LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2945 Codice Civile

Pagina 15 di 19

373 provvedimenti

Partecipatio fraudis: prova e vincoli di parentela
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra un debitore e una società amministrata da un suo parente. Si stabilisce che la prova della 'partecipatio fraudis', cioè la consapevolezza dell'acquirente di danneggiare i creditori, può essere raggiunta attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui il legame di parentela. La Corte chiarisce anche che il nuovo creditore, a seguito di una cessione, acquisisce automaticamente il diritto di proseguire l'azione revocatoria iniziata dal cedente. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale dell'acquirente che quello incidentale del debitore.
Continua »
Interruzione prescrizione: la rinuncia al giudizio
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia agli atti del giudizio annulla l'effetto di interruzione della prescrizione. In un caso di pubblico impiego, una dipendente ha perso il diritto a un inquadramento superiore perché, dopo aver rinunciato a un precedente ricorso, il suo diritto si è prescritto. La sentenza sottolinea che l'abbandono dell'azione giudiziaria impedisce l'applicazione delle norme che sospendono la prescrizione durante il processo, rendendo la domanda iniziale inefficace ai fini interruttivi.
Continua »
Giudicato penale: efficacia automatica nel civile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza penale di condanna per reati che causano un dissesto societario ha efficacia di giudicato nel successivo processo civile non solo riguardo alla condotta illecita dell'amministratore, ma anche sull'esistenza del danno e del nesso di causalità. In questo caso, una società chiedeva il risarcimento a un ex amministratore per la distribuzione di utili fittizi. La Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che il giudicato penale, in specifiche fattispecie di reato-danno, prova direttamente il danno-conseguenza, sollevando l'attore dall'onere di dimostrarlo nuovamente in sede civile.
Continua »
Arricchimento senza causa: no se il diritto è prescritto
Una partecipante a un progetto formativo non ha ricevuto l'ultima rata della borsa di studio. Dopo aver vinto in primo grado, la sua richiesta è stata respinta in appello perché il diritto si era prescritto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che l'azione per arricchimento senza causa non può essere utilizzata come rimedio quando la domanda principale è prescritta per inerzia del titolare del diritto.
Continua »
Società estinta: responsabilità soci per debiti fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24043/2025, ha definito la responsabilità per i debiti fiscali di una società estinta. La Corte ha stabilito una netta distinzione tra la posizione dell'ex amministratore, privo di legittimazione a impugnare atti per conto di un ente non più esistente, e quella del socio, che succede nei debiti sociali ai sensi dell'art. 2495 c.c. Di conseguenza, il socio può essere destinatario diretto di avvisi di accertamento per imposte dovute dalla società, anche se accertate dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese.
Continua »
Prescrizione credito tributario: notifica al curatore
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento al solo curatore fallimentare non è efficace nei confronti del debitore una volta che questi torna in bonis. Di conseguenza, il contribuente può eccepire la prescrizione del credito tributario se non ha mai avuto conoscenza personale dell'atto, anche se il Fisco si è insinuato nel passivo fallimentare. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto.
Continua »
Prescrizione debiti fiscali: la Cassazione dice 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13960/2025, ha rigettato il ricorso di una società che sosteneva la prescrizione quinquennale per alcuni debiti fiscali. La Corte ha confermato che la prescrizione per tributi erariali come IVA e IRES è decennale, in quanto non si tratta di prestazioni periodiche. Inoltre, ha stabilito che il preavviso di fermo amministrativo è un atto idoneo a interrompere la prescrizione dei debiti fiscali.
Continua »
Ricorso inammissibile: gli errori da non fare
Un debitore ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la restituzione di una somma pagata, sostenendo la prescrizione del debito e l'applicazione di interessi usurari. Dopo una parziale vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto tutte le sue richieste. La Corte di Cassazione ha successivamente dichiarato il ricorso del debitore inammissibile, non entrando nel merito della questione ma sanzionando una serie di errori procedurali, tra cui la mancata specificazione degli atti e la generica riproposizione delle istanze istruttorie. La decisione sottolinea l'importanza del rigore formale nella redazione degli atti di impugnazione.
Continua »
Intimazione di pagamento: quando impugnare subito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25756/2025, ha stabilito che l'intimazione di pagamento è un atto che il contribuente ha l'onere, e non la mera facoltà, di impugnare. La mancata contestazione nei termini di legge comporta la 'cristallizzazione' del credito, impedendo di sollevare in futuro eccezioni come la prescrizione maturata in precedenza. Se un contribuente non contesta l'intimazione, il debito si consolida e il termine di prescrizione riparte da zero.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF notificato a un socio di una S.r.l. a ristretta base partecipativa, basato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili. La Corte ha stabilito che la precedente cancellazione della società dal registro delle imprese non inficia la validità dell'accertamento nei confronti del socio, il quale ha l'onere di provare che tali utili non sono stati distribuiti.
Continua »
Sanzione disciplinare avvocato: onorari e prescrizione
La Corte di Cassazione conferma la sanzione disciplinare avvocato (censura) per la richiesta di onorari manifestamente eccessivi. L'ordinanza chiarisce che la successiva dichiarazione di ineleggibilità di alcuni membri del CNF non invalida la decisione e che, per fatti anteriori al 2013, si applica il vecchio e più severo regime della prescrizione, senza il principio della lex mitior. La richiesta di compensi sproporzionati rispetto all'attività effettivamente svolta integra l'illecito disciplinare.
Continua »
Notifica al curatore: effetti sul fallito tornato in bonis
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento effettuata esclusivamente al curatore fallimentare non produce effetti nei confronti del contribuente tornato in bonis. Di conseguenza, il contribuente può impugnare la successiva intimazione di pagamento, eccependo l'invalidità dell'atto presupposto e l'avvenuta prescrizione del credito tributario. La notifica al curatore, infatti, non è idonea a interrompere la prescrizione nei riguardi personali del debitore.
Continua »
Prescrizione e processo estinto: quando decorre?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della prescrizione e processo estinto, rigettando il ricorso di un cittadino che aveva richiesto un risarcimento danni a seguito di un incidente di caccia. La Corte ha confermato che, in caso di estinzione del processo, il nuovo termine di prescrizione decorre dall'atto introduttivo del giudizio originario e non da atti successivi. L'ordinanza ribadisce inoltre i limiti del ricorso per Cassazione in merito alla valutazione dei fatti e alla compensazione delle spese legali.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: vale la legge del tempo
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di una notifica di cartella esattoriale eseguita nel 2002 e consegnata a un familiare convivente, anche senza la raccomandata informativa. La Corte ha chiarito che non si possono applicare retroattivamente le modifiche legislative del 2006, che hanno introdotto tale obbligo. La decisione si basa sul principio 'tempus regit actum', secondo cui la validità di un atto è regolata dalla legge in vigore al momento del suo compimento.
Continua »
Impugnazione delibera condominiale: come contestare
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'impugnazione della delibera condominiale. In un caso di opposizione a un decreto ingiuntivo per spese condominiali, i ricorrenti lamentavano errori contabili nel rendiconto. La Corte ha stabilito che tali vizi rendono la delibera annullabile, non nulla, e che deve essere impugnata entro 30 giorni con un'azione specifica. La semplice opposizione al decreto ingiuntivo, senza una domanda di annullamento, non è sufficiente per contestare la validità del rendiconto approvato.
Continua »
Revocazione della revocazione: inammissibile il ricorso
Una società, dopo una serie di ricorsi falliti contro una cartella di pagamento, ha proposto un ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione. Una volta rigettato anche questo, ha tentato un'ulteriore impugnazione, una "revocazione della revocazione". La Suprema Corte ha dichiarato quest'ultimo ricorso manifestamente inammissibile, ribadendo che la legge vieta espressamente di impugnare con la revocazione una decisione già emessa in un giudizio di revocazione, al fine di garantire la certezza e la definitività dei procedimenti giudiziari.
Continua »
Interruzione prescrizione: notifica al Ministero vale?
Un medico specializzando ha citato in giudizio lo Stato per non aver ricevuto compenso durante la specializzazione (1991-1994), a causa della tardiva attuazione di direttive UE. Il diritto rischiava di essere prescritto, ma il medico aveva inviato un atto di interruzione prescrizione al Ministero dell'Università. La Cassazione ha stabilito che, sebbene il soggetto passivo esclusivo sia la Presidenza del Consiglio, la notifica a un Ministero competente è idonea a interrompere la prescrizione nei confronti dello Stato.
Continua »
Prescrizione tassa auto: 3 anni, non 10. Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23098/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di prescrizione della tassa auto. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato un'intimazione di pagamento per bolli auto non pagati, sostenendo che il diritto alla riscossione fosse estinto. La Corte ha confermato che il termine di prescrizione per la tassa automobilistica è di tre anni, come previsto dalla normativa speciale. Crucialmente, ha specificato che la mancata impugnazione della cartella di pagamento non trasforma questo termine breve nel termine ordinario di dieci anni. Di conseguenza, il ricorso dell'ente impositore è stato respinto, confermando l'annullamento della pretesa tributaria.
Continua »
Società a ristretta base: debiti fiscali sui soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una società a ristretta base, confermando la loro responsabilità per i debiti fiscali derivanti da utili extracontabili della società, ormai estinta. L'ordinanza stabilisce che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci giustifica l'estensione del raddoppio dei termini di accertamento anche a loro e che l'impugnazione dell'avviso alla società estinta spetta ai soci in qualità di successori.
Continua »
Trattamento economico docenti: no parità con i medici
Un docente universitario ha richiesto un trattamento economico pari a quello dei dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale per l'attività assistenziale svolta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il trattamento economico dei docenti universitari non deve essere identico, ma 'congruo e proporzionato', tenendo conto dell'esistenza di fondi finanziari distinti e autonomi. La finalità della legge è quella di un'equiparazione complessiva, non di una sovrapposizione voce per voce delle retribuzioni.
Continua »