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Art. 2946 Codice Civile — Anno 2024

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349 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Inammissibilità ricorso: il principio di autosufficienza
Una società ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello in una causa contro una banca. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per violazione del principio di autosufficienza, poiché i motivi non erano stati esposti in modo completo, impedendo alla Corte di valutare il caso senza consultare altri atti. La decisione sottolinea l'importanza della corretta redazione degli atti processuali.
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Sopravvenienza attiva: tassazione nel bilancio
Una società di trasporti ha ridotto un fondo rischi nel 2012, generando una sopravvenienza attiva. L'azienda sosteneva che dovesse essere tassata in un anno precedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sopravvenienza attiva è tassabile nell'anno in cui la società registra formalmente la riduzione del fondo nei suoi rendiconti finanziari, poiché è in quel momento che il componente di reddito diventa certo e determinabile ai fini fiscali.
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Ripetizione indebito: interessi e onere della prova
Un correntista ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9757/2024, ha chiarito due aspetti fondamentali della ripetizione dell'indebito: primo, che gli interessi sulla somma da restituire decorrono non solo dalla domanda giudiziale ma anche da un precedente atto di costituzione in mora; secondo, che spetta al cliente, e non alla banca, l'onere di provare la natura non solutoria dei versamenti effettuati sul conto scoperto ai fini della prescrizione.
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Vittima del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9449/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo lo status di vittima del dovere. Il caso riguardava la richiesta di una madre per il figlio militare, deceduto durante un'esercitazione. La Corte ha confermato che il diritto al riconoscimento dello status è imprescrittibile, in quanto condizione giuridica permanente. Tuttavia, i singoli ratei dei benefici economici maturati oltre il decennio anteriore alla domanda amministrativa sono soggetti a prescrizione. Il ricorso del Ministero della Difesa è stato quindi respinto.
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Prescrizione crediti INPS: la Cassazione conferma 5 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9024/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di prescrizione dei crediti INPS. La Corte ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento non opposta dal contribuente non trasforma il termine di prescrizione da quello breve di cinque anni a quello ordinario di dieci. La sentenza chiarisce che solo un provvedimento giudiziale definitivo può determinare tale conversione. Di conseguenza, il credito previdenziale si è estinto per il decorso del quinquennio.
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Prescrizione crediti tributari: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8972/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di prescrizione crediti tributari e onere della prova. Il caso riguardava un'intimazione di pagamento impugnata da un contribuente. La Corte ha chiarito che per i tributi erariali, come IRPEF e IVA, si applica la prescrizione ordinaria decennale e non quella quinquennale. Inoltre, ha specificato che per provare la notifica della cartella di pagamento, è sufficiente per l'Ente Riscossore produrre la copia della cartella e la relativa ricevuta di ritorno, senza necessità dell'originale.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato degli avvisi di pagamento sostenendo la mancata notifica delle cartelle presupposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella esattoriale tramite posta è sufficiente la produzione dell'avviso di ricevimento, anche in fotocopia, e ha confermato la prescrizione decennale per i principali tributi erariali.
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Prescrizione crediti erariali: è di dieci anni
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per la prescrizione crediti erariali come IRPEF, IRES e IVA, si applica il termine ordinario di dieci anni. La Corte ha chiarito che tali tributi non costituiscono prestazioni periodiche, e quindi non rientrano nell'ipotesi di prescrizione breve. La sentenza del giudice d'appello è stata cassata per non aver distinto tra tributi erariali e locali.
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Motivazione per relationem: sentenza nulla in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva respinto l'opposizione di una contribuente contro un'iscrizione ipotecaria. Il motivo della nullità risiede nella cosiddetta motivazione per relationem: i giudici d'appello si erano limitati ad aderire alle argomentazioni dell'Agente della Riscossione senza fornire un'autonoma e comprensibile spiegazione della loro decisione, violando il diritto a un giusto processo. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Acqua non potabile: rimborso garantito dalla Cassazione
Un utente ha citato in giudizio la propria società idrica per aver ricevuto acqua non potabile per un triennio. Dopo aver pagato le bollette per intero a seguito di una diffida, ha richiesto il rimborso del 50%. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, applicando la prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la fornitura di acqua non potabile non è un vizio, ma un grave inadempimento contrattuale (aliud pro alio), soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti INPS: 5 o 10 anni?
Una società si opponeva a un'iscrizione ipotecaria per crediti previdenziali, sostenendone l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso dell'Agente di riscossione per motivi specifici, ha ribadito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti INPS: se la cartella di pagamento non viene impugnata nei termini, il diritto alla riscossione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non più in quello breve di cinque.
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Prescrizione credito professionale: quando decorre?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi per un'attività svolta in un giudizio amministrativo, ma il cliente ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione del credito professionale non decorre dalla scadenza del termine di inattività processuale, ma dal momento in cui il giudice dichiara formalmente l'estinzione del processo con un decreto. Fino a quel momento, il rapporto professionale non può considerarsi concluso.
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Legittimazione ad agire: Riscossione e Crediti INPS
L'Agente della Riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti alcuni crediti previdenziali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7372/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo fondamentale è la carenza di legittimazione ad agire dell'agente: solo l'ente impositore (in questo caso l'Ente Previdenziale) è titolare del diritto e può quindi discutere nel merito della pretesa, inclusa l'eccezione di prescrizione. L'agente è un mero esattore e non può sostituirsi al creditore.
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Prescrizione amianto: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che il termine di prescrizione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore dimostra consapevolezza dell'esposizione, presentando domanda di accertamento all'ente assicuratore. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di agire tempestivamente.
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Prescrizione amianto: quando inizia a decorrere?
Un lavoratore si è visto negare i benefici per l'esposizione ad amianto a causa della prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7322/2024, ha confermato che il termine di prescrizione amianto decorre dal momento della presentazione della domanda di accertamento all'INAIL. Tale atto dimostra la piena consapevolezza del lavoratore, rendendo irrilevante l'esito, anche negativo, della richiesta stessa ai fini del decorso del tempo per agire verso l'INPS.
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Prescrizione e rescissione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione e rescissione contrattuale. In un caso di compravendita immobiliare, la Corte ha stabilito che il diritto a richiedere la restituzione del prezzo pagato sorge solo dopo che la sentenza di rescissione del contratto è passata in giudicato. Pertanto, il termine di prescrizione decennale inizia a decorrere da quel momento e non dalla data del pagamento. La Corte ha ritenuto inammissibile l'argomento basato su una precedente condanna penale, poiché non era stato introdotto correttamente nel giudizio di merito.
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IVA su TIA: la Cassazione conferma la natura tributaria
Una società di gestione dei rifiuti ha applicato l'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), spingendo un gruppo di cittadini a richiederne il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo in via definitiva che la TIA ha natura tributaria e non di corrispettivo per un servizio. Di conseguenza, l'applicazione dell'IVA su TIA è illegittima, poiché un tributo non può costituire la base imponibile per un'altra imposta. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Onere della prova: le dichiarazioni difensive come indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito in un caso di restituzione di somme indebite. La Corte ha chiarito che l'ammissione contenuta in un atto difensivo non ha valore di confessione legale, ma può essere valutata dal giudice come elemento indiziario. Di conseguenza, non vi è violazione dell'onere della prova se il giudice ritiene un fatto provato sulla base di tali indizi, poiché il ricorso mirava a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Prescrizione rimesse solutorie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6684/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una correntista contro una banca. Il caso verteva sulla richiesta di restituzione di somme indebitamente pagate. La Corte ha ribadito principi chiave sulla prescrizione rimesse solutorie, confermando che l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca può essere generica e che spetta al cliente l'onere di provare l'esistenza di un contratto di apertura di credito per qualificare i versamenti come ripristinatori e non solutori, dai quali decorre la prescrizione decennale.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo se si dimostra un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici.
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