuazione del rapporto contrattuale. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso della società, confermando la validità della richiesta di risarcimento basata sulla sola clausola penale.
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Onere della prova conti correnti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un caso di addebiti illegittimi su un conto corrente, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova tra cliente e banca. La Corte ha stabilito che per interessi ultralegali e anatocismo, l'illegittimità può emergere dagli estratti conto, mentre per la commissione di massimo scoperto spetta al cliente provare l'assenza di un accordo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulla prescrizione e sulla commissione di massimo scoperto.
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Prescrizione depositi bancari: la Cassazione decide
Un ente religioso ha richiesto il pagamento di un certificato di deposito oltre 10 anni dopo la sua scadenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando il diritto al rimborso estinto per prescrizione. La normativa sui conti dormienti, che impone alla banca un obbligo di avviso, non sospende né interrompe i termini di prescrizione depositi bancari, come chiarito in questa importante ordinanza.
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Contratto di trasporto: quando si applica la prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società ferroviaria contro l'esclusione di un suo credito dal passivo fallimentare di un'azienda cliente. Il caso verteva sulla corretta qualificazione di un accordo per la fornitura di biglietti: la Corte ha confermato la decisione di merito che lo ha inquadrato non come un generico accordo di fornitura, ma come un contratto quadro che dava origine a singoli contratti di trasporto. Di conseguenza, si applica la prescrizione breve di un anno prevista dall'art. 2951 c.c., con la conseguente estinzione del credito, poiché non reclamato in tempo utile.
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Indennità aggiuntiva: quando va chiesta? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25972/2024, ha stabilito che l'indennità aggiuntiva spettante al proprietario coltivatore diretto in caso di esproprio non è un credito autonomo. Deve essere richiesta congiuntamente all'indennità di espropriazione principale, in un unico giudizio, per evitare l'abuso del diritto e la frammentazione della domanda.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
Una società impugnava un contributo regionale su materiale estratto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Servitù di veduta: limiti e prescrizione del diritto
Una società contesta l'apertura di nuove finestre in una sopraelevazione, sostenendo la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione esamina la natura della servitù di veduta, nata da un'obbligazione contrattuale, per decidere se il diritto si estende oltre la costruzione originale del 1958. Il caso è rimesso alla pubblica udienza per la sua complessità.
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Improcedibilità ricorso: onere deposito relata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25754/2024, ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di un creditore a causa del mancato deposito della relata di notifica della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che, quando il ricorrente impugna la sentenza nel termine breve, ha l'onere inderogabile di depositare la prova della notifica per consentire la verifica della tempestività. L'omissione di questo adempimento determina l'improcedibilità del ricorso, anche in assenza di contestazioni da parte della controparte, poiché si tratta di un'esigenza di interesse pubblico.
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Ripetizione indebito: quando è inammissibile?
Una società citava in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Sebbene i tribunali di merito avessero dato ragione alla società, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza n. 25711/2024, ha chiarito che l'azione di ripetizione indebito è inammissibile se, al momento della domanda, il conto è ancora aperto e presenta un saldo a debito. In assenza di un effettivo "pagamento" solutorio, ma solo di annotazioni contabili, non può esserci una richiesta di restituzione. La Corte distingue tra l'azione di accertamento (sempre possibile) e quella di ripetizione, che presuppone un versamento estintivo del debito.
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Acquisizione Sanante: come si calcola l’indennizzo
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo dell'indennizzo in caso di acquisizione sanante. La Corte ha stabilito che il valore del bene deve essere determinato in base alla sua destinazione urbanistica al momento del decreto di acquisizione, non a una precedente. Inoltre, la prescrizione del diritto al risarcimento per l'occupazione illegittima può essere applicata solo se eccepita dalla Pubblica Amministrazione, non d'ufficio dal giudice. Questo principio garantisce una tutela più forte per i proprietari espropriati.
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Prescrizione presuntiva: no per materiali edili
Una società fornitrice di materiali edili si è vista negare il pagamento di circa 15.000 euro da una cliente che ha eccepito la prescrizione presuntiva. Il Tribunale di primo grado aveva dato ragione alla cliente. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione presuntiva si applica solo a beni di consumo quotidiano e di modico valore, escludendo quindi le forniture edili. La Corte ha chiarito che l'elevato importo e la natura dei beni sono incompatibili con la presunzione di pagamento immediato. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria decennale e la cliente è stata condannata al pagamento.
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