Un contribuente impugna un avviso di intimazione e diverse cartelle di pagamento, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio poiché i giudici ritengono mancante la prova della notifica. L'Agente della Riscossione ricorre in Cassazione, dimostrando di aver depositato fin dal primo grado l'avviso di ricevimento postale che attestava la regolare notifica avvenuta nel 2018. Poiché il cittadino aveva presentato l'opposizione solo nel 2020, ben oltre i sessanta giorni previsti dalla legge, la Suprema Corte ribalta la decisione. Accogliendo il ricorso dell'ente, i giudici di legittimità sanzionano l'errore della corte territoriale che aveva ignorato la documentazione decisiva. La Cassazione dichiara quindi la tardività del ricorso tributario originario, rendendolo inammissibile e condannando la parte soccombente al pagamento delle spese legali per tutti i gradi di giudizio.
Continua »