LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2946 Codice Civile

Pagina 27 di 40

1577 provvedimenti

Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà illegittimo non può essere imposto autonomamente dalle Casse di previdenza private. Un pensionato si era opposto alla trattenuta sulla sua pensione, operata dalla Cassa di appartenenza per garantire l'equilibrio di bilancio. I giudici hanno confermato che un simile prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una legge dello Stato e non può derivare da una delibera interna dell'ente. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire al pensionato tutte le somme indebitamente trattenute, con gli interessi. La Corte ha anche chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
Continua »
Contributo di solidarietà: Cassa condannata, il pensionato vince
Un Ente Previdenziale per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. Il Pensionato ha contestato il prelievo, ritenendolo illegittimo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Pensionato, confermando che le Casse di previdenza privatizzate non hanno il potere di introdurre autonomamente un contributo di solidarietà. Questo tipo di prelievo è una prestazione patrimoniale che, per Costituzione, può essere imposta solo da una legge dello Stato. Di conseguenza, la trattenuta è stata dichiarata illegittima e l'Ente è stato condannato a restituire le somme e a pagare le spese legali.
Continua »
Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa perde e rimborsa
La Corte di Cassazione ha stabilito che il prelievo operato da una Cassa di previdenza privata sulla pensione dei suoi iscritti è un contributo di solidarietà illegittimo. Gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre nuove trattenute su pensioni già liquidate, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. Questa imposizione, infatti, rientra tra le prestazioni patrimoniali che solo il legislatore può introdurre. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire ai pensionati tutte le somme indebitamente trattenute, confermando il loro diritto al rimborso.
Continua »
Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito che una Cassa di Previdenza privata non ha il potere di imporre un prelievo sulle pensioni dei suoi iscritti. La vicenda riguarda alcuni professionisti che si sono visti applicare una trattenuta definita 'contributo di solidarietà'. I giudici hanno chiarito che tale prelievo è un **contributo di solidarietà illegittimo** perché ha natura di prestazione patrimoniale imposta. La Costituzione riserva esclusivamente allo Stato il potere di introdurre tali obblighi tramite una legge. Di conseguenza, la delibera della Cassa è nulla. La Corte ha anche precisato che il diritto dei pensionati a ottenere la restituzione delle somme si prescrive in dieci anni. La Cassa di Previdenza ha perso la causa e dovrà rimborsare i pensionati.
Continua »
Vizi Immobile: promessa di riparazione contro prescrizione di un anno
Una coppia di acquirenti cita in giudizio l'impresa costruttrice per vizi riscontrati nell'immobile acquistato. Per i difetti che l'impresa aveva riconosciuto al momento della vendita, impegnandosi a ripararli, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Per i vizi emersi solo in seguito, invece, la Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla prescrizione vizi immobile: il termine per agire è di un solo anno e decorre dalla data di consegna del bene, non dalla successiva scoperta del difetto. La Corte ha quindi dato ragione all'impresa, annullando la precedente decisione che aveva erroneamente addossato al venditore l'onere di provare il momento della scoperta del vizio.
Continua »
Prescrizione Tasse Automobilistiche: Inutile se la cartella è definitiva
Un contribuente si oppone a un preavviso di ipoteca basato su vecchie cartelle di pagamento per tasse automobilistiche, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la questione della prescrizione triennale tasse automobilistiche deve essere sollevata impugnando le singole cartelle di pagamento nei termini di legge. Se le cartelle non vengono contestate, diventano definitive e il debito non può più essere messo in discussione per motivi, come la prescrizione, che andavano fatti valere in precedenza. L'Agente della Riscossione vince la causa e l'ipoteca è legittima.
Continua »
Contestazione Credito d’Imposta: Fisco può negare rimborso dopo 10 anni
Una società chiede il rimborso di un credito IRPEG esposto in una dichiarazione di oltre dieci anni prima. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sulla contestazione credito d'imposta: l'Amministrazione Finanziaria può sempre contestare l'esistenza di un credito fiscale quando il contribuente ne chiede il rimborso, anche se sono scaduti i termini per l'accertamento. Questo perché il Fisco agisce in via di eccezione, cioè si difende dalla richiesta del contribuente. La Corte chiarisce che l'onere di provare l'esistenza del credito spetta sempre e solo al contribuente che avanza la pretesa.
Continua »
Prescrizione crediti tributari: 10 anni per pagare, non 5
Un contribuente si oppone a un'intimazione di pagamento per tasse (IRPEF, IVA, IRAP) sostenendo che il debito fosse estinto. Erano infatti passati più di cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, non impugnata. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione crediti tributari. Per le imposte erariali, il termine corretto non è quello breve di cinque anni, ma quello ordinario di dieci anni. Questo termine si applica fin dall'origine, senza bisogno di una sentenza del giudice che lo confermi. La mancata opposizione alla cartella la rende definitiva, ma non cambia la durata della prescrizione, che resta decennale. Di conseguenza, la pretesa dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione è stata ritenuta legittima.
Continua »
Contributo di solidarietà pensione: Cassa condannata al rimborso
Un professionista in pensione ha fatto causa alla sua Cassa di Previdenza per riavere le somme trattenute dal suo assegno a titolo di 'contributo di solidarietà pensione'. L'ente aveva introdotto questo prelievo in autonomia per garantire la stabilità dei propri conti. La Corte di Cassazione ha dato ragione al pensionato, stabilendo che le Casse private non hanno il potere di imporre tasse o prelievi simili. Questo potere spetta solo allo Stato tramite una legge. Di conseguenza, il prelievo è illegittimo e le somme devono essere restituite. La Corte ha anche precisato che il pensionato ha dieci anni di tempo, e non cinque, per chiedere il rimborso.
Continua »
Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata al rimborso
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Questo tipo di prelievo, assimilabile a una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato. La Corte ha quindi condannato la Cassa a restituire le somme indebitamente trattenute. Inoltre, ha chiarito che il diritto dei pensionati al rimborso si prescrive in dieci anni e non nel termine più breve di cinque. La decisione protegge i pensionati da prelievi non autorizzati per legge, riaffermando un principio costituzionale fondamentale.
Continua »
Contributo di solidarietà illegittimo: Cassa condannata a pagare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. I giudici hanno chiarito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, rientra nella riserva di legge e può essere introdotto solo dal Legislatore statale, non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire agli eredi del pensionato le somme indebitamente trattenute. La Corte ha inoltre precisato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e non nel termine più breve di cinque.
Continua »
Contributo di solidarietà: Cassa Previdenza perde, vince il pensionato
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di Previdenza per avergli trattenuto un contributo di solidarietà sulla pensione. La Cassa sosteneva di agire per garantire l'equilibrio finanziario dell'ente. La Corte di Cassazione ha dato ragione al pensionato, stabilendo un principio fondamentale: le Casse di previdenza privatizzate non hanno il potere di imporre un contributo di solidarietà. Questo tipo di prelievo è una prestazione patrimoniale che solo lo Stato può istituire con una legge. Di conseguenza, la trattenuta è illegittima e le somme devono essere restituite. La Corte ha anche chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »
Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassa deve rimborsare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. I giudici hanno chiarito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo dell'ente previdenziale. Le Casse private possono modificare i criteri di calcolo delle pensioni future per garantire l'equilibrio di bilancio, ma non possono imporre trattenute su trattamenti già liquidati. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente prelevate. La Corte ha inoltre precisato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »
Mancato Investimento TFR: Danno Risarcibile o Diritto Prescritto?
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, un ente di ricerca, per non aver investito le quote del suo TFR in Buoni Fruttiferi del Tesoro, come imposto da una vecchia normativa. Il lavoratore ha chiesto il risarcimento per i mancati guadagni. L'ente si è difeso sostenendo che il diritto fosse prescritto (scaduto). Il nodo della questione è stabilire se la richiesta sia un risarcimento danno da mancato investimento TFR, con prescrizione di dieci anni, o una semplice richiesta di interessi, con prescrizione di cinque. La Corte di Cassazione, data la complessità, non ha deciso ma ha rinviato il caso a una sezione specializzata per un esame più approfondito.
Continua »
Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni già in essere. I giudici hanno chiarito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono poteri impositivi riservati al legislatore, rendendo nulle le trattenute operate senza base normativa primaria. La sentenza stabilisce inoltre che il diritto alla restituzione di tali somme è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, poiché la contestazione riguarda la corretta determinazione del trattamento pensionistico complessivo e non semplici ratei già liquidi.
Continua »
Contributo di solidarietà: stop ai prelievi della Cassa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulle pensioni già in godimento. I giudici hanno stabilito che tali enti non possiedono un potere impositivo autonomo per ridurre trattamenti già determinati, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente al legislatore. La sentenza chiarisce inoltre che il diritto alla restituzione delle somme trattenute indebitamente è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria, in quanto attiene alla riliquidazione del trattamento pensionistico complessivo.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sui trattamenti pensionistici già determinati. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possono introdurre prelievi patrimoniali senza una specifica autorizzazione legislativa, poiché ciò violerebbe la riserva di legge prevista dalla Costituzione. Inoltre, è stato chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute è soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni, in quanto l'obbligo di restituzione non ha natura periodica.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri pensionati. La decisione stabilisce che gli enti privatizzati non possono ridurre trattamenti pensionistici già determinati, poiché ciò violerebbe il principio del pro-rata e la riserva di legge prevista dall'Art. 23 della Costituzione. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme trattenute indebitamente è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria, rigettando la tesi della prescrizione quinquennale.
Continua »
Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri iscritti già in pensione. I giudici hanno ribadito che gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre trattenute su trattamenti già determinati, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente al legislatore ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione. La sentenza chiarisce inoltre che il diritto al rimborso delle somme trattenute ingiustamente non è soggetto alla prescrizione breve quinquennale, bensì a quella ordinaria decennale, in quanto la restituzione dell'indebito non ha natura di prestazione periodica.
Continua »
Annullamento automatico cartelle: i limiti della legge
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su diverse cartelle esattoriali, invocando l'annullamento automatico cartelle previsto dalla Legge di Stabilità 2013. Secondo la tesi difensiva, il silenzio dell'amministrazione finanziaria protratto per oltre 220 giorni dalla presentazione di un'istanza di sospensione avrebbe dovuto comportare l'estinzione del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale automatismo non opera se le cartelle originarie non sono state impugnate nei termini, rendendo il credito definitivo e insuscettibile di contestazioni successive basate sulla mancata risposta dell'ente.
Continua »