Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 92.000 euro relativi a contributi INPS dovuti da una società di fatto di cui era socio per il periodo 1989-1991. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali era già interamente maturata. Infatti, il primo atto interruttivo (l'insinuazione al passivo fallimentare) era avvenuto nel 1999, quando il termine quinquennale introdotto dalla Legge n. 335/1995 era già decorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello e, decidendo nel merito, ha dichiarato non dovuti i contributi richiesti, condannando l'INPS e l'Agente della Riscossione al pagamento delle spese di lite.
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